Lavoro

Licenziamenti, si cambia. Dal 1° luglio blocco solo con la Cig ordinaria scontata

Dopo una giornata di forte tensione nel governo arriva la mediazione di palazzo Chigi

di Claudio Tucci

Sostegni bis, Draghi: "Il decreto vale circa 40 mld, 17 vanno alle imprese"

5' di lettura

«All'esito di un percorso di approfondimento tecnico svolto sulla base delle proposte avanzate dal Ministro Orlando in Consiglio dei Ministri che prevedono un insieme più complessivo di misure per sostenere le imprese e i lavoratori nella fase della ripartenza, è stata definita una proposta che mantiene la possibilità per le imprese di utilizzare la Cassa integrazione ordinaria, anche dal primo di luglio, senza pagare addizionali fino alla fine dell'anno impegnandosi a non licenziare».

A sera arriva la proposta di mediazione di Mario Draghi. Con una nota Palazzo Chigi fa sapere che c’è una proposta per dirimere il caso aperto dalla norma presentata dal ministro Orlando al Dl sostegni bis che allungava lo stop al blocco licenziamenti fino al 28 agosto. «Nell'ambito di questo percorso resta aperto il confronto con le parti sociali» aggiunge la stessa nota. Come dire: non è un prendere o lasciare.

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È una proposta di mediazione su cui di può avviare un confronto con le parti sociali. Con la mediazione di Draghi resterebbe la scadenza del blocco fissata al 30 giugno e verrebbe quindi meno la proroga al 28 agosto per le aziende che avessero chiesto la cig Covid dall'entrata in vigore del decreto entro fine giugno. Sarebbe confermata invece la possibilità per le imprese di utilizzare la cassa integrazione ordinaria, dal primo luglio, senza dover pagare le addizionali fino alla fine del 2021 con l'impegno a non licenziare per tutto il periodo in cui ne usufruiscono.

Dl sostegni bis bloccato

La norma sui licenziamenti portata, a sorpresa, “e fuori sacco” giovedì 20 in Cdm dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha bloccato di fatto il Dl sostegni bis che doveva approdare lunedì 24 in Gazzetta ufficiale. Il provvedimento che stanzia 40 miliardi approvato giovedì 20 dal consiglio dei ministri, non è ancora un articolato definitivo, complici anche le tensioni sulla proposta del titolare del Lavoro di prorogare nuovamente, e senza preavviso, il blocco dei licenziamenti dopo il 30 giugno.

Della norma non c’è mai stata traccia nelle bozze di dl Sostegni bis circolate prima della riunione di governo, e anche nel testo in entrata in consiglio dei ministri la disposizione non c’era. E non ne fa cenno neanche il comunicato stampa che palazzo Chigi pubblica al termine del Cdm.

La ricostruzione

La soluzione tecnica prospettata dal ministro Orlando non è stata discussa in riunioni ufficiali né con le parti sociali né con altre forze di maggioranza. Insomma, nessuno ne sapeva nulla fino all’annuncio del ministro del Lavoro; e, peraltro, non era neppure attesa visto che un accordo sulle misure emergenziali già si era trovato.

Il Parlamento, infatti, a distanza di poche ore dal consiglio dei ministri, aveva approvato il decreto Sostegni 1 con il quale si era sancita la doppia uscita dal blocco dei licenziamenti e dalla cassa Covid-19, gratuita: 30 giugno per manifattura ed edilizia, 31 ottobre per tutti gli altri, essenzialmente terziario e piccole imprese, che rientrano nel campo di applicazione della cig in deroga e del Fis. Questa soluzione peraltro era stata avallata dallo stesso premier, Mario Draghi, che non aveva più parlato di una nuova proroga del blocco dei licenziamenti, che, vale la pena ricordare, in Italia è in vigore da febbraio 2020 (siamo un unicum a livello internazionale).

Cosa prevede la misura presentata da Orlando

La misura prevede sostanzialmente due cose. La prima, è che se una impresa chiede la cig Covid-19 entro fine giugno (dalla data di entrata in vigore del dl) si vede prorogare, così senza batter colpo, il blocco dei licenziamenti fino al 28 agosto. La seconda è che dal primo luglio se una impresa utilizza la cassa ordinaria non paga le addizionali ma al tempo stesso non può licenziare mentre utilizza la cig.

Imprese contrarie

La disposizione è stata criticata dalle imprese perché mina la certezza del diritto e soprattutto è difficilmente applicabile. «Lo slittamento a fine agosto non va - dice Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria per le Relazioni industriali -. Non solo per il merito, ma per il metodo e per l’affidabilità dei rapporti tra noi e il ministro». Serve “chiarezza” dichiarano in una nota unitaria le Confindustrie del Nord, arrivando a fare un appello “al premier Draghi per la sua competenza, affidabilità e coerenza affinché trovi una soluzione nell'interesse di tutti gli italiani, per una vera ripresa economica e sociale”. Nota a cui replicanoi segretari generali di Cgil Lombardia Alessandro Pagano, del Piemonte Pier Massimo Pozzi, del Veneto Christian Ferrari, e dell’Emilia Romagna Luigi Giove affermando che “l'unica cosa di cui non c'è bisogno in questo momento nel nostro paese è lo sblocco dei licenziamenti”.

Contro la norma scende in campo Federchimica. «Quanto successo in queste ore a livello politico in merito al blocco dei licenziamenti mi sembra evidenzi proprio una mancanza di metodo, che inevitabilmente porta a soluzioni tecniche non condivisibili» afferma Paolo Lamberti, presidente di Federchimica. E Alessandro Spada, presidente di Assolombarda, sottolinea: “Siamo rimasti particolarmente sorpresi dalla proroga del blocco dei licenziamenti inserita nel nuovo decreto Sostegni bis in netta contraddizione con quanto dichiarato dallo stesso ministro Orlando pochi giorni fa, anche in occasione della sua visita, lo scorso lunedì, in Assolombarda, quando avevamo condiviso il termine del 30 giugno per consentire alle aziende di ripartire ora che la situazione sanitaria è in grande miglioramento, grazie anche alla campagna vaccinale”.

Parla anche il presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana: «L'improvvisa decisione di prorogare fino ad agosto il blocco dei licenziamenti è un errore. Non è più il momento di misure di emergenza come questa, è il momento di avviare interventi per la crescita, come la riforma degli ammortizzatori sociali e le politiche attive del lavoro».«Nelle prossime ore il Governo darà il via libera al Dl Sostegni Bis: auspichiamo fortemente che il Decreto non contenga la proroga fino al 28 agosto del blocco dei licenziamenti, contravvenendo agli impegni presi dal Ministro Orlando che fissava la data al 30 giugno» dice il presidente di Unindustria Angelo Camilli.

Le politiche attive e la riforma degli ammortizzatori

La mossa a sorpresa del ministro del Lavoro si spiega anche con i ritardi nell’avvio delle politiche attive e della riforma degli ammortizzatori. Le politiche attive sono bloccate anche dalle frizioni con Anpal e non sono comunque pronte. La riforma dei sussidi è un cantiere aperto, con Orlando che si è impegnato a presentare l’articolato entro luglio. In entrambi i casi non in tempo per il 30 giugno. Con rischio, sempre più concreto, che il kit di misure per gestire l’estate parta con armi spuntate (e con un dialogo in salita con le parti sociali).

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