alta moda

Dolce&Gabbana a Firenze con Monica Bellucci madrina del Rinascimento

Il sindaco Nardella ringrazia Domenico Dolce e Stefano Gabbana che hanno dimostrato coraggio e fiducia nelle proprie capacità e nel futuro

di Giulia Crivelli

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Il sindaco Nardella ringrazia Domenico Dolce e Stefano Gabbana che hanno dimostrato coraggio e fiducia nelle proprie capacità e nel futuro


2' di lettura

Protagonista di molte campagne, testimonial del marchio sui red carpet del mondo e amica da molti anni di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, Monica Bellucci ha anche sfilato in diverse occasioni per Dolce&Gabbana durante le settimane della moda di Milano.

Questa volta, a Firenze, in apertura della tre giorni di eventi dedicati ad alta moda, alta sartoria e alta gioielleria della maison, Monica Bellucci era “solo” ospite. Molto speciale però: fresca del successo al festival di Spoleto di uno spettacolo in cui ha interpretato Maria Callas, l'attrice di origini umbre ha ricevuto dal sindaco di Firenze Dario Nardella le Chiavi della città ed è stata lei a dare inizio alla sfilata di alta sartoria che si è tenuta nella Sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

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Creazioni esclusive da uomo, pezzi unici indossati da cento modelli e che hanno sancito, una volta di più, il legame di Domenico Dolce e Stefano Gabbana con l'artigianalità. I due stilisti-imprenditori, appena finito il lockdown, hanno visitato laboratori e piccoli atelier di Firenze e poi selezionato 38 eccellenze, con l'aiuto di Pitti Immagine, non necessariamente legate alla fattura di abiti e accessori.

Dario Nardella ha ringraziato Dolce&Gabbana per la formula scelta: «Questa sfilata a Palazzo Vecchio è il primo evento post lockdown della moda in presenza. Con tutte le precauzioni e le distanze fisiche necessarie, ma pur sempre in presenza. Un buon auspicio in sè ma ancora di più per Firenze e le sue realtà artigianali - ha sottolineato Nardella in un breve discorso in italiano e subito dopo in un ottimo inglese -. Il titolo della sfilata, Rinascimento, non è casuale: dobbiamo mirare proprio a una rinascita, come persone, come aziende, come città. Considero Domenico Dolce e Stefano Gabbana due uomini del Rinascimento: l'esempio, il paragone è quello con i grandi fiorentini di quel particolare periodo storico, ma penso proprio a una ripresa post lockdown, che può avvenire solo mostrando il coraggio e la fiducia nelle proprie capacità e nel futuro che Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno dimostrato».

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