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Dl fisco, verso il rifinanziamento dell’ecobonus auto elettriche e del reddito di cittadinanza

Tra le misure del decreto fiscale anche la dilazione per 5 mesi delle cartelle del periodo Covid e il rifinanziamento del Fondo volo per coprire la Cig Alitalia nel 2022

Articolo aggiornato il 15 ottobre alle 12:22

(ANSA)

3' di lettura

Si va verso il rifinanziamento dell’ecobonus per i contributi all’acquisto di auto elettriche. La proposta, avanzata dal titolare del Mise Giancarlo Giorgetti, ha avuto il via libera della cabina di regia tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e i capidelegazione dei partiti che sostengono il Governo. Il provvedimento dovrebbe entrare dunque nel decreto lavoro - fisco che sarà esaminato da consiglio dei ministri venerdì 15 ottobre.

La riunione dell’esecutivo, prevista per le 11, è iniziata con oltre due ore di ritardo. Un confronto con le Regioni sulle norme del provvedimento che riguardano la sicurezza sul lavoro ha determinato il ritardo nell’avvio della seduta. In particolare, si sarebbe discusso del ruolo dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) rispetto alle Asl.

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Possibili 300 mln per ecobonus su auto green

Ammonterebbe a 300 milioni lo stanziamento previsto dal decreto fiscale per rifinanziare l’ecobonus auto a favore delle vetture non inquinanti. La proroga degli incentivi, su cui è ancora in corso un lavoro di verifica delle coperture e quindi non ancora certa al 100%, sarebbe resa necessaria dall’esaurimento delle risorse stanziate finora. Stando al monitoraggio del Mise infatti, gli stanziamenti rimangono solo per le vetture usate, per quelle con emissioni di CO2 tra 61 e 135 mg e per i motocicli.

Cinque mesi per cartelle, rottamazione e saldo/stralcio a fine novembre

Sempre nel decreto fiscale entreranno nuove misure sulle cartelle: chi riceve una notifica dall’Agenzia delle entrate, dopo un anno e mezzo di stop causa Covid, avrà più tempo per pagare, 150 giorni anziché 60. Anche chi è decaduto nel periodo Covid potrà essere riammesso alla rateazione e dal 31 ottobre 2021 potrà riprendere a pagare in 18 rate anziché 10 rate. Remissione in termini anche per chi aveva piani relativi alla rottamazione o al saldo e stralcio che avrà tempo fino a fine novembre per saldare le scadenze di quest’anno.

Rifinanziamento del Rdc fino a fine 2021

Il provvedimento disporrà anche una serie di nuove spese di qui a fine anno, a partire dal rifinanziamento dell’indennità di quarantena per circa 800 milioni. In arrivo altre 13 settimane di Cig Covid per le piccole imprese, in vista della scadenza del blocco dei licenziamenti il 31 ottobre, per consentire a chi le ha consumate tutte di arrivare fino alla fine dell’anno. Anche il fondo volo dovrebbe essere rimpinguato per coprire fino a ottobre 2022 la cassa integrazione per Alitalia. Una proroga è in arrivo poi per i congedi al 50% per i genitori che non possono lavorare in smart working e hanno figli under 14 in dad. E congedi ci dovrebbero essere, ma non retribuiti, anche per chi ha figli tra i 14 e i 16 anni, sulla falsariga delle norme introdotte con l’emergenza e scadute a giugno. Una nuova iniezione di risorse dovrebbe arrivare anche per il Reddito di cittadinanza (dovrebbe trattarsi di 200 milioni) di qui al 31 dicembre, in attesa che si valuti poi con la manovra se intervenire anche con ritocchi al beneficio.

Stretta sulle norme per la sicurezza sul lavoro

Per prevenire gli incidenti sul lavoro arriveranno misure più severe e tempestive: la sospensione dell’attività scatterà in presenza di lavoratori irregolari, con la soglia di lavoro nero che scende dal 20 al 10% rispetto al totale dei lavoratori dell’impresa, o di violazioni alle norme sulla sicurezza con una serie di “casistiche” che consentiranno lo stop immediato (e non più solo in caso di recidiva). Si procederà anche a potenziare i controlli, con l’accelerazione delle assunzioni all’Ispettorato nazionale del lavoro ma anche per il reclutamento nelle Asl. Circa 2mila unità in più entreranno in servizio già entro fine 2021 e altre mille l’anno prossimo. In arrivo oltre 2.000 assunzioni aggiuntive. Il coordinamento viene affidato all’Ispettorato e arriverà anche la Banca dati unica che farà “parlare” i database di Inl, Inail, Asl.

Sei miliardi l’anno per l’assegno unico dal 2022

La bozza del decreto fiscale stabilisce anche che i fondi per l’assegno unico ora contenuti nel generico fondo per la riforma fiscale “traslocano” stabilmente nel fondo “assegno universale e servizi alla famiglia”. Il decreto formalizza, con una norma contabile, l’assegnazione di 6 miliardi aggiuntivi per il nuovo strumento per gli aiuti alla famiglia, assicurando così le risorse necessarie alla sua entrata a regime a partire dal prossimo anno. L’assegno unico assorbirà gli altri strumenti esistenti, dalle detrazioni per i figli a carico agli attuali assegni familiari, con le relative risorse.



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