Ok alla fiducia

Dl sostegni, sì del Senato alla fiducia. Salta superbonus imprese: M5S vota a favore ma lo ripresenta

Con 207 voti favorevoli, 28 contrari e 5 astensioni. Per il via libero definitivo il provvedimento, che scade il 21 maggio, dovrà passare alla Camera

(imagoeconomica)

3' di lettura

Primo giro di boa al Senato per il Dl sostegni, con il sì alla fiducia chiesta dal Governo al maxi-emendamento interamente sostitutivo del provvedimento che prevede misure a supporto delle diverse categorie colpite dalla pandemia Covid, utilizzando lo scostamento di bilancio da 32 miliardi approvato a gennaio dal Parlamento. Il disco verde è arrivato con 207 sì, 28 no e 5 astenuti e ora il testo passa ora all'esame della Camera per essere convertito in legge entro il 21 maggio.

La presentazione del maxi-emendamento

Nel corso della seduta la presidenza del Senato ha valutato ''ammissibile'' il maxi-emendamento interamente sostitutivo del decreto sostegni, tranne due emendamenti dichiarati ''improponibili''. Nel dettaglio, è stata bocciata la modifica varata dalle commissioni Bilancio e Finanze che rendeva non pignorabile il reddito di cittadinanza. Improponibile pure la proposta che prevedeva l'inquadramento dei profili di assistenze sociale, sociologo ed operatore sociosanitario nel ruolo sociosanitario nell'ambito del personale dipendente degli enti e aziende del Servizio sanitario nazionale.

Loading...

Tempi stretti per la conversione in legge

Come detto il provvedimento andrà convertito in legge entro il 21 maggio. La Conferenza dei capigruppo ha deciso che la discussione generale alla Camera inizierà lunedì 17 maggio. Il voto finale è previsto pertanto per la serata di mercoledì 19. Considerati i tempi stretti, il passaggio del provvedimento a Montecitorio non potrà registrare ulteriori modifiche. L’impianto è dunque destinato a rimanere quello attuale.

Lo stop al superbonus per le imprese

La Ragioneria generale dello Stato ha bloccato il Parlamento sulle nuove monete fiscali. Dal maxi-emendamento, su cui il governo ha posto la questione di fiducia, i tecnici di via XX settembre hanno imposto lo stralcio delle norme votate dalle commissioni che consentivano la possibilità di cedere a terzi i crediti d'imposta per incentivi 4.0 per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici e quelli edilizi del 50% delle spese per realizzare autorimesse e posti auto pertinenziali anche a proprietà comune e per l'eliminazione delle barriere architettoniche su ascensori e montacarichi.

M5S vota fiducia ma ripresenterà l’emendamento

Ettore Licheri, capogruppo M5s al Senato, ha parlato di «decisione incomprensibile e immotivata. Cominceranno delle interlocuzioni con la Ragioneria e parallelamente un processo di seria riflessione su quello che sarà il voto del M5s alla fiducia stasera al Senato». Il M5S ha poi deciso di votare la fiducia al Dl Sostegni. «La cedibilità del credito di imposta nell'acquisto dei beni strumentali relativamente al Piano Transizione 4.0, il cosiddetto superbonus per le aziende - ha detto Licheri - è stata espunta. Ma noi la ripresenteremo nel sostegni Bis. Quello che è stato fatto in commissione non lo possiamo accettare” ma il M5S «non ritrae la mano», quindi «da domani il superbonus delle aziende lo ripresenteremo per il decreto Sostegni 2».

Slittano nuovi sostegni

Non arriverà invece questa settimana il nuovo decreto Sostegni bis, che deve distribuire quasi altri 40 miliardi di aiuti a famiglie e imprese ancora alle prese con la crisi innescata dalla pandemia. L'approdo in Consiglio dei ministri del provvedimento slitta alla prossima settimana, perché nonostante gli sforzi per accelerare sono tante ancora le questioni aperte, dal Pd che chiede di inserire un “pacchetto turismo” alle discussioni sul cuore del nuovo intervento, la nuova tornata degli indennizzi alle imprese, con la Lega che insiste per innovare il meccanismo e dare un ristoro più mirato - guardando ai costi fissi - in particolare a chi ha chiuso per le misure anti-contagio. Oltre al problema delle imprese c'è quello dei posti di lavoro, ricordano però i sindacati, in pressing sul governo per ottenere una ulteriore proroga del blocco dei licenziamenti almeno fino a ottobre quando sarà compiuta la riforma degli ammortizzatori sociali.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti