in parlamento

Dl semplificazioni e scostamento di bilancio: Camere al rush finale prima della pausa estiva

Il decreto semplificazioni, approvato lo scorso 7 luglio «salvo intese», è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale nella serata del 16 luglio.Nei prossimi giorni (fra venerdì e l'inizio della settimana prossima) è atteso poi il Consiglio dei ministri sullo scostamento di bilancio per finanziare la manovra d'estate

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini

(ANSA)

2' di lettura

Dopo il via libera definitivo del decreto Rilancio (con la fiducia al Senato) ci sono ancora importanti provvedimenti per la maggioranza giallo-rossa da mandare in porto prima della pausa estiva. Con le commissioni che quest’anno dovrebbero chiudere due sole settimane, dal 10 al 24 agosto. Il che vuol dire che le Camere avranno appena una decina di giorni netti di lavoro prima dello stop estivo. Il decreto semplificazioni, approvato lo scorso 7 luglio «salvo intese» dopo un Cdm fiume durato oltre sei ore, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale nella serata del 16 luglio. Questo significa che andrà convertito in legge per metà settembre, con in mezzo il “buco” della pausa estiva. Ma prima della pausa, dovrà anche essere varato lo scostamento di bilancio e poi il decreto legge con la manovra estiva.

Tempi stretti per la manovra estiva
Nei prossimi giorni (fra venerdì e l'inizio della settimana prossima) è atteso il Consiglio dei ministri sullo scostamento di bilancio. E l'esperienza insegna che fra audizioni e voto (a maggioranza assoluta) la richiesta di scostamento ha bisogno di più giorni in Parlamento. Poi, una volta quantificate le risorse, potrà vedere il via libera, da parte del governo, la manovra d'estate con cassa integrazione, fondi a comuni e regioni e aiuti ai settori più colpiti dalla crisi. I tempi stringono, perché l’emergenza economica c’è adesso e il decreto legge con la manovra d’estate deve vedere il via libera prima della pausa agostana, per poi essere convertito in legge entro i primi di ottobre. Ma anche settembre si preannuncia già accidentato: si lavorerà a scartamento ridotto, con i parlamentari impegnati nella campagna elettorale per l’election day del 20-21 settembre (referendum sul taglio dei parlamentari, elezioni regionali e comunali)

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Il nuovo deficit da 18-20 miliardi
L’esigenza principale è quella di mettere in sicurezza la cassa integrazione; in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali, su cui le discussioni sono appena state avviate, e dei fondi del Sure ancora impegnati nelle prime tappe dell'iter. Il nuovo scostamento nei calcoli del Mef non dovrebbe superare di molto il punto di Pil attestandosi fra 18 e 20 miliardi; anche se come nelle occasioni precedenti non mancano le spinte nella maggioranza a salire di più. Perché in lista d'attesa ci sono le Regioni (si vota per sette presidenti a settembre), i Comuni, che in questi giorni attendono i 2,1 miliardi del fondo del Dl 34 (stasera è atteso l'accordo con il governo sui criteri di distribuzione) ma puntano a ottenere altri 1,5-2 miliardi dal nuovo decreto, e i settori più colpiti dalla crisi, dall'automobile al turismo, che chiedono aiuti immediati visti i tempi lunghi delle misure che potranno essere finanziate dai fondi Ue.

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