Il verdetto

Djokovic vince il ricorso: può restare in Australia. A breve la decisione del governo

La revoca del visto al tennista, secondo il giudice, sarebbe «immotivata» ma Canberra non ci sta e prepara un nuovo provvedimento di espulsione

Djokovic: con un nuovo provvedimento ancora possibile l'espulsione

3' di lettura

Il giudice australiano preposto nella giornata di lunedì 10 gennaio ha annullato la revoca del visto a Novak Djokovic che successivamente è stato rilasciato dall’ufficio immigrazione. Motivo: la decisione del governo nei confronti del campione no vax sarebbe stata «irragionevole». Il giudice Anthony Kelly ha ordinato che Djokovic venisse rilasciato entro 30 minuti e che il suo passaporto e altri documenti di viaggio gli venissero restituiti, concedendo ancora una volta al numero 1 del mondo di vincere un 21esimo titolo del Grande Slam agli imminenti Australian Open. Ma non è detto che finisca così.

La detenzione in hotel

Djokovic, 34 anni, è stato tenuto in un hotel utilizzato per la detenzione degli immigrati assieme a richiedenti asilo da giovedì scorso. Gli è stato permesso di frequentare i suoi avvocati per le udienze virtuali, ma non è stato visto in pubblico da quando è arrivato in Australia.
I legali del tennista hanno sostenuto che una recente infezione da Covid-19 mette Djokovic in condizione di giocare. Il governo australiano, tuttavia, ha detto che i non cittadini non hanno diritto all’ingresso garantito in Australia, mettendo in dubbio la sua pretesa esenzione e sottolineando che anche se Djokovic avesse vinto l’azione legale, il Paese si sarebbe riservato il diritto di trattenerlo di nuovo e allontanarlo.

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Martedì 11 gennaio la decisione finale

Slitta a martedì 11 gennaio la decisione del ministro dell’Immigrazione australiano Alex Hawke se annullare il visto di Novak Djokovic. Lo riferisce il sito del quotidiano The Age, secondo cui il ministro Hawke aveva 4 ore per usare il suo potere personale ai sensi del Migration Act se il Governo voleva continuare a tenere in detenzione il campione serbo.
Ma il Governo ha deciso di non prendere una decisione entro il periodo di 4 ore, il che significa che Djokovic è ora libero di muoversi sul territorio australiano. Si prevede, comunque che il ministro Hawke decida se annullare o meno il suo visto nella giornata di martedì 11 gennaio.

Il commento su Twitter

«Sono lieto e grato - scrive su Twitter Djokovic - che il giudice abbia annullato la cancellazione del mio visto. Nonostante tutto quello che è successo, voglio restare e provare a competere agli Australian Open. Rimango concentrato su quello. Sono arrivato qui per giocare in uno degli eventi più importanti che abbiamo davanti a dei fantastici tifosi».

La conferenza stampa in Serbia

Intanto, dopo essere stato rilasciato in Australia. Novak Djokovic si è allenato. Lo ha detto il fratello del 20 volte vincitore Slam Djordje durante una conferenza stampa della famiglia in Serbia. «La nostra famiglia è molto contenta che la giustizia e la verità abbiano prevalso. Novak è un uomo onesto ed eccezionale e sono molto felice che lo stato di giustizia esista e che possiamo ancora lottare per la verità e i diritti umani. Verità e giustizia sono emerse. Vogliamo ringraziare il sistema giudiziario australiano e il giudice Kelly. Lo ha fatto in modo molto neutrale, prestando attenzione ai dettagli. Ha esaminato ogni aspetto di questa storia, ogni fatto».
«Siamo qui - ha dichiarato la madre di Novak Djokovic, Dijana - per celebrare la vittoria di nostro figlio Novak. Ha sempre lottato per la giustizia. Non ha fatto niente di male. Questa è la sua più grande vittoria nella sua carriera, più grande di qualsiasi Grande Slam. Questa situazione - ha continuato - è stata estremamente difficile. Ci sono state molte emozioni, tristezza, paura, delusione. Ci sono stati momenti in cui non aveva il telefono con sé. non avevamo idea di cosa stesse succedendo. Vogliamo ringraziare tutti quelli che nel mondo lo hanno sostenuto».
«Questa è una grande vittoria per Novak - ha aggiunto il padre di Djokovic, Srdan - per la sua famiglia e il mondo libero. Ha rispettato tutto ciò che gli è stato chiesto. Negli ultimi giorni è stato molto, molto difficile per chiunque nel mondo sia libero di pensare. Ma lui è mentalmente estremamente, estremamente forte. Gli hanno tolto tutti i suoi diritti come essere umano, non gli hanno dato il diritto di preparare la sua difesa per diverse ore e gli hanno portato via il telefono. Fortunatamente - ha proseguito - glielo hanno restituito il telefono. Ha contattato la sua squadra legale che ha montato una difesa fantastica, che non potevano eguagliare. La giustizia e lo stato di diritto hanno prevalso. Il giudice è stato fantastico, ha semplicemente rispettato i fatti. Ha preso l’unica decisione possibile che è stata quella di rilasciare Novak».

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