nei tribunali

Divorziati: niente stop agli spostamenti dei figli. Il virus non blocca la giustizia per le emergenze familiari

La sospensione delle udienze non investe (per ora) i procedimenti urgenti su adozioni, alimenti, visite ai figli. Né cambiano i tempi che i genitori separati devono trascorrere con i bimbi

di Giorgio Vaccaro

(ANSA)

2' di lettura

La Giustizia si ferma per coronavirus in tutta Italia, ma non si fermano le emergenze legate alle “crisi familiari”. Né cambiano le regole fondamentali. Così - almeno allo stato - nel caso di genitori separati, lo stop agli spostamenti non si traduce in un blocco della normale alternanza nella frequentazione dei figli minori da parte del genitore non convivente. La possibilità è ventilata soprattutto da molte madri conviventi con i figli minori che in questi giorni vorrebbero evitare di farli spostare a casa dei padri per i fine settimana o gli altri periodi concordati. Ma si tratta di una richiesta che non trova alcuna giustificazione nelle norme finora dettate per contrastare la diffusione del Coronavirus. Anzi: in questo periodo sarebbe bene che i genitori collaborassero di più, proprio per tutelare i figli.

Per il resto, le norme che hanno previsto le misure straordinarie e urgenti per contrastare la diffusione del Covid-19, fin dalla loro prima versione hanno escluso dallo stop le cause relative agli alimenti che derivano da rapporti di famiglia.

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Lo hanno disposto i decreti legge 9/2020, in vigore dal 2 marzo, e 11/2020, operativo dall’8 marzo, che ha sospeso le udienze dei processi civili e penali in corso presso tutti gli uffici giudiziari. La date di sospensione cambiano e cambieranno, ma i capi degli uffici possono comunque già rinviare le udienze a dopo il 31 maggio. Ma le cause che riguardano le emergenze delle famiglie fanno eccezione.

Continuano così a essere celebrati - salvo ulteriori provvedimenti - i procedimenti del Tribunale dei minorenni per le dichiarazioni di adottabilità, relativi agli stranieri non accompagnati e alle situazioni di grave pregiudizio. E conservano la “copertura” della giurisdizione anche i casi in cui si rende necessario un trattamento sanitario obbligatorio, le questioni relative alle interruzioni di gravidanza e i procedimenti contro gli atti violenti nella sfera familiare che possono portare ad adottare gli ordini di protezione contro gli abusi familiari.

I tribunali di Roma e Milano hanno precisato le indicazioni del Governo con propri provvedimenti. Il Tribunale di Milano, con provvedimento del 9 marzo, ha confermato per ora la sospensione delle udienze fino al 22 marzo, con le eccezioni previste dal decreto legge 11/2020. Il Tribunale di Roma , dopo l’estensione a tutto il territorio nazionale della zona “off limits” ha emesso un provvedimento che, dal 10 marzo, ha sospeso anche tutte le udienze presidenziali di separazione, di divorzio e relative a coppie di fatto già fissate nel periodo che va dal 9 marzo al 22 marzo, dando indicazione alla cancelleria di rinviarle a dopo il 31 maggio 2020. Tuttavia, in questi casi è stata prevista la possibilità per ogni avvocato che «ravvisi un pregiudizio per la ritardata trattazione» di «depositare telematicamente istanza di trattazione urgente» che sarà valutata dai giudici. Insomma, l’emergenza c’è ma la giustizia cerca di continuare a garantire i diritti fondamentali.

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