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Dl Sostegni: aiuti a fondo perduto per 800mila professionisti

Gli autonomi iscritti agli ordini entrano per la prima volta nel sistema generale che misura gli aiuti sui cali di fatturato 2020

di Marco Mobili e Gianni Trovati

Dl Sostegni, Draghi: 32 miliardi interamente impegnati

3' di lettura

Anche i professionisti entreranno nel meccanismo generale dei nuovi aiuti all’economia che sarà attivato dal decreto intitolato ai «Sostegni» e atteso fra giovedì e venerdì in consiglio dei ministri.

I tempi del provvedimento si sono già parecchio allungati rispetto alle ipotesi iniziali. E per il momento è ancora difficile indicare una data certa per la sua approvazione. Il governo punta in ogni caso a non sforare questa settimana.

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Il lavoro sul testo

A complicare il lavorio tecnico sulle norme è stata anche una complessa operazione di pulitura delle norme proposte dai vari ministeri. A Palazzo Chigi e al Mef si punta a costruire un testo che si fermi sotto la soglia dei 50 articoli; impresa non semplice perché comporta una sfoltitura drastica delle centinaia di proposte normative piovute dai ministeri.

L’altro obiettivo è di ridurre al minimo l’apparato di decreti attuativi chiamati a tradurre in pratica le misure, che avranno quindi un carattere autoapplicativo nel più ampio ventaglio di casi possibile. Anche per recuperare un po’ del ritardo accumulato.

IL BORSINO DEL DECRETO SOSTEGNI
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Il problema investe prima di tutto il meccanismo dei nuovi aiuti alle partite Iva, per i quali il governo aveva ipotizzato un avvio quasi immediato, entro 10 giorni dall’entrata in vigore del decreto, dei bonifici da completare a tappe forzate entro il 30 aprile.

Platea molto ampia

Nemmeno questa sfida è semplice. Anche perché la platea a cui si rivolgerà il nuovo sistema di aiuti è amplissima, e punta verso quota 3 milioni per abbracciare tutte le attività economiche con un fatturato 2019 fino a 10 milioni e con perdite di volume d’affari di almeno il 33% l’anno scorso. In questo panorama, secondo le stime del governo, entreranno anche 800mila fra avvocati, commercialisti, geometri, ingegneri, architetti e così via. L’aiuto riguarderà anche gli iscritti alle gestioni separate delle diverse Casse previdenziali, mentre per i lavoratori stagionali e dello sport sarà replicato l’aiuto pagato dall’Inps.

Per i professionisti il decreto «Sostegni» dovrebbe quindi rappresentare il superamento di quel «reddito di ultima istanza» che era stato riconosciuto un anno fa dal decreto di marzo (il «Cura-Italia», Dl 18/2020). Per loro varranno i criteri generali che misurano l’aiuto (sotto forma di bonifico o di credito d’imposta) sulla base della perdita media mensile di fatturato 2020 rispetto al 2019 moltiplicata per due.

Gli aiuti a partite Iva e piccole imprese

Il capitolo dedicato agli aiuti a partite Iva e piccole imprese dovrebbe pesare per circa 12 miliardi, comprese le economie dai vecchi ristori, su un decreto che nella sua evoluzione ha dovuto ampliare fortemente lo spazio finanziario da dedicare al piano vaccini. Nonostante il caos AstraZeneca esploso ieri, infatti, l’accelerazione sul piano di immunizzazione di massa rappresenta la chiave per la ripresa nella strategia del governo Draghi. E richiederà 5 miliardi (come anticipato sul Sole 24 Ore di domenica) per l’acquisto delle dosi, la logistica delle somministrazioni e l’avvio della produzione nazionale.

Le norme fiscali

Più ristretto sul piano finanziario ma non meno importante sul piano politico è il gruppo di norme fiscali. L’elenco è ricco di proroghe di adempimenti, ma l’attenzione si è concentrata sullo stralcio delle cartelle pre-2015 fino a 5mila euro. Il tetto serve a non superare il miliardo di euro di costi per la finanza pubblica ora a disposizione del tema. Ma il Parlamento «potrebbe aumentare questo tetto», ha sottolineato ieri il sottosegretario al Mef Claudio Durigon intervistato da 24Mattino su Radio24. Sulla stessa linea, in una ritrovata sintonia gialloverde, la viceministra al Mef Laura Castelli, secondo la quale solo «ragioni economiche» impediscono per ora «uno stralcio senza tetto» per i vecchi crediti considerati inesigibili.

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