VIA LIBERA in senato

Il decreto Covid è legge: nel provvedimento la norma sulla proroga dei servizi segreti

Già nel passaggio alla Camera la decisione dell’esecutivo di «blindare» la disposizione inserita in un testo sull’emergenza sanitaria ha destato forti proteste da parte dei Cinque Stelle

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Dl Covid verso il via libera definitivo del Senato (foto Ansa)

Già nel passaggio alla Camera la decisione dell’esecutivo di «blindare» la disposizione inserita in un testo sull’emergenza sanitaria ha destato forti proteste da parte dei Cinque Stelle


2' di lettura

Il Dl Covid è stato approvato in via definitiva dal Senato, che ha confermato la fiducia al governo con 143 voti favorevoli e 120 voti contrari. Nessun astenuto. Il provvedimento è legge.Il provvedimento (dl 83 del 2020) è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30 luglio.

La proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre

Il decreto legge, composto da 3 articoli e da un allegato, prevede disposizioni urgenti dirette a contenere la diffusione dell'epidemia da Covid-19. Anche a seguito dell'estensione (con delibera del Consiglio dei Ministri del 29 luglio) fino al 15 ottobre dello stato di emergenza dichiarato il 31 gennaio, il provvedimento è diretto a prorogare l'efficacia delle disposizioni contenute nei decreti legge 9/2020 e nel decreto-legge 33/2020. Questi provvedimenti hanno disciplinato, rispettivamente, l'applicazione delle misure per contrastare l'espandersi dell'epidemia e il loro graduale allentamento in rapporto all'evolversi della situazione epidemiologica.

Sopravvive la proroga del mandato degli 007

È dunque tuttora presente nel provvedimento sull’emergenza sanitaria, che a questo punto si appresta a ottenere il via libera definitivo del Senato, la norma sulla durata degli incarichi dei vertici dei servizi segreti: i direttori delle due agenzie di intelligence (Aise e Aisi) e quello del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (Dis). Attraverso la sostituzione di quattro parole nel testo della legge del 2007, il governo ha garantito ai vertici dell'intelligence italiana la possibilità di rinnovo dell'incarico per altri quattro anni.

La bagarre in occasione del passaggio alla Camera

Già nel passaggio alla Camera, la scelta dell’esecutivo aveva innescato non solo la reazione scontata dell'opposizione ma anche proteste all'interno del Movimento 5 Stelle, in particolare di quel gruppo di deputati - in testa la pentastellata Federica Dieni, componente del Copasir - che aveva presentato un emendamento al testo per sopprimere questa norma molto contestata tuttora presente nel provvedimento. Nel momento in cui il Governo ha posto la fiducia sul provvedimento a Montecitorio (ora la replica a Palazzo madama), la norma sui servizi è passata, ma la questione politica è rimasta. Ora la decisione di porre la fiducia anche a Palazzo Madama sul testo licenziato dalla Camera ha ancora una volta la funzione di blindare le disposizioni contenute nel provvedimento, tra le quali anche la proroga dell’intelligence. A questo punto la parola finale spetta ai senatori.

Copasir: su nomina capi 007 intervenga il Parlamento

Il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, ha audito il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il Comitato ha espresso l’auspicio che sulla questione della nomina dei direttori dei servizi segreti intervenga il parlamento.

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