Industria

Distribuzione, faro di Amazon sull’area di Termini Imerese

di Enrico Netti

2' di lettura

Non conosce soste lo sviluppo di Amazon in Italia che lunedì si prepara ad affrontare il primo sciopero dell’intera filiera nazionale proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti.

Ieri è stato presentato il centro di distribuzione a Cividate al Piano, nella bergamasca, che si aggiunge a quello di smistamento di Casirate d’Adda. Il nuovo stabilimento sarà operativo in autunno ed è frutto di un investimento di oltre 120 milioni, si sviluppa su una superficie coperta di circa 60mila metri quadri e nell’arco di un triennio qui verranno creati 900 posti a tempo indeterminato. La maggiore parte degli addetti saranno assunti al quinto livello del contratto trasporto e logistica con un salario d’ingresso di 1.550 euro lordi, tra i più alti del settore. Il sito è predisposto per l’impiego dei robot Kiva di Amazon Robotics e future generazioni in grado di movimentare i pacchi.

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Tra i dossier di futuri investimenti di Amazon Italia ci sarebbe anche il sito Blutec (ex Fiat) di Termini Imerese a pochi chilometri da Palermo. «Non commentiamo i piani futuri» dice Salvatore Schembri Volpe, ad di Amazon Italia Logistica. «Ci sono contatti tra la struttura commissariale e Amazon Italia che all’inizio di marzo ha ricevuto la documentazione e le planimetrie del sito Blutec» precisa Maria Terranova, sindaco di Termini Imerese. Una location che offre molti vantaggi. «Il sito è collegato all’autostrada, alla ferrovia e al porto commerciale oggetto di un piano d’interventi da 150 milioni che migliorerà l’operatività della struttura - continua il sindaco -. I lavori nell’area portuale termineranno entro il primo semestre 2022». Inoltre a 70 chilometri c’è l’aeroporto di Palermo. Insomma Termini offre una serie di plus unica. Per quanto riguarda la prima giornata di sciopero nazionale, coinvolgerà circa 35-40mila addetti tra personale dei magazzini, tutti i dipendenti diretti della multinazionale oltre ai corrieri che lavorano per Amazon, Schembri Volpe ricorda che la società offre «condizioni e retribuzioni al di sopra della media del settore - spiega -. Negli stabilimenti la percentuale di adesione ai sindacati è all’8% e lavoreremo come sempre al nostro meglio per servire i nostri clienti». Lo sciopero coinvolge anche la filiera degli autisti che coprono le consegne dell’ultimo miglio. «Sono dipendenti di fornitori terzi che applicano il Ccnl trasporti e logistica e l’uso dell’applicazione per le consegne è facoltativa - continua l’ad -. La app regola il percorso dei corrieri in funzione del numero dei colli, della densità abitativa e dell’orario di lavoro». «Ci sarà una adesione altissima in Lombardia con il blocco delle consegne - spiega Luca Stanzione, segretario generale della Filt Cgil di Milano -. Anche nelle altre regioni ci saranno alte quote di adesioni allo sciopero». In Liguria, per esempio, non lavoreranno 300 autisti della filiera e così nelle altre regioni. Ovunque si parla di ritmi di lavoro insostenibili. «Inoltre Amazon vuole aumentare la quota di contratti precari e rifiuta il dialogo con le rappresentanze dei lavoratori - continua Stanzione -. Vuole aumentare flessibilità e carichi di lavoro sia per gli addetti diretti che indiretti in deroga alla normativa e senza interloquire con il sindacato. Se non otterremo risposte la mobilitazione continuerà».

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