ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe sfide della Ue

Dobbiamo mobilitare tutte le nostre risorse per sconfiggere Putin

Dall’ultimo meeting annuale del World Economic Forum, il corso della storia è cambiato radicalmente

di George Soros

 Il Museo Grevin di Parigi ha rimosso la statua di cera di Vladimir Putin

7' di lettura

Dall’ultimo meeting annuale del World Economic Forum, il corso della storia è cambiato radicalmente. La Russia ha invaso l’Ucraina, scuotendo l’Unione europea, che era stata istituita per impedire che la guerra tornasse nel continente. Anche quando i combattimenti si fermeranno, come alla fine succederà, la situazione non tornerà mai allo status quo ante. Di fatto, l’invasione russa potrebbe rivelarsi l’inizio della terza guerra mondiale e la nostra civiltà potrebbe non sopravvivere.

L’invasione dell’Ucraina non è nata dal nulla. Il mondo è stato sempre più conflittuale negli ultimi cinque anni o poco più in una lotta tra due sistemi di governo diametralmente opposti: società aperta e società chiusa. Permettetemi di definire le differenze nel modo più semplice possibile.

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In una società aperta, il ruolo dello Stato è quello di proteggere la libertà dell’individuo; in una società chiusa, il ruolo dell’individuo è quello di servire i governanti dello Stato. Altre questioni che riguardano tutta l’umanità, dalle pandemie ai cambiamenti climatici, dalla paura di una guerra nucleare alla necessità di mantenere istituzioni globali, sono, per forza di cose, passate in secondo piano rispetto a questa lotta sistemica. Ecco perché dico che la nostra civiltà potrebbe non sopravvivere. [...]

Dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre nel 2001, abbiamo assistito a un’inversione di tendenza contro le società aperte. I regimi repressivi sono ora in ascesa e le società aperte sotto assedio. Oggi Cina e Russia rappresentano le maggiori minacce alle società aperte.

Ho riflettuto a lungo e profondamente sul perché sia avvenuto questo cambiamento. Parte della risposta va ricercata nel rapido sviluppo della tecnologia digitale, in particolare dell’intelligenza artificiale (Ia).

Tecnologia con le zanne

In teoria, l’Ia dovrebbe essere politicamente neutrale: può essere usata in modo positivo o negativo. In pratica, l’effetto è asimmetrico. L’Ia è particolarmente efficace nel produrre strumenti di controllo che aiutano i regimi repressivi e mettono in pericolo le società aperte. Il Covid-19 ha altresì contribuito a legittimare tali strumenti di controllo, perché indispensabili per affrontare la pandemia.

Il rapido sviluppo dell’Ia è andato di pari passo con l’ascesa delle Big Tech e delle piattaforme dei social media. In breve tempo, questi conglomerati sono arrivati a dominare l’economia globale, estendendosi in tutto il mondo. Questi accadimenti hanno avuto conseguenze di vasta portata. Hanno acuito il conflitto tra Cina e Stati Uniti. La Cina ha trasformato le sue piattaforme tecnologiche in campioni nazionali. Gli Stati Uniti sono stati più esitanti, perché si sono preoccupati dell’effetto di queste tecnologie sulla libertà individuale.

Questi diversi atteggiamenti gettano nuova luce sul conflitto tra i due diversi sistemi di governo. La Cina del presidente Xi Jinping, che raccoglie dati personali per sorvegliare e controllare i suoi cittadini in modo più aggressivo di qualsiasi altro Paese nella storia, potrebbe beneficiare di questa situazione. Ma, come spiegherò, non andrà così.

Accoppiata Putin-Xi

Vorrei prima passare ai recenti eventi, in particolare all’incontro tra Xi e il presidente russo Vladimir Putin il 4 febbraio alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Pechino. Hanno rilasciato una lunga dichiarazione in cui annunciavano che la cooperazione tra loro «non ha limiti». Putin ha informato Xi di una «operazione militare speciale» in Ucraina, ma non è chiaro se abbia detto a Xi che aveva in mente un’invasione su vasta scala. Esperti militari statunitensi e britannici avevano sicuramente avvertito le controparti cinesi su cosa vi fosse in serbo. Xi approvò, ma chiese a Putin di attendere la conclusione delle Olimpiadi invernali.

Da parte sua, Xi decise di organizzare le Olimpiadi nonostante la comparsa della variante Omicron altamente contagiosa, che stava iniziando a diffondersi in Cina. Gli organizzatori hanno fatto di tutto per creare una bolla ermetica per i concorrenti, e le Olimpiadi si sono concluse senza intoppi.

Ma Omicron si è diffusa, prima lo ha fatto a Shanghai, la città più grande della Cina nonché enorme hub commerciale. Ora si sta diffondendo nel resto del Paese. Eppure Xi persiste fino a oggi con la sua zero-Covid policy, che ha arrecato grandi difficoltà alla popolazione di Shanghai, costringendo i residenti in centri di quarantena improvvisati invece di consentire loro di mettersi in quarantena a casa. Gli abitanti della metropoli cinese sono stati spinti sull’orlo di una ribellione aperta.

Molte persone sono perplesse da questo approccio alla pandemia, ma vorrei darvi una spiegazione: Xi nasconde un segreto imbarazzante. Non ha mai detto al popolo cinese che è stato somministrato loro un vaccino progettato per la variante originale della malattia di Wuhan, ma che offre poca protezione contro le nuove varianti.

Xi non può permettersi di affrontare questo argomento con chiarezza, perché si trova in un momento molto delicato della sua vita politica. Il suo secondo mandato scadrà questo autunno e vuole essere nominato per un terzo mandato, fatto senza precedenti, per poi diventare sovrano a vita. Ha programmato con cura un processo che gli permetterebbe di realizzare l’ambizione della sua vita e tutto è subordinato a questo obiettivo. [...]

I disastri dei despoti

Cosa devono dimostrare i due dittatori, Putin e Xi, ora uniti in un’alleanza? Hanno molto in comune. Governano per intimidazione e, di conseguenza, commettono errori da capogiro. Putin si aspettava di essere accolto in Ucraina come liberatore; allo stesso modo, Xi si attiene a una zero-Covid policy non più sostenibile.

Sembra che Putin abbia riconosciuto il fatto di aver commesso un terribile errore quando ha invaso l’Ucraina e ora sta preparando il terreno per negoziare un cessate il fuoco. Ma un cessate il fuoco è irraggiungibile, perché non ci si può fidare di lui. Putin dovrebbe avviare negoziati di pace, cosa che non farà mai perché sarebbe come dimettersi.

La situazione è confusa. Un esperto militare che si era opposto all’invasione è stato autorizzato ad andare in un programma televisivo russo per informare il pubblico di quanto fosse grave la situazione. Più tardi, ha giurato fedeltà a Putin. È interessante notare come Xi continui a sostenere Putin, anche se non più in maniera smisurata.

Questo in parte spiega perché Xi sia destinato a fallire. Dare a Putin il permesso di lanciare un attacco senza successo contro l’Ucraina non è servito agli interessi della Cina. Anche se la Cina dovrebbe essere il partner principale nell’alleanza con la Russia, la mancanza di assertività di Xi ha permesso a Putin di usurpare quella posizione. Ma il peggior errore di Xi è stato quello di insistere con la zero-Covid policy.

I continui lockdown hanno avuto conseguenze disastrose, spingendo l’economia cinese in caduta libera da marzo. Ad aprile, l’indice della logistica autostradale nazionale, che misura il trasporto di merci su strada in tutta la Cina, era al 70% del livello di un anno fa. A Shanghai addirittura al 17 per cento. Con oltre l’80% del volume totale di merci che viaggia su strada in Cina, questi numeri indicano un quasi collasso delle spedizioni commerciali nazionali.

Inoltre, l’indice Caixin Composite Pmi, che utilizza i dati raccolti da circa 400 aziende per tracciare le tendenze degli affari del settore privato in Cina, inclusi vendite, nuovi ordini, occupazione, scorte e prezzi, è passato dai 43,9 punti di marzo a 37,2. Se il valore del Pmi è inferiore a 50, significa che l’economia sta registrando una contrazione. Il forte calo dell’attività economica della Cina è destinato ad avere conseguenze globali ma i segnali, almeno finora, sono deboli. Questi risultati negativi continueranno fino a quando Xi non invertirà la rotta, cosa che non farà mai, perché non può ammettere un errore. In aggiunta alla crisi immobiliare, il danno sarà così ingente da ripercuotersi ovunque. Con l’interruzione delle filiere, l’inflazione globale rischia di trasformarsi in depressione globale.

Minimizzare i rischi

Per l’Occidente, il dilemma nel trattare con la Russia è che più Putin diventa debole, più diventa imprevedibile. Gli Stati membri dell’Ue sentono la pressione. Si rendono conto che Putin potrebbe non aspettare che sviluppino fonti di energia alternative prima di chiudere lui stesso i rubinetti del gas, quando fa davvero male, come ha fatto con Bulgaria, Polonia e Finlandia.

Il programma REPowerEU presentato la scorsa settimana riflette questi timori. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è particolarmente ansioso a causa degli accordi speciali stipulati da Angela Merkel con la Russia. Il presidente del Consiglio Mario Draghi è più coraggioso, anche se la dipendenza dal gas dell’Italia è elevata quasi quanto quella tedesca. La coesione dell’Europa dovrà affrontare una dura prova, ma se continuerà ad agire insieme, potrà rafforzare sia la sicurezza energetica dell’Europa che la leadership sul cambiamento climatico.

E la Cina? Xi ha molti nemici. Nessuno osa attaccarlo direttamente perché controlla tutti gli strumenti di sorveglianza e repressione. Ma è risaputo che all’interno del Partito comunista il dissenso è diventato così acuto da trovare espressione in articoli che la gente comune può leggere.

Contrariamente alle aspettative, Xi potrebbe non ottenere il suo ambito terzo mandato a causa degli errori che ha commesso. Ma anche se accadesse, il Politburo potrebbe non dargli mano libera per selezionare i membri del prossimo Politburo. Ciò ridurrebbe notevolmente il suo potere e la sua influenza e renderebbe meno probabile la possibilità che diventi sovrano per tutta la vita.

Nel frattempo, mentre infuria la guerra in Ucraina, la lotta al climate change è passata in secondo piano. Eppure, gli esperti ci dicono che siamo già molto indietro e che il cambiamento è sul punto di diventare irreversibile. Potrebbe essere la fine della nostra civiltà.

Trovo questa prospettiva particolarmente spaventosa. La maggior parte di noi accetta l’idea che tutti prima o poi muoiono, ma diamo per scontato che la nostra civiltà sopravviva.

Pertanto, dobbiamo mobilitare tutte le nostre risorse per porre fine alla guerra. Il modo migliore e forse l’unico per preservare la nostra civiltà è sconfiggere Putin. Questa è la cosa più importante.

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