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Dolomiti Superski, inverno 2022-2023 con aumenti del 10%

L’abbonamento giornaliero in alta stagione rincara passando da 67 a 74 euro

di Enrico Netti

Al via i rincari al Dolomite Superski

3' di lettura

Il caro bollette spinge all’insù i prezzi degli skipass del Dolomiti Superski, il più grande comprensorio sciistico italiano.

Per la prossima stagione invernale i prezzi vedono un aumento medio di circa il 10%, in linea con l’inflazione attesa, mentre si arriva al 20% e più nel confronto con la stagione 2019-2020. Così il giornaliero in alta stagione – per le settimane tra Natale, Capodanno, febbraio e marzo – arriva a costare 74 euro contro i 67 dell’anno 2021-2022 e i 62 euro del 2019-2020. Per il settimanale per 6 giorni, nello stesso periodo, si spenderanno 373 euro contro i 313 del 2019-2020 (+19%). Più contenuti gli aumenti dello stagionale per un adulto che lo acquista dopo Natale spendendo 950 euro: 60 euro in più rispetto alla stagione 2019-2020.

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Il sito del consorzio ha in evidenza una nota: «I prezzi potranno subire variazioni in caso di interventi di ordine fiscale, valutario, economico o sociale». È la conseguenza dei record dei prezzi del gas al megawattora registrati ad Amsterdam.

Proprio sui costi dell’energia ieri Massimo Garavaglia, ministro del Turismo uscente, ha rilanciato l’allarme. «Il buon andamento della stagione turistica rischia di essere vanificato dall’aumento dei costi dell’energia. Credo sia estremamente urgente un intervento per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi energetici sui bilanci degli operatori del turismo. Mi auguro che una decisione in tal senso possa arrivare in un prossimo consiglio dei Ministri». Garavaglia ha intenzione di proporre una soluzione che prevede per le imprese turistiche-termali e della ristorazione un credito d’imposta sull’incremento dei costi dell’energia.

Rispetto al passato questa è la prima volta in cui le tariffe vengono pubblicate alla fine di agosto, mentre di solito venivano messe a disposizione dei tour operator e online ai primi di luglio.

«Siamo nel pieno – sottolinea Marco Pappalardo, direttore marketing di Dolomiti Superski – di un ciclo di turbolenze scandite dall’inflazione, dai corsi delle materie prime e delle bollette energetiche. Il Consorzio ha messo a punto la propria offerta per una stagione che inizierà alla fine di novembre e chiuderà ad aprile quando termina la stagione». Un percorso ad ostacoli perché nessuno può sapere i prezzi dell’energia il 24 dicembre o il 15 febbraio. «Per questo ci siamo riservati l’opportunità di rivedere i costi dei pass», ricorda il direttore marketing di Dolomiti Superski.

Nelle diverse riunioni con gli imprenditori degli impianti di risalita sono state preparate molte analisi economiche e ipotesi di listino, condivise anche con gli albergatori, e in seno al Consorzio non è mai stato così difficile e faticoso arrivare a definire il costo dello skipass. Ad aprile si parlava di un +6%, a maggio +8% per arrivare al +10% in funzione della congiuntura internazionale e le possibili reazioni della clientela. Aumento in parte mitigato dallo sconto (-5%) offerto a chi acquista online i pass. Da parte loro le aziende dell’ospitalità pensano ad aumenti del soggiorno tra il 10 e il 20%. Anche i tour operator applicheranno gli stessi rincari.

«Siamo – sottolinea Valeria Ghezzi, presidente Anef, l’associazione nazionale degli esercenti funiviari – di fronte alla stagione più difficile di sempre tra i costi dell’energia, il problema dell’acqua necessaria per produrre la neve programmata e la guerra che ostacola gli arrivi dall’Est Europa. Mai come quest’anno siamo di fronte ad enormi incognite. Al Governo chiediamo aiuti immediati per affrontare i costi energetici che sono cresciuti di 6-7 volte nell’arco di un anno. Servono la defiscalizzazione e crediti d’imposta per quei mesi, da novembre a marzo, in cui si consuma più energia per preparare e innevare le piste». C’è poi il tema del costo del lavoro. Il nuovo contratto nazionale ha portato a un aumento di cento euro diluiti in tre anni. «Qui servirà un intervento sul cuneo fiscale» conclude la presidente Ghezzi.

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