Germania

Distribuzione nei centri più piccoli e digitale: così si affronta il mercato tedesco

Nel 2020 l’export di arredo nel Paese ha limitato i danni (-1,8%) mentre per l’anno in corso le prospettive sono incoraggianti. A premiare è la presenza diffusa sul territorio per avvicinarsi ai consumatori più esigenti

di Chiara Bussi

3' di lettura

In un 2020 caratterizzato dalle chiusure prolungate dei negozi il calo delle esportazioni dell’arredo del made in Italy in Germania è stato tutto sommato contenuto: -1,8% a quota 1,15 miliardi secondo i dati di FederlegnoArredo. Il Paese si conferma dunque tra i principali mercati di sbocco.

«Rispetto a quello francese o britannico – spiega Roberto Gavazzi, ad di Boffi|DePadova – qui non c’è una città dominante, ma tanti centri anche di minori dimensioni. Per questo la nostra strategia è essere presenti sul territorio». Sono sei in tutto i negozi del gruppo nel Paese, di cui quattro a gestione diretta. Il primo è stato inaugurato a Francoforte nel 2002. Poi Berlino (2003), Colonia (2005) e Monaco (2008). A questi si affiancano gli altri due monomarca indiretti ad Amburgo e Düsseldorf. «La Germania – aggiunge Gavazzi – è il principale produttore al mondo di cucine, prima ancora dell’Italia. Operare qui si rivela in alcuni casi complesso, perché come per le auto i tedeschi tendono a comprare prodotti per la casa realizzati nel loro Paese. Il made in Italy può però far leva sull’aspetto creativo che è molto apprezzato dalla clientela sempre più giovane ed emergente». Nel 2020 le vendite di Boffi e De Padova hanno tenuto grazie alla ripresa del secondo semestre. «Quest’anno – dice Gavazzi - siamo partiti bene e stiamo superando il livello del 2019». Al momento il brand non ha progetti di ulteriore espansione: «Riteniamo di avere già una copertura adeguata del mercato proprio per la nostra presenza capillare che ci consente di affrontare la concorrenza con una presenza di qualità. Per questo la Germania resta per noi strategica».

Loading...

Anche gli occhi di Cassina sono puntati su questo Paese. «È uno dei nostri quattro principali mercati di sbocco - spiega l’ad Luca Fuso - insieme a quello domestico, Usa e Giappone. Siamo presenti da almeno 50 anni e realizziamo circa il 10% del fatturato. Nel 2020 le vendite hanno tenuto e ora stiamo assistendo a un vero e proprio entusiasmo dei consumatori per la casa, tanto che nei primi sei mesi abbiamo registrato una crescita intorno al 40% rispetto al 2019». La chiave per affrontare questo mercato complesso, aggiunge, è avere una presenza capillare facendosi affiancare da rivenditori sul territorio. Cassina conta 15 “branded space” presso distributori locali. Nelle città principali, ma anche in altri centri minori come Bochum, Maulburg o Wiesloch. I piani di sviluppo non si fermano qui. «Nel 2022-2024 - spiega Fuso - intendiamo potenziare queste realtà e aprire uno o due negozi monomarca. Tra le ipotesi figurano Amburgo, Monaco o Berlino».

Anche Driade, che mette a segno in Germania il 13% del fatturato, potenzierà la propria presenza, fisica e virtuale. «Abbiamo un area manager dedicato che opera dall’Italia. Il progetto di sviluppo – afferma l’ad Marco Pozzo - prevede nel breve termine un presidio diretto con una risorsa resident per far fronte alla particolarità del mercato e offrire un miglior servizio alla rete di distribuzione». Per quest’anno i segnali sono positivi . «La crescita – sottolinea Pozzo – è costante anche grazie ai risultati ottenuti dall’e-commerce che durante il periodo di lockdown è stato un importante protagonista delle vendite su questo mercato». Per questo tra i progetti di Driade c’è quello di rafforzare il posizionamento online del brand e la distribuzione digitale. Tra i segmenti di punta Pozzo cita l’outdoor nel settore hospitality, «un trend in grande crescita», e un maggiore impulso all’area contract con l’ingresso di una nuova risorsa dedicata al network di architetti.

L’EXPORT
Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti