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Dl «Sostegni»: 5 fasce per i nuovi aiuti a imprese e partite Iva, stralcio delle cartelle verso l’ok

Nel vertice con Draghi sul decreto, sostegni allargati alle partite Iva con fatturati 2019 tra 5 e 10 milioni di euro (10% della perdita mensile media). Critiche a sinistra sul condono fiscale.

di Marco Mobili e Gianni Trovati

Aggiornato il 19 marzo alle ore 7.00

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(AdobeStock)

3' di lettura

Il vertice di governo che si è tenuto mercoledì pomeriggio a Palazzo Chigi per la messa a punto del decreto intitolato ai «Sostegni» non ha sciolto le ultime incognite sullo stralcio dei 61 milioni di cartelle fiscali pre-2015 fino a 5mila euro, per un valore complessivo di 70 miliardi. Misura spinta soprattutto da M5S, Fi e Lega, che in questi giorni sono arrivate a proporre anche la cancellazione integrale dei vecchi debiti con il fisco, senza soglia.

L’ipotesi del «condono», bocciata anche dai sindacati, crea però mal di pancia a sinistra: il Pd e Leu spingono per un meccanismo più selettivo, che spazzi via dal «magazzino della riscossione» solo i ruoli collegati a imprese fallite o soggetti defunti o nullatenenti: ipotesi che però si scontra con più di un problema tecnico.

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Addio alle vecchie cartelle

Nulla di irrimediabile, a quanto riferisce più di una fonte presente al vertice che conferma l’approdo venerdì in consiglio dei ministri del decreto intitolato ai «Sostegni». Alla fine l’addio alle vecchie cartelle dovrebbe restare nel testo. Ma nuove riunioni sono previste oggi, a partire da quella tra il ministro dell’Economia Daniele Franco, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e i capigruppo della maggioranza.

Le tensioni ci sono, ma nessuno sembra aver intenzione di alzare barricate. Anche perché i tempi della gestazione del decreto non sono stati brevi, e le attese degli operatori economici, che già hanno alle spalle due mesi e mezzo di misure restrittive anti-pandemia senza aiuti statali, si sono decisamente intensificate con l’Italia semichiusa per pandemia da lunedì scorso fino a dopo Pasqua.

Proprio per venire incontro alla sofferenza sempre più diffusa fra le partite Iva, gli ultimi giorni di lavoro sul decreto si sono concentrati su due obiettivi: allargare il più possibile la platea dei destinatari dei nuovi «sostegni», e tagliare i tempi per la loro erogazione effettiva.

Aiuti in 5 fasce

Per quel che riguarda il primo tema, l’architettura definita a Palazzo Chigi e al Mef costruisce un sistema di aiuti in cinque fasce, definite dai livelli di fatturato 2019. Le fasce saranno le seguenti: fino a 100mila euro, fra 100mila e 400mila, fra 400mila e un milione, 1-5 milioni, 5-10 milioni. A ogni fascia toccherà un aiuto parametrato alle perdite 2020, con una scala che riduce la percentuale al crescere del fatturato. La base di calcolo, secondo le bozze elaborate fin qui, sarà rappresentata dalla perdita mensile media moltiplicata per due; e ogni fascia dovrà applicare a questo valore una percentuale: 30% la prima e poi, di fascia in fascia, 25%, 20%, 15% e 10%. Un’idea alternativa è quella di raddoppiare queste percentuali alla perdita mensile media, senza moltiplicare quest’ultimo valore per due: ma cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

La piattaforma telematica

Il compito di accorciare il più possibile il calendario degli assegni (o, in alternativa, dei crediti d’imposta, a scelta dell’interessato) è invece affidato alla piattaforma telematica sviluppata nelle scorse settimane dalla Sogei e gestita dall’agenzia delle Entrate. Il sistema online dovrà raccogliere le istanze di quasi 3 milioni di partite Iva, che autocertificheranno il possesso dei requisiti per l’aiuto: con l’obiettivo di avviare i pagamenti subito dopo Pasqua e completarli entro il 30 aprile (come anticipato sul Sole 24 Ore di ieri).

Il blocco dei licenziamenti

L’altro tema che è stato circondato da incognite riguarda il capitolo lavoro. Sotto esame è finita in particolare l’estensione del blocco dei licenziamenti per tutti fino al 30 giugno e fino al 30 ottobre per le Pmi dei settori più direttamente colpiti dalla crisi pandemica. Anche in questo caso è atteso un approfondimento sui numeri, che dovrebbero arrivare oggi sui tavoli dei vertici di governo e maggioranza.

Nella griglia del provvedimento ci sono poi i 5 miliardi del piano vaccini e gli aiuti a sanità, enti territoriali e scuola, in un insieme da circa 50 articoli che assorbono tutti i 32 miliardi di deficit approvati a gennaio. In vista del nuovo scostamento atteso per aprile.

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