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Amministrative, domenica i ballottaggi. Niente apparentamenti nel centrodestra

Tornano al voto 13 capoluoghi. A Verona e in molti altri comuni Fdi, Lega e Fi non formalizzano il sostegno al candidato di centrodestra

di Mariolina Sesto

Ballottaggi, l'appello di Salvini agli alleati di coalizione: "Dove il centrodestra è unito si vince"

3' di lettura

Scaduti i termini per gli apparentamenti si apre l’ultima settimana di campagna elettorale in vista dei ballottaggi del 26 giugno che decideranno la corsa a sindaco in 13 capoluoghi. Una partita che in alcune città si gioca sul filo dei voti e in cui potranno essere determinati anche le preferenze degli elettori di liste che non hanno formalizzato il sostengo ad un candidato.

La partita di Verona: 8mila voti tra Tommasi e Sboarina

La partita più attesa è quella di Verona dove il risultato finale potrebbe aprire una nuova fase di tensione fra Matteo Salvini e Giorgia Meloni che si intestano la leadership del centrodestra. Il 19 giugno è arrivata la conferma che alla sfida tra il candidato del centrosinistra Damiano Tommasi, che al primo turno ha ottenuto il 39,8 dei voti, e Federico Sboarina fermatosi al 32,7%, si arriverà senza apparentamenti. Un testa a testa in cui il distacco è di ottomila voti. Nessuno dei due candidati ha trasmesso in Comune l’iscrizione di nuove liste a sostegno rispetto a quelle del primo turno: 6 per Tommasi (tra cui il Pd), 6 per Sboarina (tra cui Fdi e Lega). Il tentativo di andare ad un apparentamento formale tra Sboarina e Tosi è naufragato dopo l’ultimo rifiuto opposto dal candidato di Fratelli d’Italia.

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A Lucca è polemica per il sostegno di Casapound al centrodestra

Nel campo del centrodestra gli occhi sono puntati anche su Lucca, dove il sostegno di Casapound e negazionisti al candidato del centrodestra Marco Pardini, chiamato a recuperare lo svantaggio di nove punti sul dem, Francesco Raspini, sta provocando reazioni e prese di posizione clamorose. Elio Vito, esponente di Forza Italia, ha deciso di lasciare il partito rassegnando le dimissioni anche da parlamentare in polemica per l’ok azzurro al movimento di estrema destra. “Una cosa molto grave - afferma Vito in una lettera inviata al presidente della Camera -. L’antifascismo è un valore costitutivo la Repubblica rispetto al quale non vi può essere alcuna deroga”. E poichè il candidato di Azione aveva dato l’indicazione di apparentarsi con il centrodestra è intervenuto Carlo Calenda per dissociarsi. A Carrara inoltre Italia viva si è apparentata con il candidato di centrodestra.

Ad Alessandtria Calenda ago della bilancia

Altra sfida serrata quella di Alessandria tra il sindaco uscente Gianfranco Cuttica di Revigliasco, centrodestra, e il candidato di centrosinistra Giorgio Abonante, che al primo turno hanno portato a casa rispettivamente il 40,24% e il 42,04% dei voti. Ago della bilancia potrebbero diventare i voti di Giovanni Barosini (Azione con Calenda e 3 Civiche) arrivato terzo allo spoglio con il 14,64% delle preferenze.

A Cuneo M5s rifiuta di apparentarsi con il Pd

In Piemonte si vota anche a Cuneo dove Patrizia Manassero del centrosinistra (46,99%) è in netto vantaggio su Franco Civallero che ha ottenuto il 19,84%. Anche qui nessun apparentamento con gli altri cinque candidati esclusi dal ballottaggio che hanno infatti lasciato libertà di voto ai loro sostenitori. Anche M5S ha rifiutato di apparentarsi alla candidata di centrosinistra.

A Piacenza e Viterbo sfida tra donne

Tra i tredici capoluoghi che vanno al voto solo in due città la sfida sarà esclusivamente tra donne. A Piacenza tra l’ex assessore di centrosinistra Katia Tarasconi che il 12 giugno ha raggiunto il 39,93% e Patrizia Barbieri del centrodestra che ha ottenuto il 37,72%. A Viterbo Chiara Frontini (33,08%), si contende la poltrona di sindaca con Alessandra Troncarelli del centrosinistra (27,90%).

A Frosinone Azione appoggia il centrodestra

Infine a Frosinone Mauro Vicano, già candidato di Azione con cui ha ottenuto il 4,56%, insieme alle altre liste della coalizione che lo avevano sostenuto, appoggerà al ballottaggio Riccardo Mastrangeli, candidato del centrodestra che al primo turno ha ottenuto il 49,26% mentre il candidato del centrosinistra, Domenico Marzi ha raggiunto il 39,13%. Una scelta quella della Federazione provinciale di Azione che ha dato libertà di voto, criticata dal responsabile Regioni e Enti locali della Segreteria nazionale del Pd, Francesco Boccia che chiede: ’ma Azione a Frosinone sta con Lega e Fdi?’.

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