IL PROVVEDIMENTO PASSA AL SENATO

Dl liquidità, via libera della Camera con 269 voti favorevoli, 193 no e nove astenuti

La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso che l’Aula del Senato esaminerà il decreto dal 3 al 5 giugno

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(imagoeconomica)

La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso che l’Aula del Senato esaminerà il decreto dal 3 al 5 giugno


2' di lettura

Via libera della Camera al decreto legge imprese. I voti favorevoli sono stati 269, i no 193, gli astenuti 9. Il testo passa all'esame del Senato. Il testo deve essere convertito in legge entro il 7 giugno per evitarne la decadenza.

Nella serata di martedì 26 maggio è giunto il sì dell’aula alla fiducia sul provvedimento posta dal Governo. I voti a favore sono stati 310 i contrari 228. Un astenuto. Nelle intenzioni dell’esecutivo - che punta a una ratifica rapida al Senato per far entrare in vigore in fretta le novità - il decreto non dovrebbe più cambiare. La conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha deciso che l’Aula del Senato esaminerà il decreto dal 3 al 5 giugno.

Tra le modifiche principali introdotte durante l’esame del testo da parte delle Commission Finanze e Attività produttive della Camera, l’autocertificazione per le richieste di prestiti con copertura della garanzia statale, l’ampliamento del meccanismo delle garanzie pubbliche in linea con le ultime modifiche intervenute al quadro temporaneo dell’Unione europea sugli aiuti di Stato, la norma che limita la responsabiltà delle imprese per il contagio da Covid-19 dei dipendenti.

Le Commissioni della Camera hanno inoltre stabilito che il rafforzamento temporaneo dei poteri speciali (“Golden power”) viene esteso, fino al 31 dicembre 2020, anche alla tutela del mantenimento dei livelli occupazionali e della produttività dei settori siderurgico e agroalimentare. Le novità del provvedimento riguardano anche le imprese che si sono viste annullare, a causa dell’emergenza Covid, la partecipazione a fiere ed eventi commerciali all’estero. Viene introdotto per il 2020 un credito d’imposta pari al 30% delle spese affrontate. Arrivano misure di sostegno, come la rivalutazione gratuita, anche per i comparti alberghieri e termali. La sospensione dei mutui prima casa riguarderà anche artigiani e piccoli imprenditori.

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