INTERCETTATA CONVERSAZIONE TELEFONICA

«Domani andrò in Paradiso». Allarme terrorismo a Roma, ricercato un siriano

La Questura di Roma ha inviato a tutti i reparti una «segnalazione urgentissima di rintraccio» di un soggetto con due diverse identità, alla quale è allegata una foto


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(foto Agf)

1' di lettura

Una frase pronunciata in arabo da un siriano di 27 anni in una conversazione telefonica («Domani sarò in Paradiso») ha fatto scattare ieri sera l’allarme sicurezza a Roma. L’uomo risulta ricercato dalle forze di polizia dopo che il suo nome è stato segnalato da un’intelligence straniera, nell’ambito degli scambi di informazioni tra paesi alleati, alle autorità di sicurezza italiane.

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L’allerta, come ha anticipato il Corriere della Sera, è stata diramata dalla Questura di Roma nella giornata di ieri, ma è già rientrata: gli accertamenti svolti dall’Antiterrorismo della Polizia, secondo quanto si apprende da fonti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, avrebbero consentito di escludere che il siriano sia in Italia.

Dopo la segnalazione degli 007 - una delle tante che quotidianamente vengono vagliate dalle forze di polizia per trovare riscontri e che settimanalmente finiscono sul tavolo del Casa, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, per un’analisi più approfondita - la Questura di Roma ha inviato a tutti i reparti una «segnalazione urgentissima
di rintraccio» di un soggetto con due diverse identità, alla quale è allegata una foto.

«Da accertamenti fatti nell’immediatezza è emerso che lo stesso si è registrato nel social network Facebook» con una delle due identità. «In caso di rintraccio del soggetto» la Questura invita gli agenti a «prestare la massima attenzione e procedere al controllo» contattando immediatamente la Digos.

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