resta la norma sulle trivelle

Dl Semplificazioni al Senato, tagliati 62 emendamenti. Pinotti: salta stop tributi per Genova

di Nicola Barone


(ANSA)

3' di lettura

Escono 62 emendamenti e ne restano dunque solo 23. È il risultato del vaglio dell’ammissibilità della presidenza del Senato al Dl Semplificazioni, da stamani all'esame dell'Aula. Niente da fare dunque per le nuove norme sulla Rc auto (che aggiornavano le regole sugli sconti per la scatola nera), per le modifiche alla web tax che permettevano di escludere anche Borsa italiana dagli effetti della nuova tassa, e per i nuovi paletti fissati alle società di capitali che possiedono catene di farmacie. Restano confermate invece la moratoria sulle trivelle e la regionalizzazione delle concessioni idroelettriche, “salve” poi le norme sugli Ncc al centro di un’intesa polemica con le categorie, al contrario della stretta anti-Xylella contro cui si era scagliato Beppe Grillo. In particolare l'emendamento presentato dai relatori prevedeva l'obbligo di distruzione degli ulivi infetti, stabilendo per il mancato rispetto delle nuove norme anche la pena estrema del carcere da 1 a 5 anni. Salta, poi, la proroga della sospensione dei tributi e dei contributi per il 2019 per i cittadini e per le aziende colpiti dal crollo del Ponte Morandi a Genova. Lo denuncia la senatrice Pd Roberta Pinotti: «Questa mancata proroga rischia di mettere in ginocchio la città», dice, «ora ci auguriamo che il governo trovi una soluzione immediata».

Secondo il calendario dei lavori, il provvedimento dovrebbe essere approvato da Palazzo Madama in settimana e poi passare alla Camera. Testo che va necessariamente convertito in legge entro il 12 febbraio, pena la sua decadenza.

Dunque strada bloccata per i quasi 90 emendamenti licenziati in origine dalle commissioni Affari costituzionali e Lavori pubblici di Palazzo Madama che hanno portato il decreto a essere una sorta di “omnibus”. A quanto si è appreso da fonti parlamentari la decisione sarebbe maturata nella maggioranza dopo l'indicazione informale da parte del Quirinale che la disomogeneità delle norme avrebbe potuto non avere la firma del presidente della Repubblica.

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Figurano ancora tra le novità del Dl semplificazioni che hanno superato l'esame di ammissibilità all'esame dell'Aula condotto dalla presidente Elisabetta Casellati la proroga del prestito ponte Alitalia fino al 30 giugno, il ritorno all'Ires agevolata per il terzo settore e le facilitazione per la posa della fibra per la banda ultralarga. Tra le altre misure rimaste “in corsa” verso il voto finale risultano quelle relative alla rottamazione fiscale, l'elezione degli organi forensi, il sostegno alle Pmi e alle vittime della sciagura di Rigopiano e la limitazione della spesa farmaceutica (no invece a quella sul limite del possesso delle farmacie).

Tra le norme che non sono sopravvissute alla tagliola delle inammissibilità anche la proroga della sospensione fino al 2 dicembre 2019 delle tasse dovute dai contribuenti colpiti dal crollo del ponte Morandi. Escluse anche la revisione del numero dei componenti del cda dell'Enac (da 4 a 2), le norme a favore dei Caf e quelle che permettevano l'accesso ai concorsi di “Medicina e chirurgia Accettazione e d'urgenza” anche ai medici senza specializzazione che avessero maturato 4 anni di servizio presso i Pronto soccorso.

Non è passata neanche la cosiddetta “sanatoria sulle rinnovabili” che riduce il taglio dell'incentivo che il Gse può disporre in caso di violazione delle regole (attualmente compresa fra il 20 e l'80 per cento a seconda dell'entità della violazione), fissandola tra il 10 e il 50%. Saltano peraltro anche gli stanziamenti per “il vestiario” della Polizia, le modifiche al Codice degli appalti e il blocco ai trasferimenti da scuola a scuola per 5 anni di tutti i neodocenti di ogni ordine e grado.

La misura sulle trivelle passata in commissione dopo vari tira e molla nella maggioranza gialloverde prevede il varo entro 18 mesi di un piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee e la moratoria in questo periodo (e per un massimo di 24 mesi in caso di mancata adozione del piano) per i procedimenti e le attività di prospezione e ricerca, non per le coltivazioni. Si prevede inoltre un aumento dei canoni per le concessioni. Inoltre è stabilito che le attività upstream relative a istanze presentate dopo l'entrata in vigore della norma non rivestono carattere di pubblica utilità che resterà per le attività di stoccaggio di gas naturale in sotterraneo.

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