Il rapporto Eurydice

Docenti under 35, in Italia il 78% è ancora supplente

Pubblicato l’ultimo rapporto di Eurydice sugli “Insegnanti in Europa-Carriera, Sviluppo e benessere”. Il dato riguarda i prof delle medie.

di Eu.B.

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2' di lettura

L’Italia non è un Paese per giovani. Soprattutto quando si parla di occupazione. Se poi si tratta di lavorare nella scuola lo è ancora di meno. A ricordarcelo è l’ultimo rapporto di Eurydice sugli “Insegnanti in Europa-Carriera, Sviluppo e benessere”. Soprattutto quando rivela che, se prendiamo in esame la classe docente under 35 delle medie, da noi ha ancora un contratto a tempo determinato nel 78% dei casi, contro il 33 del resto d’Europa. In una condizione generale che vede più di un prof su due aver ormai superato i 50 anni (mentre solo il 6,4% è under 35). E, dunque, essere destinato ad andare in pensione nel giro di 15 anni. Solo la Grecia e il Portogallo fanno peggio.

Sono numeri da tenere presenti nel momento in cui ci si appresta - come il ministro Patrizio Bianchi sembra voler fare attingendo anche alle risorse del Recovery plan - a rimettere mano al reclutamento degli insegnanti. Sperando che almeno stavolta faccia rima con ringiovanimento. Nel nostro Paese, infatti, oltre che diffusa quella di precario è anche una condizione prolungata. Basti pensare che nella classe d’età successiva, 35-49 anni, ha un contratto a tempo indeterminato quasi un docente su tre. Mentre il resto del vecchio continente si attesta al 17,9 per cento.

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Domanda e offerta di insegnamento

A renderci una volta di più speciali interviene anche il fatto che siamo tra i pochi (insieme a Spagna, Grecia, Lituania e Portogallo) ad abbinare una carenza della domanda di insegnamento con un eccesso di offerta di docenti. In genere invece chi ha una non ha l’altra. Le carenze più acute riguardano le Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) e le lingue straniere. Oppure alcune aree geografiche, ad esempio il Nord.

Sistemi educativi più vulnerabili

Tutti questi discorsi, tarati sulla fase emergenziale che stiamo vivendo, assumono un rilievo addirittura maggiore. Ed è lo stesso paper di Eurydice a sottolinearlo: «Alla luce della pandemia da Covid-19 - si legge nello studio comparativo - l’età avanzata degli insegnanti aggiunge un ulteriore elemento di vulnerabilità ai sistemi educativi nel loro insieme, sia per la maggiore fragilità degli stessi, sia per la diffusa difficoltà tra gli insegnanti più anziani di gestire la didattica a distanza attraverso le nuove tecnologie». E un anno e dispari di Dad ce lo sta dimostrando con cadenza ormai quotidiana.

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