Sport & turismo

Dolomiti, Anterselva in vetrina con i Mondiali di Biathlon

Per la sesta volta il piccolo comune altoatesino si prepara ad ospitare la kermesse internazionale a febbraio 2020, preludio delle gare delle Olimpiadi invernali del 2026

di Marco Bellinazzo


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Le gare di Biathlon ad Anterselva hanno come teatro l’Arena Alto Adige, stadio attivo dal 1971 e ristrutturato dal 2007 con costi totali di circa 10 milioni

4' di lettura

Dominik Windisch e Dorothea Wierer hanno due cose in comune: entrambi sono campioni del mondo in carica di biathlon, avendo trionfato nei campionati svolti a Östersund, in Svezia, lo scorso mese di marzo; tutti e due sono nati, a un anno di distanza, rispettivamente nel 1989 e nel 1990, a Rasun-Anterselva, un piccolo comune montano di circa tremila abitanti in provincia di Bolzano. I due azzurri sono cresciuti a due chilometri di distanza e si sono formati sulle piste di quella che ormai, nel panorama degli sport della neve, è riconosciuta come la capitale alpina del biathlon: Anterselva.

La località altoatesina da anni ospita la Coppa del Mondo di specialità e dal 13 al 23 febbraio 2020 sarà - per la sesta volta - la sede dei campionati mondiali, preludio dell’appuntamento olimpico del 2026. Nell’ambito dei Giochi invernali assegnati a Milano e Cortina, infatti Anterselva sarà il palcoscenico delle gare di biathlon. E sarà anche la prima volta nella storia dello sport che le competizioni olimpiche si svolgeranno sul territorio altoatesino.

Südtirol Arena
Le competizioni internazionali hanno come teatro l’Arena Alto Adige, stadio attivo dagli anni Settanta e ristrutturato in occasione dei mondiali del 2007 con una spesa di circa dieci milioni di euro, affrontata con il contributo di Regione, Provincia e Comune. In particolare, sfruttando l’appuntamento iridato sono state ammodernate le tribune e sono stati rimessi a nuovo la sala stampa, i parcheggi e le strutture di sicurezza, indispensabili per gestire la marea che di solito si riversa ad Anterselva per seguire le gare, sia nello stadio (che conta 14.500 posti a sedere) che lungo la pista (6.500 persone).

L’impegno per assicurare lo spettacolo della Coppa del mondo è costante da parte degli organizzatori e ogni anno vengono investiti oltre 10omila euro per il servizio navetta, 200mila per il soggiorno di atleti e giudici, 250mila per la preparazione della pista e della neve, 380mila per il noleggio degli impianti temporanei, 200mila per il vitto degli oltre mille volontari e altri 600mila per la promozione, le assicurazioni e gli stipendi delle 20 persone che lavorano stabilmente all’evento.

La tappa di Coppa del mondo di biathlon di Anterselva (tradizionalmente in calendario alla fine di gennaio) raduna complessivamente più di 60mila spettatori (il biglietto medio costa 25 euro) e produce oltre due milioni di euro di fatturato.

La competizione è un volano per il turismo sportivo della regione (prova ne sia il fatto che durante i quattro giorni delle prove è difficile trovare una camera libera in tutta la valle, da Bressanone fino a San Candido). La maggior parte del pubblico arriva dalla Germania e dai paesi scandinavi che hanno una maggiore attenzione per questa disciplina invernale. In media gli organizzatori calcolano che ogni spettatore spende 200 euro al giorno tra biglietto, cibo, alloggio e bevande. Oltre alla biglietteria per la tappa di Coppa del mondo Anterselva riceve circa 125mila euro per i diritti tv versati dalla Federazione internazionale (Ibu), che però vengono girati quasi in toto alla Fisi, la Federazione italiana degli sport invernali.

Le vittorie degli Azzurri
Il successo crescente dell’evento altoatesino, come ha ricordato in diverse occasioni Lorenz Leitgeb, presidente del Comitato Organizzatore di Anterselva 2020, ha anche beneficiato dei positivi risultati ottenuti dalla nazionale italiana in questi anni. Successi che hanno facilitato lo sviluppo di tutto il movimento e ai quali hanno dato un notevole contributo proprio gli atleti originari di Anterselva.

Non a caso Leitgeb ha annunciato l’ntitolazione della sala stampa della Sudtirol Arena a Paul Zingerle, l’albergatore “visionario” che oltre cinquant’anni fa ebbe l’intuizione di trapiantare il biathlon ad Anterselva.

Zingerle, infatti, dopo aver incontrato per caso all’inizio degli anni ’70 l’allora c.t. della Nazionale, il tenente colonnello Battista Mismetti, già azzurro nel fondo ai Giochi di Cortina 1956, si entusiasmò per lo «scia e spara» e lo persuase a scegliere la sua valle, fuori dalle rotte turistiche più alla moda, per gli allenamenti degli azzurri. in seguito, convinse i concittadini a investire sulle strutture, sul poligono e le piste, creando le condizioni ideali per preparare i futuri campioni. Non è quindi solo una coincidenza se da allora, in questi 15 chilometri di valle, sono nati quasi tutti i più forti specialisti italiani, a cominciare da Johann Passler, prima medaglia italiana a cinque cerchi e Wilfried Pallhuber (5 ori mondiali). La percentuale pro capite di medaglie nel comune è impressionante. E il biathlon è diventato lo sport di riferimento per i ragazzi e le ragazze di tutta la vallata.

Non solo biathlon
Se lo sci di fondo associato al tiro di precisione con la carabina, le due attività integrate nelle gare di biathlon, costituisce il fiore all’occhiello di Anterselva e l’ha resa famosa tra gli appassionati di tutto il mondo, la vocazione sportiva del territorio che si stende dal paese di Valdaora lungo la vallata fino a quota 1.650, dove splende l’omonimo lago, è molto più ampia. E fa di Anterselva una meta turistica di eccellenza nel panorama delle Dolomiti.

Tra gli itinerari più gettonati c’è, ad esempio, la pista da fondo al Passo delle Erbe, ad oltre 2.000 metri di altezza, che si snoda ai piedi del massiccio Pütia. Per i più navigati e per i meno esperti è possibile percorrere con sci di fondo e ciaspole la pista preparata ogni mattina. C’è da dire che attraverso tutta la valle, nel parco naturale delle Vedrette di Ries-Aurina, da Rasun di Sotto al Lago di Anterselva, si dipanano oltre 60 chilometri di piste da fondo, molte adatte anche ai principianti (dal piano valle ai Campi di Rasun di Sotto, dal circuito biotopo al circuito lago). Infine, se la Val Pusteria è la roccaforte dello slittino dell’Alto Adige, anche la Valle Anterselva offre alcune splendide piste adatte soprattutto a famiglie con bambini.

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