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Dl Rave: ok a emendamento della Lega che rinvia le multe ai No Vax

Prorogato al 30 giugno 2023 il pagamento della sanzione da 100 euro per gli over 50 che hanno deciso di non vaccinarsi

di Andrea Gagliardi

(ANSA)

2' di lettura

Passano in commissione Giustizia del Senato gli emendamenti della Lega che puntano a prorogare al 30 giugno 2023 il pagamento delle sanzioni per i “No Vax”. Le proposte di modifica, che hanno come prime firme quelle del capogruppo della Lega a Palazzo Madama Massimiliano Romeo ed Erika Stefani, erano state presentate al decreto ’anti-Rave’ e avevano ricevuto parere favorevole del governo.

Le sacche maggiori di no vax

L'avversione al vaccino è stata più forte in alcune regioni: la maglia nera in termini di multe ai no vax over 50 va al Friuli Venezia Giulia, seguito dalla Calabria e dall'Abruzzo. Mentre tra i territori più virtuosi ci sono Puglia, Lazio, Toscana e Molise, con percentuali delle persone che si sono vaccinate almeno con due dosi che superano il 90% nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni.

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La multa da 100 euro

La sanzione da 100 euro, introdotta a inizio del 2022 per sostenere e rilanciare la campagna vaccinale, si applica agli ultracinquantenni che dal 1° febbraio scorso fino al 15 giugno non si erano vaccinati. Sanzione che va anche a medici e operatori sanitari, lavoratori impiegati in strutture residenziali, socioassistenziali e sociosanitarie, o ancora al personale della scuola, del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale, degli istituti penitenziari, delle università, che, sempre alla data del 15 giugno 2022, non avevano iniziato il ciclo vaccinale primario, che non avevano ancora effettuato la seconda dose di completamento del ciclo vaccinale primario, nel rispetto delle indicazioni e dei termini previsti dal ministero della Salute o che non avevano effettuato la dose di richiamo successiva al ciclo vaccinale (dose booster) entro i termini di validità del green pass. La platea di chi non è in regola è composta da 1,9 milioni di persone.

Resta l'obbligo di vaccino per sanitari e over 50

Lo scorso 1° dicembre la Corte Costituzionale ha “salvato” l'obbligo del vaccino anti Covid introdotto dal governo Draghi nel 2021 per alcune categorie professionali e gli over 50. La Corte ha ritenuto inammissibili e non fondate le questioni poste da cinque uffici giudiziari.
La Corte ha in particolare ritenuto inammissibile, per ragioni processuali, la questione relativa alla impossibilità, per gli esercenti le professioni sanitarie che non abbiamo adempiuto all'obbligo vaccinale, di svolgere l'attività lavorativa, quando non implichi contatti interpersonali.

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