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Donald Trump per dieci anni ha pagato zero imposte sul reddito

Le rivelazioni del New York Times che ha avuto accesso ai suoi dati fiscali. Nei primi due anni alla Casa Bianca ha pagato appena 750 dollari di tasse

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

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Le rivelazioni del New York Times che ha avuto accesso ai suoi dati fiscali. Nei primi due anni alla Casa Bianca ha pagato appena 750 dollari di tasse


3' di lettura

NEW YORK - Donald Trump ha pagato appena 750 dollari di imposte sul reddito federali nel 2016 e nel 2017, i primi due anni della sua presidenza. E per almeno dieci degli ultimi 15 anni ha pagato zero tasse, grazie alle perdite riportate nelle dichiarazioni fiscali della sua fondazione, la Trump Organization. Lo scoop del New York Times, che ha consultato i dati delle dichiarazioni fiscali presentate all'Internal Revenue Service (Irs), l'agenzia fiscale americana, rovina la festa al presidente repubblicano il giorno dopo la controversa nomina della giudice Amy Coney Barrett alla Corte Suprema, avvenuta prima ancora della sepoltura della giudice defunta Ruth Ginsburg, e alla vigilia del primo dei tre duelli televisivi con il candidato democratico Joe Biden, martedì sera.

Secondo il New York Times, Trump è riuscito a non pagare tasse in dieci degli ultimi quindici anni «perché ha dichiarato di aver perso più denaro di quello che ha guadagnato». Secondo l’inchiesta, attualmente le finanze personali del presidente americano sarebbero sotto stress, con centinaia di milioni di dollari di debiti accumulati che ha personalmente garantito e che sono legati in gran parte alla gestione della Trump Organization, l'impero di famiglia. Il presidente sarebbe personalmente responsabile di 421 milioni di dollari di debiti che sarebbero da rimborsare alle banche entro quattro anni.

Trump: sono fake news
Trump in una conferenza stampa ha liquidato le rivelazioni del New York Times come «assolute fake news». I suoi legali hanno definito l'articolo «inaccurato». A differenza di quanto avvenuto negli ultimi quarant'anni con tutti i precedenti presidenti americani, Trump si è sempre rifiutato di rendere pubblici i dati delle sue dichiarazioni dei redditi, con il pretesto che non può rivelarli perché è in corso un contenzioso con l'Irs. Audit che in ogni caso non impedisce a Trump di rendere pubbliche le sue dichiarazioni.
Secondo l'inchiesta giornalistica Trump ha ottenuto un rimborso fiscale dall'Irs di circa 73 milioni di dollari, per le dichiarazioni dei redditi dal 2005 al 2008. Un rimborso fiscale che si sospetta Trump abbia richiesto e ottenuto gonfiando le perdite. Un contenzioso che se dovesse vedere Trump perdente potrebbe costargli oltre 100 milioni di dollari, che si aggiungono ai 421 milioni di debiti.

Nyt: cittadini devono sapere
Il direttore esecutivo del New York Times Dean Baquet ha spiegato così la decisione di pubblicare le carte: «Crediamo che i cittadini debbano sapere il più possibile dei loro leader e dei rappresentanti e anche le loro finanze. Trump, uno dei presidenti più ricchi della storia, ha rotto questa tradizione».
L'inchiesta ha rilevato che mentre Trump dichiarava perdite continuava però a mantenere uno stile di vita lussuoso, deducendo gran parte delle sue spese personali come spese a carico delle sue aziende e riducendo così ulteriormente le imposte, o dichiarando come spese aziendali gli investimenti sulle proprietà immobiliari o i viaggi personali con l'aereo privato. Dalle dichiarazioni si scopre anche che solo per pagare l'acconciatore del programma televisivo “The Apprentice” che lo ha lanciato come conduttore, il tycoon ha dichiarato al fisco americano una spesa di oltre 70mila dollari. Per ridurre il conto finale sulla tassazione di famiglia Trump avrebbe anche dichiarato delle “spese di consulenza” non meglio precisate a favore della figlia Ivanka Trump mentre lavorava come impiegata nella fondazione.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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