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Dolce&Gabbana nella Valle dei Templi, l’alta moda ispirata alle divinità dell’Antica Grecia

L’alta gioielleria è stata presentata nella vicina Palma di Montechiaro, fondata dagli antenati dell’autore del Gattopardo

di Giulia Crivelli


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5' di lettura

Un anno di preparativi, due mesi di lavori e uno per dare i ritocchi finali: centinaia di clienti dell'alta moda, alta sartoria e alta gioielleria di Dolce&Gabbana arrivati da tutto il mondo ad Agrigento e dintorni. Quattro eventi per quattro giorni ai quali hanno lavorato duemila persone, un quarto delle quali arrivate dalla sede Dolce&Gabbana di Milano: il clou è stato ieri sera, con la sfilata, nel Tempio della Concordia, di 125 abiti da donna, creazioni uniche che richiedono giorni di lavoro manuale e possono arrivare a costare come un appartamento a New York.

L’alta gioielleria di Dolce&Gabbana sfila nella Valle dei templi

L’alta gioielleria di Dolce&Gabbana sfila nella Valle dei templi

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La visione di Domenico Dolce e Stefano Gabbana dell’alta moda
“Avremmo bisogno di ore per descrivere con precisione il tipo di lavorazioni utilizzate per ogni capo, i diversi materiali utilizzati, la maggior parte dei quali preziosi e il lavoro di squadra fatto con gli artigiani, i fornitori di tessuti e di accessori - raccontando Domenico Dolce e Stefano Gabbana -. Vorremmo andare oltre: l'alta moda è prima di tutto questo, lavorazioni e materiali eccezionali, usarli è una conditio sine qua non. Altrimenti parliamo d'altro, di prêt-à-porter per esempio. L’alta moda per noi due, l’alta moda Dolce&Gabbana, è un’esperienza. Quest'anno è la Sicilia: quattro giorni di full immersion in una terra, una cultura, un modo di vivere e sentire”.

L’eccezionalità del luogo, oltre che degli abiti
È la prima volta che il parco archeologico della Valle dei Templi, il più esteso e antico al mondo, nonché sito greco più grande e importante al di fuori della Grecia e patrimonio Unesco dell'umanità, concede i permessi per un evento all'interno del Tempio della Concordia, che risale al 430 a.C., attrazione principale del parco nonché meglio conservato tempio d'Europa dopo il Theseion di Atene: nessuna delle modelle ha toccato il terreno - nessuno può farlo perché si tratta di suolo sacro - ma la passerella leggermente sopraelevata allestita da Dolce&Gabbana per la sfilata di ieri sera resterà a disposizione dei turisti che entreranno nel parco nel prossimo mese e mezzo. “È sempre stato una sogno sfilare qui e in particolare nel Tempio della Concordia, un sogno inconfessato e inconfessabile per molti anni. Da due invece abbiamo lavorato a questo progetto ed è una soddisfazione enorme sapere che un'attrazione normalmente transennata per un mese e mezzo sarà disponibile a tutti i turisti e ai siciliani che avranno la fortuna di trovarsi qui”, spiega Domenico Dolce, originario di Polizzi Generosa, piccolo paese delle vicine Madonie. “Non sono siciliano ma negli anni e grazie a Domenico ho imparato a conoscere questa terra incredibile e me ne sono innamorato - aggiunge Stefano Gabbana, nato e cresciuto in Lombardia -. Ho condiviso il sogno di Domenico e anche per me è un'esperienza della vita che segna un “prima” e un “dopo”. Le emozioni che abbiamo provato qui e che speriamo di a ber fatto provare a chi ha assistito allo show vanno oltre le parole. E oltre l'alta moda in sé. O meglio: per noi, come dicevamo, l'alta moda è questo: emozioni fatte dagli abiti e da tutto quello che mostriamo e facciamo provare presentandoli”.

L'alta moda di Dolce&Gabbana sfilano nella valle dei templi

L'alta moda di Dolce&Gabbana sfilano nella valle dei templi

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Le polemiche morte sul nascere
E vero, per un giorno alcune zone della Valle, come il tempio della concordia e quello di Giunone, dove c'è stata la cena, sono state chiuse ai turisti e, come sempre accade, il preavviso è stato scarso e qualcuno si è risentito. Ma il bilancio di questi quattro giorni voluti da Domenico Dolce e Stefano Gabbana per Agrigento e la Sicilia è ampiamente positivo. Una sorta di micro Expo, che potrebbe essere un volano, un nuovo inizio, per il turismo della zona, come avevano detto giovedì Giocchino Lanza Tomasi, erede dell'autore del Gattopardo, e il sindaco di Palma di Montechiaro, che ha ospitato la serata dedicata all'alta gioielleria proprio nel paese che ispirò il famoso romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e che era stato fondato, nel 1637, proprio dagli antenati dello scrittore, che poi mascherò il nome del paese in Donnafugata.

