dimissioni a washington

Divergenze con Trump, lascia anche il capo dell’intelligence Usa

Dan Coats aveva suscitato l’ira del presidente contraddicendolo pubblicamente su Iran, Russiagate, cambiamenti climatici, Corea del Nord. Dopo mesi di tensioni, il suo posto andrà a John Ratcliffe, “fedelissimo” di Trump


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Donald Trump con Dan Coats, direttore dell’intelligence americana, nel giugno 2017 (Afp)

2' di lettura

Il capo degli 007 americani, Dan Coats, ha lasciato l’incarico dopo mesi di tensioni con Donald Trump, divergenze che riguardavano in particolare la linea della Casa Bianca nei confronti della Russia e della Corea del Nord. Il presidente americano ha nominato al suo posto un fedelissimo, John Ratcliffe: il repubblicano del Texas che ha incalzato l’ex procuratore speciale per il Russiagate, Robert Mueller, durante le sue audizioni in Congresso.

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«Sono lieto di annunciare che il rispettato John Ratcliffe sarà nominato direttore dell’intelligence nazionale - ha twittato Trump -. Dan Coats,
l’attuale direttore, lascerà il 15 agosto. Voglio ringraziare Dan per il suo grande servizio al Paese». In realtà, l’addio di Coats arriva dopo mesi di scontri innescati dalle ripetute critiche di Trump all’intelligence.

Dan Coats alla Casa Bianca nell’agosto 2018

Coats si è battuto a spada tratta in difesa dei suoi uomini. Mentre verso Trump non è mai scattato nulla: il loro rapporto è stato caratterizzato da battaglie e incomprensioni, e Trump non gli ha risparmiato critiche. Secondo indiscrezioni, era da mesi che il presidente avrebbe voluto rimuovere Coats, “colpevole” di averlo contraddetto pubblicamente
presentando il punto di vista dell’intelligence al Congresso su
Iran, Russia, cambiamento climatico e Isis.

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Ma sarebbero state soprattutto le critiche di Coats sulla Corea del Nord e sulla mancata volontà del leader Kim Jong-un a denuclearizzare che
avrebbero fatto irritare Trump. A cui non sarebbe piaciuta neanche la tempistica con cui Coats, poco prima dell’incontro del presidente con Vladimir Putin, ha scelto di rendere noti i timori dell’intelligence sulla campagna di cyberattacchi portata avanti da Mosca e che metteva a rischio la democrazia americana.

John Ratcliffe durante la testimonianza del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate

Repubblicano rispettato molto anche dai democratici, Coats è stato uno dei maggiori alleati del vice presidente Mike Pence quando era senatore per l’Indiana. E sarebbe stata proprio l’alleanza con Pence che lo avrebbe schermato per mesi da un possibile licenziamento da parte di Trump.

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