Emergenza Coronavirus

Dl Covid, operatori in rivolta contro lo stop alla riapertura dei centri commerciali nel weekend

”Abbiamo bisogno di certezze”, sottolinea il presidente di Federdistribuzione Alberto Frausin

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3' di lettura

Si allarga il fronte dei contrari all'ultimo Decreto Covid che disciplina le riaperture dal 26 aprile. Dopo le proteste delle Regioni, compatte nel bocciare in particolare percentuali del ritorno in presenza a scuola e orario del coprifuoco (le Autonomie chiedevano le 23.00, il Governo ha confermato le 22.00), è la volta delle associazioni di categoria dei commercianti e della grande distribuzione. Nel mirino è finita la conferma, a sorpresa, della chiusura dei centri commerciali nel week end. “Stupiti” e ”preoccupati” gli operatori chiedono a Draghi un incontro urgente.

Lo stop alla riapertura dei centri commerciali nei finesettimana è un’amara sorpresa per i commercianti, dopo che le bozze preliminari del provvedimento poi approvato dal Cdm del 22 aprile fissavano il via libera per la riapertura di mall commerciali, parchi commerciali e strutture analoghe nei fine settimana a partire dal 15 maggio osservando protocolli e linee guida pertinenti. Una previsione sparita dal testo definitivo 'bollinato' e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: nelle 23 pagine totali non c'è infatti traccia di aperture per i centri commerciali. In altre parole, resta in vigore la misura contenuta nei precedenti provvedimenti, che stabiliva la chiusura il sabato e la domenica e, più in generale, nei festivi e prefestivi. Il cambio di rotta ha messo sul piede di guerra le realtà più rappresentative del settore, ma anche il leader della Lega, Matteo Salvini, critico con Palazzo Chigi per quello che considera “uno schiaffo al buonsenso, al lavoro, alla libertà, agli accordi”.

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Associazioni del commercio mobilitate

A schierarsi compatte contro la decisione del Governo sono soprattutto le maggiori associazioni del commercio, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, Cncc-Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione, che “apprendono con stupore ed estrema preoccupazione” la decisione di eliminare dal testo del Dl Riaperture l'attività anche nel fine settimana dei centri commerciali nelle aree del Paese a minor rischio, ovvero nelle “zone gialle” e chiedono un incontro urgente con il presidente del Consiglio Mario Draghi, per conoscere le motivazioni a supporto di questa scelta”.

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Pressing per far tornare riaperture nell’agenda del governo

“È una scelta inaspettata e senza alcuna spiegazione”, mette in evidenza il presidente di Federdistribuzione, Alberto Frausin. “È un fatto inspiegabile e altamente preoccupante di cui abbiamo avuto notizia nottetempo”, dichiara invece il presidente di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) e Coop Italia, Marco Pedroni. I centri commerciali, spiegano le associazioni, hanno preso tutte le misure per garantire la sicurezza contro il Covid ma hanno bisogno di certezza sulla data di riapertura. Federdistribuzione chiede che la riapertura dei Centri Commerciali e dei Parchi Commerciali durante i fine settimana “ritorni nell'agenda di Governo al più presto” perchè “sono luoghi sicuri” e i protocolli previsti “consentono di gestire in sicurezza l'apertura anche durante i week end, garantendo la gestione degli accessi, dei flussi e della sicurezza dei clienti”.

La protesta dei partiti

A chiedere la riapertura anche il Pd con la deputata Alessia Morani secondo cui “i centri commerciali devono poter programmare le riaperture anche nei giorni festivi e prefestivi” e auspica che “il governo, se i dati sui contagi lo consentiranno, possa programmare al più presto anche questa possibilità per un settore che ha già sopportato grandi sacrifici”. Auspica invece un passo indietro sul punto del premier Draghi il questore della Camera e coordinatore della Direzione nazionale di Fratelli d'Italia Edmondo Cirielli, tale da determinare “una urgente modifica al Decreto nell'interesse dei commercianti, dei loro dipendenti e della nostra economia”.

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