l’assenza al momento del voto

Dl sicurezza, Fico si smarca. Salvini: ma ha letto il decreto?

di Nicola Barone


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(ANSA)

2' di lettura

«Se la mia assenza al momento della votazione è stata interpretata come una presa di distanza dal provvedimento? Beh, avete interpretato bene». Il presidente della Camera Roberto Fico dice così a margine del convegno sui beni comuni in corso all'accademia dei Lincei, a proposito del decreto sicurezza da qualche giorno diventato legge.

Quando dai doveri connessi alla funzione si passa alla sostanza della norma il discorso cambia, per Fico. «Perché io sono il presidente della Camera e rispetto il mio ruolo fino in fondo, diritti di maggioranza e di opposizione, mando avanti i provvedimenti che arrivano in Aula con la collaborazione di tutti i capigruppo e rimango fedele al mio ruolo istituzionale. Se poi parliamo del decreto nel merito, dopo che è passato, questo è un altro discorso».

Salvini: Fico contrario? Ma ha letto il decreto?
«Io non ho capito se chi contesta il decreto sicurezza lo abbia letto. Io non capisco davvero quale sia il problema: allontana i delinquenti e aumenta la lotta a mafia, racket e droga», si limita a registrare Matteo Salvini intrevistato a Skytg24 da Maria Latella, rispondendo alle critiche venute al provvedimento “bandiera” della Lega.

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Global compact, Fico: dovremmo assolutamente aderire
Parole inequivoche, nel senso di poco “allineate” rispetto al nuovo corso, anche quanto al da farsi sul global compact. «Ritengo che l'Italia dovrebbe dire sì ed invito tutti a leggersi davvero il contenuto di questo accordo, perché tra l'altro ci consentirebbe di non restare soli nella gestione del fenomeno dell'immigrazione». Secondo Fico «se si legge bene, è una gestione globale fatta con gli altri Paesi e quindi un'affermazione del multilateralismo sull'immigrazione». Quindi «serve all'Italia per non isolarsi e non rimanere sola con la questione migranti».

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«Su Regeni ok unanime a stop intese Parlamento Egitto»
«La mia decisione di sospendere qualsiasi rapporto diplomatico con Il Cairo e con l'Egitto, col Parlamento egiziano, è stato approvato da tutti all'unanimità con una presa di posizione molto forte dalla Lega, da Forza Italia, addirittura dal gruppo Misto, dal Pd e dal Movimento». Una linea così forte della Camera sulla questione Regeni verso l'Egitto «non c'era mai stata fino ad ora». «Ho già avvisato l'ambasciatore Al Cairo, ho sentito ieri il ministro degli Esteri su questa questione e poi chiaramente adesso Conte è al G20, tornerà e ne parleremo». Ma il premier ha frenato su questa vicenda? C'è stato un richiamo della
Farnesina? «Secondo me è una lettura sbagliata perché Conte ieri era al G20 e non c'eravamo sentiti».

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