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Disuguaglianze, in Italia crescono meno che all’estero. Ecco il confronto europeo

di Demetrio Guzzardi


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2' di lettura

L'argomento delle disuguaglianze è sempre più presente nel dibattito pubblico italiano perché sembra essersi generata la convinzione che i redditi e i patrimoni siano sempre più concentrati nelle mani di pochi. Tuttavia, fino ad oggi, la maggior parte delle ricerche di questo filone si è concentrata sui trend e sviluppi negli Stati Uniti e poco era stato studiato riguardo gli andamenti italiani. C'è, quindi, da chiedersi se effettivamente anche il nostro Paese condivida lo stesso destino. Una ricerca appena pubblicata, pubblicata dal World Inequality Database (1), mostra delle nuove stime per la distribuzione del reddito nazionale per molti paesi europei, inclusa l'Italia.

Cosa mostra il report?
La ricerca, particolarmente complessa e che omogenizza e unisce dati fiscali, questionari, e conti nazionali dei vari stati europei, mostra che in Europa le disuguaglianze sono effettivamente aumentate e che l'economia Europea è più disuguale oggi di quanto non lo fosse 40 anni fa. Tra il 1980 e il 2017, infatti, l'uno percento della popolazione più ricca ha visto accrescere il suo reddito 2 volte più velocemente del 50% della popolazione più povera guadagnando nell'ultimo anno circa l'11% del reddito europeo. Nel 2017 il 10% della popolazione più ricca ha guadagnato il 34% di tutto il reddito Europeo mentre nel 1980 ne guadagnava il 30%.

Tuttavia, questo studio fa due importanti constatazioni:

1) Sebbene in Europa le disuguaglianze siano aumentate, siamo riusciti meglio degli Stati Uniti a creare una crescita inclusiva. Infatti, in Europa, la metà più povera della popolazione ha comunque visto salire il suo reddito medio del 40% mentre negli Stati Uniti, i più poveri, hanno sostanzialmente lo stesso reddito di 30 anni fa.

2) Dal 2000 in poi, la maggior parte degli stati europei è riuscita ad assicurare una crescita significativa dei redditi della popolazione più povera.

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