filo diretto con il sole

Ditte segnalate senza accesso ad aiuti di Stato

Il mondo produttivo può segnalare al Sole 24 Ore le criticità del decreto Liquidità attraverso la casella e-mail «sosliquidità@ilsole24ore.com»

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(Imagoeconomica)

Il mondo produttivo può segnalare al Sole 24 Ore le criticità del decreto Liquidità attraverso la casella e-mail «sosliquidità@ilsole24ore.com»


3' di lettura

Il Sole24 Ore in questo momento di emergenza per le imprese apre una casella di posta elettronica dedicata al mondo produttivo per consentire di segnalare ogni criticità, tempi lunghi di gestione delle pratiche e ostacoli che si frappongono tra le imprese e i fondi istituiti con il «Decreto liquidità». Il quotidiano con le sue inchieste e servizi darà voce alle vostre segnalazioni. L’indirizzo di posta elettronica a cui inviarle è sosliquidità@ilsole24ore.com

Paradossi pensionistici
Sono architetto, madre di una figlia minorenne e sono vedova, e grazie al coronavirus ho scoperto che si può essere pensionati a 17 anni (l’età di mia figlia). Tutti sappiamo degli sforzi fatti per dare aiuti economici in questo periodo così difficile. A me questi aiuti sono stati negati. Svolgo la libera professione, sono iscritta all’Inarcassa, alla quale verso annualmente gli oneri dovuti e ho un reddito annuo al di sotto dei 35mila euro ma percepisco insieme a mia figlia una pensione indiretta ai superstiti. In casi come il mio, Inarcassa non consente l’accesso alla piattaforma per inoltrare la domanda relativa agli aiuti economici per i liberi professionisti perché previsti soltanto se non si è titolari di pensione. Non viene fatta distinzione tra pensione diretta e pensione indiretta. Mi è d’obbligo richiamare l’attenzione sul punto 1 - Indennità liberi professionisti - della circolare Inps n.49 del 30 marzo 2020 che recita: «Ai fini dell’accesso all’indennità (...)non devono essere titolari di trattamento pensionistico diretto». A nulla sono valse le pec inoltrate per avere chiarimenti, non ho avuto risposta. Dunque pur versando quanto devo ad Inarcassa, Inarcassa non mi deve nulla. E qui la scoperta: sono pensionata io, e lo è anche mia figlia, che ha avuto il privilegio di perdere il padre a 15 anni! Sicuramente ho peccato di ignoranza, ma mi riesce veramente difficile pensare che quella che dovrebbe essere una vulnerabilità è quasi un vantaggio. Mia figlia sarà così privilegiata anche in futuro?
Arch. Anna Limongiello

Un sollecito all’Inps
Ad oggi, 28 Marzo 2020, non ho ancora ricevuto l’indennità di 600euro richiesta (identificativo domanda 328532 ). Avete detto che sarebbero state pagate entro il giorno 17 aprile ma a quanto pare siamo in molti ad aspettare. Questa volta vi mando solo un sollecito e mando una mail per conoscenza al Sole 24 Ore per mostrare a tutti la serietà delle vostre promesse.
Andrea Gulisano (partita Iva)

Situazione surreale
Quello che si sta facendo è troppo lento e troppo poco, getta nell’incertezza tanta gente e amici. Lo stato d’animo è quello di essere con le mani legate in balìa di non si sa che cosa. La situazione è surreale, tra qualche mese posto che i soldi non arrivino, le aziende falliranno e milioni di persone saranno senza lavoro. Se invece i soldi dovessero essere stanziati in forma di prestiti rimanderemo i fallimenti a un anno o due. Non ci vuole un economista per capire che ci sono state perdite pari agli utili d’impresa in due mesi e che nel raggiungimento del fine anno le perdite di tutte le aziende si attesteranno intorno al 60%. A questo punto non occorre liquidità ma soldi veri a fondo perduto, oppure se si vuole agire tramite i prestiti lo sgravio fiscale per anni. Non ci sono altri modi.
Claudio Battisti

Padroncini segnalati
Ho una ditta individuale di trasporti monoveicolare. Con la crisi del 2008 abbiamo subito perdita di lavoro e siamo entrati in un tunnel buio e lungo, non siamo riusciti a mantenere gli impegni con banche,fornitori e tasse. Ci siamo tirati su le maniche, abbiamo ripreso in mano la situazione e piano piano abbiamo ricominciato a sistemare la situazione. A oggi è rimasto un unico debito con la banca che sto regolarmente pagando ma è segnalato. Con l’emergenza Covid-19 ho perso il lavoro e con l’attività del camion lavoriamo al 50 per cento. Essendo “segnalati” non possiamo accedere al decreto liquidità, tra qualche mese ci ritroveremo in quel tunnel da cui ne stavamo uscendo. Perché lo Stato non può dare l’opportunità di uscire da questa situazione? Come faremo noi ad affrontare i prossimi mesi dovendo pagare meccanici, carrozzieri e spese di casa? Ho anche due figli studenti... sono molto preoccupata.
Laura Menicacci (Suzzara Mn)

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