via libera definitivo

Dl Semplificazioni: ok della Camera con 275 sì, è legge


default onloading pic
(ANSA)

2' di lettura

Via libera definitivo al decreto legge sulle Semplificazioni da parte dell’Aula della Camera. Il provvedimento, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, diventerà dunque legge. I voti favorevoli sono stati 275, i voti contrari 206, 27 gli astenuti. Sul provvedimento il governo aveva posto ieri la fiducia a fronte dei 540 emendamenti presentati dall'opposizione, decisa a fare ostruzionismo per mettere a rischio la conversione in legge del provvedimento che scadeva martedì 12 febbraio.

APPROFONDIMENTI: Decreto semplificazioni: da provvedimento fantasma a contenitore omnibus

Le misure
Il provvedimento ampiamente modificato in prima lettura prevede, tra l’altro, la ’moratoria' per 18 mesi dei nuovi permessi di trivellazione, il ripristino dell’Ires agevolata per il Terzo settore, e nuove regole per gli Ncc. Tra le misure confermate nell'iter parlamentare figurano la proroga al 30 giugno della restituzione del prestito ponte da 900 milioni per Alitalia e gli interventi di garanzia in favore delle Pmi che sono in difficoltà nella restituzione delle rate di finanziamenti e sono titolari di crediti certificati nei confronti della Pa.

Il Dl spinge poi sull'accelerazione delle procedure negli appalti pubblici sotto soglia comunitaria, modificando l'articolo 80 del Codice dei contratti in materia di motivi di esclusione. Sancito il diritto di tutti i debitori (e dei familiari conviventi) a continuare ad abitare l'immobile sino al decreto di trasferimento che conclude l'espropriazione forzata dell'immobile pignorato. Il decreto ha poi “assorbito” i contenuti di altri provvedimenti urgenti, come quello sul rinnovo dei Consigli degli ordini forensi, e le norme sul servizio Ncc.

Nei giorni scorsi Confindustria è tornata sul tema trivelle, preoccupata per le ricadute dello stop per 18 mesi alle esplorazioni e per «l’approccio ideologico con cui il tema è stato trattato» nel passaggio parlamentare. Secondo gli industriali cè il rischio di «bloccare un intero settore economico, in assenza di una credibile strategia energetica», cosa che appare «del tutto irrazionale se si considerano gli investimenti degli operatori economici, le autorizzazioni già in essere e i prevedibili impatti occupazionali e sulla competitività del Paese».

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...