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Djokovic passa facile contro Mannarino. Lo aspetta Berdych, perdente di successo

di Alessandro Merli


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Novak Djokovic (AFP)

3' di lettura

Non c'è Wimbledon senza pioggia. Dopo un inizio torrido dei campionati sull'erba londinese, che ha provocato le proteste dei giocatori per il pessimo stato dei campi, finalmente la pioggia è arrivata a scrosci e l'All England Club ha potuto sfoggiare il tetto retrattile del Centre Court.
Si è giocato praticamente solo sotto la copertura del centrale. Nel tradizionale Ladies' Day, l'immortale Venus Williams ha fatto 100 partite a Wimbledon; Johanna Konta, nata in Australia e naturalizzatasi britannica solo cinque anni fa, è stata la prima tennista battente la Union Jack a qualificarsi per le semifinali dai tempi di Virginia Wade (che la ammirava dal Royal Box) nel 1978; e fra le signore si è intrufolato suo malgrado Novak Djokovic, costretto lunedì sera al rinvio del suo incontro con Adrian Mannarino dalle cinque ore che ci ha messo Rafa Nadal a perdere da Gilles Muller, fino alle soglie della notte.

Nella sua centesima partita ai Championships, Venus, che a Wimbledon ha vinto il torneo cinque volte, la prima nel 2000, quando la sua rivale di oggi Jelena Ostapenko aveva appena compiuto 3 anni, e l'ultima nel 2008, ha festeggiato sbarazzandosi della lettone, campionessa quest'anno al Roland Garros, in meno di un'ora e un quarto, 6-3, 7-5. La maggiore delle sorelle Williams, semifinalista a 37 anni (un record dai tempi di Martina Navratilova), può avere, in assenza di Serena, in maternità, addirittura una chance per una vittoria finale che avrebbe del clamoroso.

In semifinale, la Williams affronterà giovedì la Konta, che ha impedito alla rumena Simona Halep di issarsi al numero 1 delle classifiche mondiali. Per i paradossi dei conteggi di queste classifiche, al top arriva Karolina Pliskova, che qui aveva perso già al secondo turno. La Konta va così a formare, nei sogni degli aficionados locali, la seconda metà di una possibile doppietta britannica insieme a Andy Murray: curioso che una sia un'australiana che ha scelto il passaporto britannico e l'altro uno scozzese ceh magari non disdegnerebbe u la bandiera di Sant'Andrea invece della Union Jack. Contro la Halep, c'è stato uno scambio di due tie-break prima che la Konta prevalesse 6-4 al terzo.

Djokovic aveva dovuto rassegnarsi al posticipo dopo la maratona fra Nadal e Muller. Osservato dalla tribuna dal nuovo tecnico André Agassi, dopo la rivoluzione nel suo team che ha portato al licenziamento di tutto lo staff che lo aveva seguito fin dai primi passi, ha pensato bene di sbrigare la pratica Mannarino in tempi brevi, poco più di due ore, tre set (6-2, 7-6, 6-4), con qualche scambio piacevole, un buon allenamento disturbato solo da un fastidio, apparentemente non grave, alla spalla destra. Avendo dovuto sacrificare il giorno di riposo alle lungaggini di Nadal, il campione serbo se la vedrà mercoledì ai quarti con Tomas Berdych, un perdente di successo.

Nella sua parte del tabellone, l'altra sfida è più interessante, fra Roger Federer, che tutti sognano di nuovo campione e finora è andato sul velluto, e il canadese Milos Raonic. L'anno scorso questo incontro fu la semifinale e la spuntò Raonic, per poi perdere in finale con Andy Murray. A sentire John McEnroe, il canadese è il favorito per vincere il torneo, una tesi tutta da verificare davanti all'ostacolo Federer. Il quale giocherà la sua centesima partita a Wimbledon, così come Venus Williams contro la Ostapenko, come segnala Luca Marianantoni, principe delle statistiche della “Gazzetta dello sport”: due “fenomeni di longevità”. Il fatto che lo svizzero abbia già centrato questo traguardo nel gennaio scorso all'Australian Open, dove poi ha vinto, può essere di buon auspicio per Wimbledon, dove si è già laureato campione sette volte.
Nella parte superiore del tabellone maschile, sono di fronte mercoledì Andy Murray contro Sam Querrey (gli americani sono ormai una rarità nel tennis maschile), con lo scozzese, campione uscente, nettamente favorito, anche se c'è qualche dubbio sulla sua integrità fisica, e Marin Cilic contro il sorprendente Gilles Muller, un confronto intrigante, anche se il lussemburghese dovrà realizzare un difficile recupero dopo tutto quello che ha speso contro Nadal.

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