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Dodici città come non le avete mai viste

Jan Brooken racconta i luoghi con la magia degli artisti che li hanno resi celebri. Grande bellezza da Kyoto a Cagliari, da San Pietroburgo a Bologna

di Maria Luisa Colledani

(Reuters)

2' di lettura

Le città sono anime cangianti, in perpetuo cammino. Ci vive un pittore, le riempie un musicista o uno scrittore e ne prendono i suoni, le vibrazioni come racconta Jan Brokken nel suo L’anima delle città, che è anche diventato un podcast realizzato da Natasha Lusenti. Il viaggiatore olandese, esteta raffinato e orecchio attento, dopo libri culto quali Anime baltiche, si immerge nel cuore del mondo, le città. Ne vive e descrive dodici, da Amsterdam a San Pietroburgo, da Bergamo a Bologna e Cagliari, fino a Vilnius, attraverso gli artisti che le hanno scelte come casa.

Con gli occhi degli artisti

E così, quelle città, spesso lontane e pagine qualsiasi di guide turistiche, si animano, diventano casa anche per il lettore, che viene catapultato come in un sogno in cui le città cambiano volto, diventando un caleidoscopio di strade, teatri, parchi. Ogni viaggiatore ha una sua Amsterdam, una sua Parigi o una sua Kyoto. Dipende da noi, da chi incontriamo - questo ci insegna Brokken - a trovare vie laterali piene d’arte e bellezza e a scrivere perché, insegna Gabriele d’Annunzio «scrivere per me è la necessità di respirare, di sbatter le ali, di passeggiare verso luoghi sconosciuti per le strade della terra».

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Dodici città speciali

Amsterdam è stata scelta per diventare il centro spirituale dell’arte di Gustav Malher; c’è la Bologna di Giorgio Morandi che visitò in tutto solo sei città in tutta la vita per abbandonarsi lui, uomo immenso, a vasi piccoli piccoli nei quadri. A Vilnius, la Gerusalemme del Nord con le sue 476 sinagoghe e luoghi di culto ebraici, eccelle l’’arte di Ciulionis, eccellenza nella musica e nella pittura. Brokken arriva anche nella cittadina lettone di Aizpute a caccia del compositore Peteris Vasks che affermava di non aspirare «all’art pour l’art ma all’art pour l’homme» e proponeva musica che trascolora alla soglia del silenzio come la chiesetta della città.

Le luci di San Pietroburgo

Bergamo è la patria di Gaetano Donizzetti, c’è la Düsseldorf dell’artista Joseph Beuys, la Parigi proscenio dell’incontro fra Erik Satie, Picasso e Cocteau, la Cagliari scoperta dalla mamma di Calvino, Eva Mameli, e una San Pietroburgo che brilla fra ghiacci, storia e vibrazioni. Passeggiando lungo la Neva, Brokken si fa guidare dal musicista Iosif Raiskin, homo sovieticus che mai ha lasciato la madrepatria e che racconta la città attraverso le Sinfonie di Šostakóvič, suonate «in modo che le mosche in volo cadano morte». Tramortite da una bellezza alle soglie del divino.

Jan Brokken, L’anima delle città, Iperborea, pagg. 328, € 19

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