Linea dura dell’Australia

Djokovic in stato di fermo dopo nuova cancellazione del visto

Il ministro dell’Immigrazione australiano Alex Hawke ha nuovamente bocciato il permesso del tennista no vax ma il provvedimento di espulsione è per il momento sospeso

Caso Djokovic, il serbo ammette errori

3' di lettura

Il governo australiano ha chiesto e ottenuto dal giudice competente sul caso che Novak Djokovic sia messo in stato di fermo dalla mattina di sabato 15 gennaio. È questa, secondo quanto riferisce il legale del tennista serbo, l’ultimo sviluppo della telenovela che ha per protagonista il tennista numero 1 al mondo nel ranking Atp. La detenzione del tennista scatterà dunque domani mattina, dopo che l’atleta sarà stato sentito dalla polizia di frontiera. Nel frattempo potrà restare a fianco dei suoi avvocati mentre preparano le richieste da presentare ad una nuova udienza prevista per la mattina di domenica 16 gennaio.

Il fermo, secondo quanto riferito dal quotidiano australiano The Age, è stato disposto dal giudice dello Stato di Vittoria Anthony Kelly, che ha accolto la richiesta del governo. Il giudice ha ordinato ai funzionari di frontiera di non espellere il tennista fino all’esito della battaglia legale in corso. Ha anche ordinato ai legali di Djokovic di presentare e notificare le richieste e dichiarazioni giurate.

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La nuova bocciatura del visto di ingresso

Ma il vero colpo di scena è avvenuto questa mattina, quando il ministro dell’immigrazione australiano Alex Hawke ha nuovamente bocciato il permesso di Djokovic. La recente infezione da Covid del campione non è infatti sufficiente, secondo il governo di Canberra, a ottenere un’esenzione dai requisiti vaccinali richiesti per soggiornare e «lavorare» in Australia. Anzi: Djokovic, non essendo vaccinato, potrebbe rappresentare un rischio per la salute pubblica. Il visto al tennista era stato ripristinato da un giudice federale lunedì scorso, dopo l’impugnativa dell’atleta.

Il comunicato del governo

Questo il comunicato del ministro: «Oggi ho esercitato il mio potere ai sensi della sezione 133C (3) della Legge sulla migrazione per annullare il visto detenuto dal signor Novak Djokovic per motivi di salute e buon ordine, sulla base del fatto che ciò era nell’interesse pubblico. Questa decisione ha fatto seguito alle ordinanze del Circuito Federale e del Tribunale della Famiglia del 10 gennaio 2022, che annullavano una precedente decisione di annullamento per motivi di equità procedurale. Nel prendere questa decisione, ho considerato attentamente le informazioni fornitemi dal Dipartimento degli affari interni, dall’Australian Border Force e dal signor Djokovic. Il governo Morrison è fermamente impegnato a proteggere i confini dell’Australia, in particolare in relazione alla pandemia di COVID-19».

L’annullamento del visto - ha detto Morrison - mira a proteggere il risultato dei «sacrifici» fatti dagli australiani durante la pandemia di Covid-19. «Gli australiani hanno fatto molti sacrifici durante questa pandemia e giustamente vogliono che l’effetto di quei sacrifici sia tutelato», ha affermato Morrison in una nota, riferendosi al caso del giocatore serbo.

Il campione serbo sabato 15 gennaio si dovrà presentare davanti alle autorità dell’immigrazione australiane per essere interrogato. Nel frattempo potrà circolare liberamente, non dovrà quindi tornare nel centro di detenzione. Il tennista rischia di incorrere in un divieto d’ingresso per 3 anni sul territorio australiano.

Gli avvocati del governo avevano però immediatamente messo il n. 1 del mondo sull’avviso che il ministro Hawke avrebbe potuto esercitare il proprio potere personale per annullare il visto. Mercoledì, Djokovic aveva ammesso su Instagram che il suo agente aveva commesso un «errore amministrativo» dichiarando che il campione non aveva viaggiato nelle due settimane precedenti al suo volo per l’Australia. Il tennista non potrà insomma disputare il primo turno degli Open di Australia, nonostante fosse già stato inserito in tabellone. A meno che non ci sia un ultimo tentativo da parte dei suoi legali di presentare un ulteriore ricorso alle autorità giudiziarie.

Strada in salita per nuovo ricorso

Un giudice in Australia ha deciso di tenere per oggi una udienza di emergenza sul caso del tennista Novak Djokovic, dopo che i legali del campione serbo hanno chiesto nuovamente di bloccare la decisione del governo. Per il momento l’espulsione di Novak Djokovic dall’Australia è stata comunque sospesa: gli avvocati del ministro dell’Immigrazione, Alex Hawke, hanno concordato di non espellere il tennista serbo fino alla conclusione del procedimento giudiziario o al trasferimento della questione a un altro tribunale.



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