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Dl «Cura Italia», Bankitalia: Pmi più esposte a rischi accesso al credito

Per Via Nazionale «l’attivazione della general “escape clause” del Patto di stabilità consente deviazioni dal percorso di rientro verso l'obiettivo di bilancio di medio termine»


Coronavirus, Mattarella firma il decreto "Cura Italia"

3' di lettura

«I provvedimenti in sostegno delle condizioni finanziarie delle aziende sono mirati soprattutto alle piccole e medie imprese, che nei prossimi mesi potranno risentire maggiormente di eventuali restrizioni nell'accesso al credito». Lo scrive la Banca d'Italia nella memoria al Senato
sul decreto 'Cura Italia' aggiungendo che «il disegno delle misure, che ha un orizzonte di breve periodo, e l'entità dell'impegno finanziario appaiono adeguati alla fase attuale di sviluppo dell'epidemia».

«Risorse da utilizzare in maniera oculata»
«Il Governo ha già annunciato di essere pronto ad assumere ulteriori provvedimenti in funzione dell'evoluzione della crisi. I margini di azione si sono ampliati con il riconoscimento da parte delle istituzioni europee della sussistenza delle condizioni per l'attivazione della general “escape clause” del Patto di stabilità e crescita. Tale clausola, pur non sospendendo l'operatività del Patto, consente deviazioni dal percorso di rientro verso l'obiettivo di bilancio di medio termine (e una ridefinizione dei termini per il rientro dalle situazioni di disavanzo o debito eccessivo raccomandati dal Consiglio). Le risorse che il Paese prenderà a prestito andranno utilizzate in maniera oculata, per affrontare l'emergenza e avviare la ripresa. Quando i tempi saranno nuovamente propizi - si legge nel testo depositato - sarà necessario assicurare le condizioni per riavviare il percorso di riduzione del rapporto tra debito pubblico e prodotto».

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Analisi per sostegno imprese in effettiva difficoltà
Nell'attuazione delle misure a sostegno delle imprese previste dal decreto «Cura Italia» servirà un'attenta analisi costi e benefici per indirizzare le risorse alle imprese in accertabili condizioni di difficoltà. Il decreto, tuttavia, introduce anche alcune misure strutturali che riguardano gli strumenti pubblici in sostegno delle grandi imprese, come l'estensione della garanzia di Stato alle grandi aziende. Queste società sono in media finanziariamente più solide di quelle di minore dimensione e dispongono di ampi margini inutilizzati sulle linee di credito in conto corrente. La predisposizione dei decreti attuativi richiederà un'attenta analisi di costi e benefici per assicurare che le risorse pubbliche vengano concentrate su quei casi in cui sono accertabili condizioni di difficoltà».

Potenziare Naspi. Altri congedi con scuole chiuse
Per Bankitalia «le misure di prevenzione dei licenziamenti, giustamente temporanee, potrebbero essere affiancate da interventi di potenziamento della Naspi che tengano conto del fatto che la rarefazione delle assunzioni impedirà di trovare un impiego a chi comunque dovesse perdere un lavoro (ad esempio per via del completamento del contratto a termine) o a chi già ne cercava uno». Nell'eventualità di una riproposizione nei prossimi mesi delle misure di sostengo al reddito dei lavoratori indipendenti andranno esplorate le modalità per una loro parametrazione alle effettive necessità dei beneficiari. Inoltre, viene suggerito, «andrà controllato con attenzione l'utilizzo dei congedi parentali da parte delle famiglie al fine di valutare la congruità dei relativi stanziamenti. Nel caso di prolungamento della chiusura delle scuole potrebbe essere necessario estendere gli strumenti attualmente previsti».

Corte Conti: sale rischio peggioramento prospettive crescita
La Corte dei Conti nella memoria sul Cura Italia afferma invece che «allo stato non è possibile prevedere quando l'epidemia verrà superata. Una probabile flessione del Pil e il coinvolgimento di altri paesi aumenta il rischio che si inneschi una crisi economica globale che potrebbe determinare un peggioramento delle prospettive di crescita tenuto conto della forte vocazione all'export del nostro Paese». I magistrati contabili aggiungono che «pur se al momento sembra acquisita un'azione di contenimento delle tensioni sui mercati finanziari in grado di evitare che si allarghino i premi al rischio, l'esposizione debitoria del nostro Paese rimane rilevante». Di qui la necessità di «nuovi interventi da realizzare con le modalità proprie e i tempi di una economia che esce da una situazione paragonabile a quella di un conflitto»

Istat: shock inimmaginabile economia mondo
L’Istat invece, nella memoria inviata al Parlamento sul dl “Cura Italia”, evidenzia invece che il diffondersi della crisi sanitaria «in Cina e nell'estremo oriente dalla seconda metà di gennaio e successivamente nei paesi europei, proprio a partire dall'Italia, e infine negli Stati Uniti, ha imposto limiti alla circolazione delle merci e delle persone e alle attività
produttive sempre più stringenti e ora tali da determinare uno
shock di dimensioni inimmaginabili all'economia internazionale».
Un contesto d'incertezza che, spiega, «non ha precedenti nel dopoguerra».

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