Il Gattopardo come metafora e ispirazione
Pubblicato postumo nel 1957, il Gattopardo - da allora long seller di Feltrinelli - è considerato uno dei più importanti romanzi europei del XX secolo ed è una magnifica rappresentazione dei profondi mutamenti avvenuti in Sicilia prima e dopo gli avvenimenti che portarono all'unità d'Italia. Il film di Visconti del 1963, con Burt Lancaster nel ruolo del principe protagonista del romanzo, Claudia Cardinale in quello della figlia e Alain Delon - forse mai così bello e affascinante - in quello del promesso sposo, è stato di recente restaurato e nelle scene più “fastose” ha un legame con le atmosfere delle collezioni Dolce&Gabbana presentate in questi giorni in Sicilia.

Una serata speciale
In occasione della serata dedicata all'alta gioielleria, Sylvia Mantella - filantropa canadese, cliente e amica personale di Domenico Dolce e Stefano Gabbana – ha donato un abito di alta moda che possedeva e aveva indossato per un evento organizzato da Dolce&Gabbana a New York (è proprio l'abito Gattopardo, dedicato al romanzo di Tomasi di Lampedusa) alla principessa Carine Vanni Mantegna di Gangi, attuale proprietaria di Palazzo Gangi, che si trova a Palermo e dove fu girata la scena finale del Gattopardo, considerato il capolavoro di Luchino Visconti e tratto ovviamente dal romanzo. Nel contesto dell'evento dell'alta gioielleria, con la presentazione di gioielli dal valore compreso tra 150mila e 5 milioni di euro, Dolce&Gabbana ha fatto una donazione al Comune per il restauro del Palazzo Ducale Tomasi di Lampedusa al quale resteranno, in maniera permanente, parte degli allestimenti e dei decori realizzati per gli eventi. Dolce&Gabbana ha sviluppato e donato un progetto di floral design per la riqualificazione dei giardini della Villa Comunale e di via Turati, che attraversa il centro storico di Palma di Montechiaro, un paese da quasi 26mila abitanti. Dolce&Gabbana ha inoltre sviluppato una partnership con Piante Faro, vivaio di Catania famoso nel mondo. Last but not least, gli ospiti sono stati accolti dalla performance del Coro delle voci bianche (composto da 50 bambini) del Teatro Pirandello di Agrigento. Luigi Pirandello (1867-1936) è uno dei più grandi scrittori siciliani, nonché premio Nobel, e nacque proprio nella zona, in un sobborgo di Agrigento dove è possibile visitare la sua casa-museo.

Il significato degli eventi
Lo abbiamo detto, le creazioni di alta gioielleria e alta moda sono destinate a poche persone. Ma molto resterà, ad Agrigento e dintorni, di questi quattro giorni organizzati da Dolce&Gabbana. Quattro giorni di alberghi e ristoranti pieni, centinaia di ospiti dal mondo e 2mila persone impegnate localmente per rendere unica ogni serata. Come ha detto il giovane sindaco di Palma di Montechiaro e Gioacchino Lanza Tomasi, erede dell'autore del Gattopardo, può essere “un nuovo inizio”. Non si tratta solo di fungere da richiamo turistico, anche se questo ovviamente non guasta. Per l'eccezionalità del luogo, parliamo della Valle dei Templi, i turisti dovrebbero essere molto più numerosi. La parte più importante è forse l’iniezione di fiducia che eventi come questi danno agli abitanti della Sicilia: “Questa terra ha potenzialità incredibili, nel turismo ma anche nell'agricoltura e nel settore eno-gastronomico - hanno ricordato Domenico Dolce e Stefano Gabbana -. Manca però un po' di fiducia, la convinzione che le cose si possono fare, nonostante tutto e tutti. Speriamo di aver lasciato questo: un motivo per fare squadra, per unire le forze e far conoscere la Sicilia al mondo nei suoi aspetti positivi. La cultura, la storia, certo, ma soprattutto l'umanità, la profondità dei sentimenti e delle passioni, che sono le stesse che animano noi e le nostre collezioni”.

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