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DoBank chiude su Altamira. Addio alla licenza bancaria

di Luca Davi

1' di lettura

DoBank, il più grande gruppo specializzato nella gestione dei crediti problematici in Italia, è a un passo dalla trasformazione societaria, visto che a breve il gruppo conta di trasformarsi da banca a soggetto finanziario di servicing. Il gruppo guidato da Andrea Mangoni ha presentato formalmente alla Vigilanza la richiesta di revoca (volontaria) della licenza bancaria: la domanda è partita lo scorso giugno, quando la società specializzata nell'acquisto e recupero di crediti deteriorati ha presentato il piano industriale, e a breve si attende il disco verde. Con questa mossa, il gruppo punta ad alleggerire le richieste regolamentari e a liberare capitale per eventuali operazioni straordinarie, allineandosi peraltro ai competitor europei.

Nel frattempo prosegue il processo di integrazione con Altamira Asset management, società leader in Sud Europa nel mercato della gestione di crediti e di asset immobiliari, acquisita a fine 2018. L'operazione dovrebbe essere perfezionata entro maggio: i cantieri dei lavori tra i due gruppi sono avviati da tempo e a breve si attende l'avvio definitivo dell'operatività. Con una presenza nei mercati spagnolo, cipriota, portoghese e greco, Altamira appare complementare al business di DoBank, fortemente concentrato in Italia. La combinazione di doBank e Altamira genera il primo operatore europeo nei servizi di credit management e real estate, focalizzato sul mercato del sud Europa e caratterizzato da oltre 650 miliardi di asset non performing.

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