ristorazione

Domino’s Pizza cresce in Italia e punta sui prodotti di qualità Dop e Igp

Grazie alla forza di take-away e delivery, nuove aperture già nel 2020 e business in tenuta per la catena americana, che ora punta su una nuova linea di «pizze d’autore»

di Emiliano Sgambato

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Grazie alla forza di take-away e delivery, nuove aperture già nel 2020 e business in tenuta per la catena americana, che ora punta su una nuova linea di «pizze d’autore»


3' di lettura

Domino’s Pizza – il gigante nato in Michigan con oltre 17mila punti vendita in più di 90 Paesi e un fatturato annuo di 14,3 miliardi di dollari (circa 12 miliardi di euro) – per allargare la sua strategia di crescita in Italia punta sull’agroalimentare di qualità con l’utilizzo di prodotti Dop e Igp per la sua nuova proposta di “Ricette d’Autore”.

Modello di business in crescita

La catena, che ha resistito bene all’effetto Covid grazie alla sua forza nel take-away e nel delivery – tra l’altro è stata tra le prime a introdurre la consegna “conctactless” – ha annunciato che già nel 2020 aprirà altre 8 pizzerie, che si vanno ad aggiungere alle 27 già operative soprattutto nel Nord Italia.

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La scelta di partire dal Nord – la catena è presente in Italia da 5 anni – è stata una questione soprattutto logistica, spiegano da Epizza Spa, azienda italiana titolare del contratto di master franchising per il nostro Paese, ma è prevista l’espansione in altre zone d’Italia. Tra le più importanti nuove aperture già programmate è presente ad esempio quella di Roma.

«Molte altre inaugurazioni seguiranno nel 2021 e negli anni a venire – dice Alessandro Lazzaroni, ad di Domino’s Pizza in Italia –. Lo sviluppo sarà rapido anche grazie al modello che noi chiamiamo “plug&play”, con cui ci vogliono poche settimane per aprire un punto vendita in franchising. L’accelerazione arriva anche grazie alla nostra specializzazione nella consegna a domicilio e alla forza della nostra piattaforma di e-commerce, che raccoglie il 60-70% degli ordini. Basti pensare che quello di Domino's Pizza è tra i primi dieci siti al mondo per transazioni di acquisti online».

Un modello di business che ha permesso di mettersi al riparo da brutte sorprese anche durante il lockdown. «Ognuno dei nostri ristoranti in Italia ha un giro d’affari di almeno 500mila euro al netto dell’Iva e un conto economico che crea valore. Nel primo semestre – spiega Lazzaroni – siamo riusciti a mantenere lo stesso livello di vendite del 2019. Se da un lato i clienti hanno diminuito il numero di acquisti per le difficoltà economiche o solo per i timori legati all'incertezza per il futuro, dall’altro lato sono aumentati il numero di ordini con consegna a domicilio e anche il numero di persone presenti in casa: questi due fattori hanno portato ad un aumento di numero di item in scontrino e quindi il ticket medio».

Le nuove pizze gourmet

E ora per crescere in casa di chi la pizza l’ha inventata e esportata in tutto il mondo si valorizza proprio il Made in Italy. «È una conferma della nostra volontà di continuare a puntare su prodotti di altissima qualità – commenta Lazzaroni – e di far gustare ai nostri clienti pizze preparate con ingredienti freschi Igp e Dop. Siamo senz’altro un’azienda dal sapore internazionale, ma conosciamo bene anche i gusti dei nostri clienti italiani. Per questo motivo abbiamo voluto creare ricette che unissero qualità regionale ed eccellenza alla velocità e affidabilità del servizio anche in delivery».

“Emiliana”, “Dolomitica” e “Mantovana” sono i nomi delle nuove pizze che nascono dalla collaborazione con lo chef Marco Valletta. Domino's Pizza acquisterà 130 tonnellate all'anno di materia prima solo per gli ingredienti principali (farina, pomodoro e mozzarella).

I prodotti scelti da Domino's Pizza sono il Fior di latte della tradizione campana, i Datterini gialli e rossi della Piana del Sele, il Prosciutto Crudo di Parma Dop, il Parmigiano Reggiano Dop, il Radicchio di Treviso e Chioggia Igp, il Gorgonzola Dop, lo Speck del Trentino-Alto Adige Igp, la Crema di zucca mantovana, la Pancetta Piacentina Dop, il Pecorino Romano Dop.

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