sodalizio di 5 anni

Juventus-Allegri, bilancio di 5 anni: niente Champions ma ricavi quasi raddoppiati

di Marco Bellinazzo

(Epa)

3' di lettura

Se il triennio di Antonio Conte ha rappresentato il rilancio della Juventus Fc dopo gli anni di Calciopoli e della Serie B, il quinquennio di Max Allegri ha sancito la restaurazione del potere bianconero in ambito sportivo e il ritorno del club di Torino tra le big del calcio europeo, soprattutto in termini economici.
Quando si è seduto sulla panchina della Juventus, il club campione d’Italia fatturava poco meno di 280 milioni di euro.

Oggi Allegri lascia una società che ha ampiamente superato la soglia dei 400 milioni di ricavi che, senza plusvalenze da calciomercato, al 30 giugno 2019 potrebbero raggiungere i 470/480 milioni. Un risultato raggiunto grazie alle vittorie conquistate in Italia ma anche grazie al cammino compiuto in campo europeo dai bianconeri, con due finali di Champions che hanno accresciuto significativamente la visibilità del brand Juventus (ancor prima dell’arrivo di Cristiano Ronaldo).

Ricavi in aumento
Un fatturato quasi sempre in crescendo, quello della Juventus, nel quinquennio allegriano. Solo nel 2018 ha subito una frenata, passando dai 411,5 milioni dell’anno precedente a 402 milioni, ma già in questa stagione è attesa una nuova impennata, come già attestato dalla semestrale da record, con ricavi superiori a 330 milioni a dicembre 2018.

Il principale impatto dato da Allegri (a discapito di un apprezzamento sempre piuttosto limitato da parte della tifoseria) a una Juventus già vincente in Italia (e rimasta tale durante i suoi cinque anni in panchina, con cinque scudetti e quattro Coppe Italia in bacheca) è stato nei risultati europei. Nessun trofeo portato a casa, ma le stagioni dei bianconeri in Champions League sono state premiate dalla redistribuzione annua dei ricavi Uefa. Al primo anno, chiuso con la finale persa contro il Barcellona, la Juventus ha chiuso in testa per ricavi relativi alla partecipazione al massimo torneo continentale, con 89,1 milioni messi in cassa (di cui 58,2 milioni di market pool). Leggera flessione nel 2016, con 76,3 milioni di ricavi (terza dietro a Manchester City e Real Madrid), mentre nel 2017 ha alzato l’asticella a 110,4 milioni di euro, record storico per la Champions. Decisivo in quell’anno l’avanzamento fino alla finale, persa poi col Real Madrid. Nel 2018 il bonus Champions s’è ridotto nuovamente a 80 milioni, mentre per il 2019 dovrebbe aggirarsi a circa 94 milioni, nonostante l’eliminazione ai quarti di finale per mano dell’Ajax.

Il valore della rosa
È aumentato, nel corso di questi anni, anche il valore della rosa della Juventus. L’organico del suo primo anno, nel suo complesso, aveva un valore di 120 milioni di euro. Il balzo in avanti è stato fatto nel 2018, ma già nel 2017 con la contabilizzazione dell’acquisto di Higuain (costo storico di circa 91,3 milioni) i bianconeri avevano dato un netto segnale, fino a superare i 300 milioni di valore complessivo dei diritti dei componenti dell’organico. Di contro hanno subito un’impennata anche gli ammortamenti, che nel corso di questo quinquennio hanno reso sempre negativo il saldo relativo al player trading: dai quasi 51 milioni di ammortamenti del 2014 ai 108 milioni del 2018, con un aumento pressoché certo nell’esercizio che si concluderà a giugno. La semestrale al 31 dicembre 2018 aveva già evidenziato un aumento del 41,7% alla voce ammortamenti (pari a 86,3 milioni a metà anno), complice l’operazione Ronaldo, la più onerosa di sempre per la Juventus sul mercato.

Non a caso, anche i costi operativi hanno seguito una progressione in continuo crescendo. Dai 251 milioni del 2014 (di cui 184 milioni di costo del personale) ai 375,7 milioni del 2018 (con 259 milioni dedicati solo al personale). Nella semestrale del dicembre 2018, il personale tesserato assorbe il 63% dei costi operativi, con stipendi di calciatori e allenatori che pesano sulle casse bianconere per 143 milioni solamente in riferimento ai primi sei mesi di esercizio (al 31 dicembre 2017 erano 104,9 milioni), mentre i costi per altro personale sono passati dai 9,6 milioni del primo semestre 2017/18 agli 11,1 milioni dello stesso periodo nell'esercizio che si chiuderà a giugno. L’ultimo esercizio della Juventus con Massimiliano Allegri alla guida della prima squadra.

Il player trading
Durante la gestione Allegri la Juventus ha anche spinto sotto la regia della dirigenza sportiva (Marotta-Paratici) sul player trading, mettendo sotto contratto i giovani più promettenti del calcio tricolore e valorizzandone il cartellino spesso anche senza un impiego diretto con la Juve. Fra il 2015 e il 2019 (escludendo cessioni messe in atto entro il prossimo 30 giugno), ad ogni modo, la Juventus ha messo a bilancio tra plusvalenze sulle cessioni e remunerazione di prestiti entrate per oltre 400 milioni. Un incasso a cui ha indubbiamente contribuito anche il tecnico livornese.

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