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Pagamenti: arriva il cashback di Stato, rimborsi in stile Satispay per ridurre il contante

Nel Dl Agosto il Governo rilancia il meccanismo per agevolare i pagamenti digitali, seguendo le app che hanno usato questo bonus come leva di marketing

di Dario Aquaro

Bonus Made in Italy da 2.500 euro, torna il 'cashback'

3' di lettura

Dici cashback e in Italia pensi subito a Satispay. La piattaforma di mobile payment indipendente dai circuiti tradizionali, slegata dalle carte, che sui rimborsi ha fondato - con successo - le proprie strategie di marketing.

Se oggi l’applicazione è usata da 1,2 milioni di utenti e circa 120mila esercenti è anche merito dell’uso sapiente di quella leva. Che ora è nelle mani degli stessi esercenti: «Sono loro a pagare il cashback, a offrire lo sconto in varie modalità, per esempio crescente in base al volume degli acquisti da parte dei clienti. È un modo per avere visibilità e fare promozione, molto più diretto e utile della pubblicità sui social», racconta Alberto Dalmasso, cofondatore e ceo di Satispay.

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L’offerta si configura infatti come uno “sconto diretto”: un accredito contestuale all’acquisto, che non ha implicazioni fiscali e non passa dalle dichiarazioni dei redditi (perché non è un guadagno).

Meccanismo a punti e rimborsi semestrali

Il cashback di Stato per i pagamenti elettronici rilanciato dal decreto Agosto, invece, non si sa ancora che forma prenderà. Anche se il ministro dell’Economia,Roberto Gualtieri, ha anticipato che sarà una sorta di meccanismo a punti e con due tranche di rimborso semestrali. «Noi cercheremo di lavorare comunque sull’user experience - spiega Dalmasso -. Proveremo a rendere più comprensibili i vantaggi per i consumatori, magari facendo vedere in app i crediti raccolti, con un salvadanaio virtuale. Spero comunque che il meccanismo per il rimborso sia semplice e veloce, senza scambi di codici o altro».

Il successo del digitale

Nei primi sette mesi del 2020 sono passate da Satispay 13,2 milioni di transazioni (+51,7% sul 2019), per un valore complessivo di 254,3 milioni di euro (+47,4%). L’applicazione ha aiutato i piccoli commercianti a gestire i pagamenti a distanza per le consegne durante il lockdown. E si è giovata, anche con i grandi brand, dell’allontanamento dal contante causato dalla pandemia. «Ci aspettiamo una seconda parte dell’anno ancora migliore», dichiara Dalmasso.

«In generale l’emergenza legata al Covid-19 continuerà a favorire i pagamenti digitali: la maggior sicurezza dal punto di vista igienico porterà in molti casi a preferirli rispetto al contante. Cresceranno i pagamenti innovativi (mobile e wearable, indossabili) spinti dallo smartphone, che nel 2019 hanno raggiunto i 3,1 miliardi di euro. E cresceranno i pagamenti contactless, che l’anno scorso hanno visto 63 miliardi di euro di transato (+56% sul 2018)», conferma Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano.

Sono tutte forme di pagamento che potrebbero essere ulteriormente favorite dal cashback di Stato. In gioco c’è la capacità dell’Italia di liberarsi dall’uso eccessivo del contante (nella classifica del Cashless society index 2020 di The European House-Ambrosetti il Paese è sestultimo in Europa). Ma c’è anche quella di sostenere la filiera industriale dei pagamenti, non ancora fotografata dall’Istat, che - sempre secondo la community Cashless society – coinvolge 1.650 aziende, con un fatturato di 12,1 miliardi di euro e 21.800 occupati.

In questo quadro, nell’arena delle piattaforme di pagamento semplici e immediate, oltre a Satispay agiscono anche altre soluzioni, tipo BancomatPay. E se ne affacciano altre come PayPal, intervenuta di recente con un’app nel commercio al dettaglio.

Le alternative alle carte ci sono. E la loro affermazione - come dimostra il caso Satispay, che non prevede commissioni per i pagamenti sotto i 10 euro e ha transazioni medie da 15 a 20 euro - passa anche dalle strategie di marketing. Le stesse che ora, in parte, tenta di percorrere il Governo per ridurre l’uso del contante.

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