Consumi

Distribuzione, dai grandi gruppi Sos al Governo sui costi record

di Enrico Netti

(eldarnurkovic - stock.adobe.com)

2' di lettura

Salvare la capacità di spesa delle famiglie intervenendo con l’azzeramento degli oneri sull’energia fino alla fine dell’anno, l’abbassamento dell’Iva sui beni di largo consumo oltre al pieno sostegno alle richieste di Federtrasporti per stabilizzare i costi dei carburanti a sostegno della logistica. Queste le richieste avanzate dalle imprese del largo consumo, riunite in Gs1 Italy con le associazioni di comparto Associazione distribuzione moderna, l’associazione Industrie Beni di consumo, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Centromarca e Federdistribuzione. Si cerca così di arginare sia la speculazione che l’inflazione ed evitare future pesanti ripercussioni sui consumi e la ripresa economica. «La situazione estremamente difficile che stiamo vivendo richiede azioni incisive e grande coesione sociale per affiancare e supportare le istituzioni nella loro difficile responsabilità» spiega Francesco Pugliese, presidente di Gs1 Italy. Questa è anche la risposta a Gianpiero Calzolari, presidente di Granarolo, che sabato scorso, sul Sole-24 Ore aveva chiesto alla moderna distribuzione una moratoria di sei mesi sulle promozioni dei supermercati a cui contribuisce anche l’industria.

Dall’inizio dell’anno sui bilanci delle famiglie si è abbattuta una serie di aumenti per le materie prime e l’energia scatenati dalla speculazione e dalla guerra provocata dalla Russia. I prezzi al supermercato continuano a salire e per Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione «adesso servono interventi urgenti per aiutare le famiglie a basso reddito - che prevede -. Il costo del carrello della spesa, già aumentato del 4,2%, salirà di un altro punto nelle prossime settimane».

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Da parte loro le famiglie per salvare i conti si orientano verso i prodotti più convenienti come quelli con il marchio del distributore e optano per i discount (si veda l’articolo in pagina ndr). «Da febbraio sono aumentati del 10% i volumi acquistati dalla Gdo perché le famiglie a causa della psicosi guerra cercano di fare scorte oppure acquistano i prodotti con la marca del distributore perché più conveniente - spiega Ambrogio Invernizzi, Ad di Inalpi che produce burro, formaggi e latte in polvere -. Anche l’industria ha aumentato gli ordini con consegne a breve termine su cui vengono applicati minimi aumenti di prezzo». Il passaggio alle private label è confermato da Giorgio Santambrogio, ad del Gruppo VèGè che conferma: «Si sta assistendo a un passaggio dai prodotti di marca a quelli dell’insegna, tradizionalmente a pari qualità più convenienti - dice -. Anche se i prodotti della marca del distributore risentono del combinato disposto dei rincari scatenati dalle materie prime e dall’energia».

Giorno dopo giorno i listini restano sotto pressione. Tra gli ultimi allarmi quelli di Assalzoo, l’associazione dei produttori di mangimi, che avverte «Si sono determinati aumenti ormai insostenibili per le aziende» mentre lo studio di Crime&Tech e Checkpoint Systems evidenzia, nella prima metà del 2021, un aumento dei furti nella Gdo con una crescita dei furti di necessità.

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