La partita degli emendamenti

Dl Sostegni, dall’Imu alle auto elettriche: alla Camera 4mila richieste di intervento

Ancora una volta una pioggia di emendamenti avanzati dai gruppi parlamentari - quasi 4mila - si è abbattuta in Commissione bilancio della Camera su un provvedimento destinato a sostenere chi è stato travolto dalle misure restrittive adottate per contenere il Covid-19. Servirà una mediazione politica

di Andrea Carli

Sostegni bis, ok definitivo al piano da 40 miliardi

4' di lettura

Soprattutto il lavoro, con il braccio di ferro all’interno della maggioranza sul blocco dei licenziamenti. Ma anche nuove risorse per finanziare gli incentivi all’acquisto delle auto elettriche, lo stop all’Imu per gli immobili soggetti al blocco degli sfratti a causa della crisi scaturita dall’emergenza coronavirus. E poi ancora un accesso più esteso per le partite Iva all’anno bianco dei contributi, il rifinanziamento della Nuova Sabatini e la semplificazione del Superbonus 110% per l’edilizia.

Ancora una volta una pioggia di emendamenti avanzati dai gruppi parlamentari - quasi 4mila - si è abbattuta in Commissione bilancio della Camera su un provvedimento destinato a sostenere chi è stato travolto dalle misure restrittive adottate per contenere il Covid-19. Ancora volta si delinea lo scenario di un decreto “omnibus”, che potrebbe concludere l’iter di conversione imbarcando novità su molteplici ambiti, con conseguente aumento dell’articolato finale.

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A presentare il maggior numero delle proposte di modifica è stata Forza Italia con 767 richieste. All’interno della maggioranza, sono oltre 500 quelle giunte sia dal Pd, sia dal M5S e dalla Lega. Italia Viva ne ha depositate 298 e LeU circa 120. Da Fratelli d’Italia sono arrivati invece 540 emendamenti. Il totale esatto, ha chiarito il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Fabio Melilli, è di 3.925.

Il dossier prioritario: cercansi intesa su licenziamenti

Insomma, ci sarà spazio per affrontare una moltitudine di temi, dalle partite Iva al Superbonus, ma questa volta rispetto alle precedenti edizioni si delinea un dossier “forte”: sarà il lavoro, e in particolare il blocco dei licenziamenti, questa volta il capitolo che richiederà lo sforzo principale di sintesi. Uno sforzo di sintesi che, dopo una non facile trattativa all’interno della maggioranza, porterà a una scrematura delle proposte di modifica, con l’individuazione dei cosiddetti “segnalati”, quelli cioé sui quali i gruppi parlamentari chiedono ci sia almeno un voto. Si tratta, dunque, delle proposte di modifiche considerate veramente “irrinunciabili”.

Pd, in emendamento stop licenziamenti selettivi fino al 30 settembre

Per quanto riguarda il blocco dei licenziamenti, a dividere la maggioranza resta la questione della selettività: l’idea piace al Pd che la rilancia e la difende anche da quanti intravedono rischi di incostituzionalità. Due emendamenti targati Dem vanno infatti in quella direzione. Il primo prevede 13 settimane di cassa Covid aggiuntiva a chi sottoscrive un accordo sindacale per non licenziare. Il testo, di fatto, proroga dal primo luglio al 30 settembre - per chi utilizza tutto il monte ore a disposizione - il blocco dei licenziamenti per i settori ancora in crisi. Il secondo prevede la proroga del blocco per i lavoratori del settore del tessile e della pelletteria, messi in ginocchio dalla crisi del Covid. Ai datori di lavoro operanti nei settori economici dell'industria tessile, della fabbricazione di articoli in pelle e simili, della confezione di articoli di abbigliamento e confezione di articoli in pelle e pelliccia sono «riconosciute ulteriori 15 settimane nel periodo compreso tra il primo luglio e il 31 ottobre 2021», si legge nell’emendamento. Nel periodo di fruizione della Cassa Covid le imprese interessate non potranno licenziare. L’indicazione dei settori - oggetto dei dubbi di alcuni che paventano il pericolo di scelte arbitrarie e dunque contestabili davanti ai giudici - spetterebbe a un decreto ministeriale (del Lavoro e dello Sviluppo economico).

I Cinque Stelle chiedono incentivi a veicoli elettrici

I Cinque Stelle puntano sugli incentivi per acquistare veicoli elettrici. «Per continuare a sostenere lo sviluppo della mobilità sostenibile - hanno spiegato Giuseppe Chiazzese e Luca Sut, deputati M5s - abbiamo presentato un emendamento al decreto Sostegni-bis per incrementare con ulteriori 50 milioni di euro il fondo “ecobonus” con risorse riservate esclusivamente alla categoria di autoveicoli compresi nelle fasce 0-20 g/km e 21-60 g/km CO2».

Spinta per cessione credito Transizione 4.0

Tra gli emendamenti M5s uno che prevede la possibilità della cessione del credito d’imposta per gli acquisti di beni strumentali e gli investimenti in ricerca e sviluppo e formazione che fruiscono dell’agevolazione prevista dal Piano Transizione 4.0. Per l’anno in corso si può optare per la cessione del credito ad altri soggetti, inclusi banche e finanziarie, nel limite di 600 milioni di euro. Tra gli altri emendamenti del MoVimento quelli per il rifinanziamento della Nuova Sabatini e quelli relativi alle semplificazioni del Superbonus 110% per l’edilizia.

Concorsi semplificati per gli insegnanti di sostegno

Veicoli elettrici, ma non solo. I Cinque Stelle hanno depositato delle proposte di modifica che puntano a risolvere il problema della carenza di insegnanti di sostegno nelle scuole attraverso concorsi semplificati per le figure già specializzate, e quello del dimensionamento scolastico riducendo la soglia minima di alunni per scuola necessari a mantenere le figure, fondamentali, del dirigente scolastico e del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA).

Lega, stop Imu per immobili con blocco sfratti

La Lega guarda invece sull’alleggerimento della pressione fiscale. Un emendamento della Lega depositato in Commissione prevede lo stop alla prima rata Imu per «i possessori degli immobili interessati dalla sospensione delle esecuzioni dei provvedimenti di rilascio di cui all’art 103, comma 6, del decreto 17 marzo 2020», ovvero dal blocco degli sfratti. La richiesta di modifica porta la firma di 18 parlamentari e prevede anche la possibilità di un rimborso, nel caso il pagamento sia stato già effettuato alla data di entrata in vigore della legge di conversione del dl. Le modalità di rimborso dovranno essere stabilite con un decreto del ministero dell’Economia da emanare entro 15 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. Il costo stimato è di 57 milioni di euro.

LeU, proposta salva-anno bianco partite Iva o 90% escluse

Per quanto riguarda le partite Iva, l’anno bianco dei contributi rischia di finire in un nulla di fatto per il 90% di questi lavoratori, circa 2 milioni. Di qui la proposta di modifica di LeU di permettere di accedere all’anno bianco contributivo nel 2021 a tutte le partite Iva, anche a quelle che non hanno presentato il Durc 2020 a patto che si mettano in regola con il documento entro il 2022.

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