il tira e molla

Dl fisco: l’esterometro diventa trimestrale

Sull’emendamento alla fine si è creato un consenso trasversale, ed è passato all’unanimità, ma con parere negativo del governo e del relatore. Era una criticità per le aziende

di Nicoletta Cottone


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2' di lettura

L’esterometro diventa trimestrale, dopo lunghe discussioni in commissione Finanze alla Camera sul decreto fiscale e varie riformulazioni di emendamenti per i quali alla fine è stata trovata la sintesi. La novità della fatturazione elettronica aveva portato all’introduzione dal 1° gennaio 2019 di un nuovo adempimento Iva, l’esterometro, relativo alle operazioni di compravendita con i paesi esteri. La trasmissione telematica dell’elenco viene attualmente effettuata ogni 16 del mese.

Era una criticità per molte imprese
«Una criticità - racconta il vicepresidente della commissione Finanze Alberto Gusmeroli, commercialista eletto nelle file della Lega, primo firmatario dell’emendamento - per milioni di imprese. Inizialmente l’emendamento, che rendere l’adempimento annuale, era stato bocciato dal relatore e dal governo, ma ero riuscito a farlo accantonare perchè nei primi tre mesi di operatività dell’esterometro c’era stata una proroga a maggio senza necessità di copertura. Alla fine ho convinto i deputati di tutti gli schieramenti della bontà dell’emendamento, che è passato all’unanimità, nonostante il parere negativo del governo e dei relatori». E chi ha una partita Iva, spiega ancora Gusmeroli, «sa quanto sia importante far coincidere le comunicazioni degli adempimenti periodici. La strada della semplificazione in Italia è lunga, ma le imprese devono liberarsi dal peso della burocrazia e da folli adempimenti. E l’esterometro trimestrale è un piccolo primo passo».

Adempimenti collegati al recupero dell’evasione
Dal 2014 al 2018, sottolinea Gusmeroli, «i governi Renzi e Gentiloni hanno inserito una serie di nuovi adempimenti con entrate collegate al recupero dell’evasione stimata. Entrate correnti ripetitive che per essere eliminate hanno bisogno di coperture. Da qui lo slittamento almeno della periodicità dell’adempimento».

Commercialisti soddisfatti
Soddisfatti i sindacati di categoria, l’Adc (Associazione dottori commercialisti) e l’Anc (Associazione nazionale commercialisti). Il risultato, commentano i professionisti, «è stato possibile grazie a un consenso trasversale, che ha permesso di compiere un primo ma significativo passo sul fronte della semplificazione fiscale». I «pareri contrari della Ragioneria dello Stato, del Dipartimento delle Finanze e dell'Agenzia delle Entrate - evidenziano i presidenti dell'Adc Maria Pia Nucera e dell'Anc Marco Cuchel - non hanno condizionato il Legislatore, il quale, evidentemente, ha tenuto conto anche delle criticità espresse dalle
associazioni, dai professionisti e dagli stessi contribuenti».

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