Verso il Consiglio dei ministri

Dl Covid, dai ristoranti a pranzo a cinema e teatri: ipotesi riaperture a metà aprile dove i dati migliorano

Ma è tensione nella maggioranza tra l’ala rigorista e quella aperturista. La mediazione in Cdm. Nel provvedimento entrerebbe anche l’obbligo vaccinale per il personale sanitario: si lavora a sanzioni

Aggiornato il 31 marzo 2021, ore 12:24

Coronavirus: il bollettino del 30 marzo - I dati di oggi

3' di lettura

L’ipotesi è quella di ristoranti e bar aperti a pranzo e di una ripresa delle attività di teatri e cinema (si ipotizza una data tra il 15 e il 20 aprile) in quelle Regioni “più virtuose”, in cui i contagi coronavirus scenderanno sotto una certa soglia, fissata dal Comitato tecnico scientifico. Prima di allora le regioni potranno essere solo arancioni o rosse. Il meccanismo entrerebbe nel decreto Covid con le misure anti-Covid che entreranno in vigore dopo Pasqua. Il provvedimento è atteso in Consiglio dei ministri mercoledì 31 marzo, nel pomeriggio. Secondo quanto viene spiegato, non si tratterebbe di un ritorno alla zona gialla ma piuttosto di una sorta di “zona gialla” rafforzata. Sul tavolo del Governo anche l’ipotesi di una proroga della stretta su viaggi all'estero al 30 aprile. Nel decreto dovrebbe entrare anche il via libera ai concorsi fermi da oltre un anno a causa dell'emergenza Covid.

Scontro tra rigoristi e aperturisti

I ministri più “rigoristi”, Speranza, Dario Franceschini del Pd e Stefano Patuanelli del M5S, sarebbero molto dubbiosi su un meccanismo per le riaperture così concepito. L’ala “aperturista” guidata da Giancarlo Giorgetti per la Lega e Maria Stella Gelmini per Forza Italia, confida di incassare il via libera alla norma, anche se a sera ammette di non avere certezze su come funzionerà il meccanismo. La Lega prosegue il suo pressing «per il ritorno al lavoro, allo sport, alla vita».

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Scudo penale per i vaccinatori

Il provvedimento a cui lavora il Governo conterrebbe anche uno scudo penale per i somministratori di vaccini. Quanto all'obbligo vaccinale per i sanitari, su cui dovrebbe esserci una norma, si lavora a eventuali sanzioni.

Paletti per i Governatori nella chiusura delle scuole fino alla prima media

Nel decreto, infine, dovrebbe essere inserita una norma che vieta ai governatori regionali di chiudere le scuole fino alla prima media, a prescindere dalla fascia di colore in cui la loro Regione sarà inserita, di volta in volta, in base ai dati epidemiologici.

Il report dell’Iss sulla variante inglese

Il confronto sull’opportunità di riaprire alcune attività già dal prossimo mese è ancora acceso nella maggioranza. Il rapporto dell'Istituto superiore di sanità sulla diffusione delle varianti del Coronavirus è piombato nel bel mezzo di un braccio di ferro tra i ministri sul nuovo provvedimento. Le 529 vittime dell’ultimo bollettino hanno infatti spinto il ministro del Lavoro Andrea Orlando (Pd), ospite a Otto e mezzo su La7, a sottolineare che «parlare di allentamenti nel giorno in cui purtroppo ci sono ancora 500 morti non mi pare un'idea intelligentissima. Altro paio di maniche - ha poi aggiunto - è discutere di zone più piccole, ma Salvini vuole fare politica su una cosa che va lasciata alla scienza. Il nostro lavoro è quello di cercare di risolvere i problemi, non nasconderli».

Salvini: «Con Draghi, ma dati non a senso unico: se buoni si apre»

«Sulle aperture noi sosteniamo la linea Draghi - ha chiarito Salvini -: quindi se i dati scientifici portano in zona rossa, si chiude. Se ad aprile i dati portano una regione in zona gialla lì si apre. Non ci possono essere i dati scientifici e a senso unico: quando va male scatta, sennò aspetti. È inaccettabile. Conto che il Consiglio dei ministri prenda atto di quello che la scienza dice. A meno che ci sia qualcuno che per ideologia vede solo rosso», ha concluso annunciando: «Sono pronto a confrontarmi con Speranza».

Patuanelli, su riaperture non illudere con propaganda

«Parlare di riaperture oggi è rischioso - ha messo in evidenza il ministro per le Politiche agricole, e rappresentante del M5S nelle cabine di regia sul Covid, Stefano Patuanelli -, perché illudiamo i cittadini rischiando di inseguire la propaganda. Tutti vogliamo puntare alle riaperture nel più breve tempo possibile, ma nessuno può voltarsi dall'altra parte quando l'Iss parla della prevalenza dell'86,7% della variante inglese in Italia, un Paese che oggi ha registrato oltre 500 morti».

Possibile mediazione in Cdm

Draghi ha dato disposizione ai suoi uffici di studiare una norma in grado di soddisfare le esigenze contrapposte emerse a valle della discussione sul nuovo decreto Covid: tenere una linea dura, ma insieme dare il segnale che il governo inizia a programmare la riapertura, avendo come bussola i dati. Le divisioni nella maggioranza rischiano di piombare sul tavolo del Consiglio dei ministri previsto alle ore 17,30, che potrebbe essere preceduto da una riunione politica.

Garavaglia: oggi metteremo una pezza a decreto Ristori

In attesa che il Consiglio dei ministri di oggi decida sulla proroga anche dopo Pasqua dell'obbligo di quarantena al rientro da un viaggio in Ue, il ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha rassicurato i rappresentanti della filiera turistica e quelli della sanità, riuniti a Olbia, che «è sul tavolo del governo l'ipotesi di mettere una pezza al decreto Ristori, il cui budget deciso dal governo precedente è insufficiente. Ma - ha aggiunto - auspichiamo che sia l'ultima».

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