elezioni suppletive

Si vota a Napoli, corsa a cinque per un seggio al Senato

Alle urne, aperte dalle 7 alle 23, sono attesi in totale 357.299 cittadini di cui 166.234 maschi e 191.065 femmine. Test sensibile per le regionali di primavera

di Nicola Barone


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(Ansa)

2' di lettura

Dalle incursioni in campagna elettorale di Matteo Salvini al laboratorio di future intese locali, sul fronte opposto, cui non fa mistero di guardare con speranza Luigi de Magistris ormai quasi a fine mandato. È un voto che mostra sullo sfondo la partita ben più sensibile delle prossime Regionali, quello di domenica a Napoli per le suppletive del Senato nel c ollegio uninominale 7 in Campania. Alle urne, aperte dalle 7 alle 23 di domenica 23 febbraio, sono attesi in totale 357.299 cittadini di cui 166.234 maschi e 191.065 femmine.

Chi corre per vincere
I candidati in lizza sono Sandro Ruotolo, giornalista, per la lista “Napoli con Ruotolo”, sostenuta da Pd, Leu, DemA e Italia Viva; Luigi Napolitano, ex compagno universitario di Luigi Di Maio, per il M5S; Salvatore Guangi, sostenuto da FI, Lega e FdI; Giuseppe Aragno di Potere al Popolo e Riccardo Guarino di Rinascimento Partenopeo. Ammontano a 444 su 883 le sezioni cittadine interessate. Le zone territoriali per la consultazione sono Arenella, Barra, Miano, Piscinola-Marianella, Poggioreale, Ponticelli, San Carlo, San Giovanni a Teduccio, San Pietro a Patierno, Scampia, Secondigliano, Vicaria e Vomero.

Gli schieramenti
Sono intervenute le Parlamentarie su Rousseau per schierare Napolitano, ingegnere, già cimentatosi alle Europee dello scorso anno e ora in campo per provare a conservare il seggio lasciato vacante da Franco Ortolani (M5S). Suo avversario diretto è Sandro Ruotolo, giornalista d'inchiesta, che dopo otto anni ha riunito nel medesimo cartello il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e i democratici (con loro in coalizione anche Articolo 1 e Sinistra Italiana). Per il centrodestra, Forza Italia ha confermato Salvatore Guangi, giunto secondo nel 2018 nella sfida a Ortolani, e che avrà il sostegno anche di Carroccio e Fratelli d'Italia che avevano lasciato al partito di Berlusconi la scelta su Napoli. Arma forte del vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli un riconosciuto radicamento sul territorio e
nella stessa coalizione.

M5S e Pd distanti sul governatore (ma si discute)
Più in generale, di un metodo che se vincente può essere seguìto altrove ha parlato fiduciosamente il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «Con Sandro Ruotolo si è lavorato per unire e non per dividere individuando una candidatura che non divide, perché Ruotolo parla anche a elettori del M5S e non solo». In vista della primavera, tra molte asperità sul terreno, Pd e M5S provano ad avvicinarsi per una possibile alleanza che, malgrado gli sforzi concentrici, non è proprio alla portata. Un primo passaggio è arrivato in settimana dalla conferma del governatore in carica Vincenzo De Luca, da parte del Pd, mentre i pentastellati hanno indicato per quel ruolo il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Con la premessa, lasciata intendere abbondantemente da entrambe le parti, che si tratta solo di un punto di inizio e non certo di arrivo. Come ha fatto sottilmente intendere Vincenzo Spadafora, esponente pentastellato di primo piano nel governo, auspicando l’ allargamento della coalizione, questo grazie a una candidatura che «spero sia colta nella sua portata da tutte le formazioni civiche e politiche che ne hanno potuto apprezzare l'operato».

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