ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIn commisione al Senato

Dl rave, passa emendamento Fi: tornano i benefici per i reati contro la Pa. Conte: praterie di impunità

A favore le forze di maggioranza, contrari al via libera all’emendamento i Cinque Stelle, il Pd e il Misto. Italia Viva ha votato a favore

Rave, Meloni: "Per chi agisce nell'illegalità è finita"

3' di lettura

La commissione Giustizia del Senato ha concluso l’esame dei circa 90 emendamenti presentati al decreto ’anti-Rave’. Mercoledì 7 il mandato al relatore dopo i pareri dalle commissioni competenti. In Commissione è stato approvato a maggioranza l’emendamento di Forza Italia, sottoscritto da Pierantonio Zanettin, che prevede la cancellazione dei reati contro la Pubblica Amministrazione (dal peculato, alla concussione e corruzione) dall’elenco di quelli ostativi, cioè quelli per i quali non sono previsti i benefici penitenziari. A favore le forze di maggioranza, contrari al via libera all’emendamento i Cinque Stelle, il Pd e il Misto. Italia Viva ha votato a favore. Ora il decreto è atteso in Aula al Senato il 12 dicembre.

Sisto: con voto su reati P.a. iniziato nuovo corso

«Le dichiarazioni programmatiche del ministro Nordio si dimostrano da subito capaci di offrire risultati. Il voto della Commissione Giustizia, che ha eliminato l’ inaccettabile parificazione dei reati contro la pubblica amministrazione con quelli di mafia ai fini del diritto ai benefici penitenziari, voluta dalla foga giustizialista dei 5s, costituisce un segnale inequivoco di un nuovo corso di piena valorizzazione dei principi indicati nella Carta costituzionale. Una delle battaglie storiche di Forza Italia si avvia così al successo». Lo ha dichiarato il viceministro alla Giustizia Francesco Sisto.

Loading...

Nordio: inasprire le pene non serve a nulla

Nei giorni scorsi in effetti il Guardasigilli aveva affermato che contro la corruzione «inasprire le pene e creare nuovi reati non serve a nulla». Secondo Nordio l’unica soluzione è una «delegificazione rapida e radicale: ridurre le leggi, individuare bene le competenze, semplificare le procedure. Occorre che il cittadino debba bussare a una porta sola e invocare poche leggi chiare». Non solo. Da Nordio è arrivata anche la proposta di «interrompere la convergenza di interessi tra il corrotto e il corruttore, per esempio facendo sì che chi ha pagato sia indotto a collaborare attraverso l’impunità o una profonda revisione del reato di corruzione».

Conte: centrodestra crea praterie di impunità

Dura la reazione del leader M5s Conte. «In un Paese in cui il 90% delle truffe sono collegate ad appalti, mazzette e responsabilità erariali e amministrative nella Pubblica amministrazione il centrodestra crea praterie di impunità e indossa i guanti bianchi con chi inquina le Istituzioni, mentre attacca con ferocia i più deboli, le famiglie che non ce la fanno e il ceto medio. Questa è l’Italia alla rovescia della Meloni: via il ’Reddito di cittadinanza’, sì all'introduzione della “Corruzione ed evasione di cittadinanza”». Così su Facebook il leader del M5S Giuseppe Conte, commentando l’approvazione in commissione Giustizia dell’emendamento al Dl Rave che prevede la cancellazione dei reati contro la Pubblica amministrazione dall’elenco di quelli ostativi. «Tutto grazie al voto della maggioranza di Giorgia Meloni, che oggi è andata all’attacco della nostra legge Spazzacorrotti», aggiunge Conte.

Pd: preoccupati su reati contro Pa in associazione

Critico anche il Pd. «Desta preoccupazione la decisione del centrodestra di togliere l’ostatività per i reati contro la Pubblica amministrazione compiuti in associazione a delinquere, cioè secondo l’artico 416 del codice penale. È un campanello d’allarme anche perché siamo in un periodo, con il Pnrr, in cui devono essere spesi tantissimi fondi in appalti. Speriamo che il governo ci ripensi in aula». Lo ha detto la responsabile giustizia del Pd Anna Rossomndo in Senato, commentando gli emendamenti approvato al decreto rave e riguardanti i reati ostativi all’ottenimento dei benefici penitenziari.

Ok Commissione a riformulazione del Governo

La Commissione Giustizia del Senato ha approvato anche l’emendamento del Governo che riscrive di fatto il reato di ’Rave Party’ introducendo nell’ordinamento l’articolo 633-bis. La versione riformulata che lasciava intatta la pena massima a 6 anni per gli organizzatori, non specificava il numero dei partecipanti e separava la responsabilità tra partecipanti e promotori, è passata a maggioranza.


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti