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Donazioni, l’avanzata dei millennials in Italia

L’indagine Global Trend in Giving include per la prima volta l’Italia: cambia l’identità del donatore e aumenta il peso del digitale per la raccolta fondi

di A.Mac.

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(Ansa)

L’indagine Global Trend in Giving include per la prima volta l’Italia: cambia l’identità del donatore e aumenta il peso del digitale per la raccolta fondi


3' di lettura

I baby-boomers lasciano un po’ di spazio ai millennials, almeno nelle donazioni. È quanto emerge dal Global Trends in Giving 2020, a cui per la prima volta ha partecipato anche l’Italia. Inoltre l'emergenza Covid-19 ha confermato la solidarietà degli italiani: il 66% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di aver donato per l'emergenza Covid-19. L'indagine ha confermato anche una sempre maggiore digitalizzazione dei processi di raccolta fondi trainata da un ruolo sempre più predominante dai social media.

L’identikit del donatore italiano

Dall’indagine sull’Italia si conferma il peso delle donne come donatrici (65%). Ecco invece la suddivisione complessiva per fasce di età:

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1) Generazione X (40-55 anni): 34%

2) Millennials (29-39 anni): 32%

3) Baby boomers (56-74 anni): 30%

4) Maturi (più di 75 anni): 3%

5) Generazione Z (meno di 22 anni): 1%

«L’indagine restituisce un progressivo ringiovanimento della platea dei donatori – commenta Mara Moioli, Coo di Italia non Profit, partner di ricerca - Il ruolo dei baby boomers è ancora rilevante nel sostegno finanziario al non profit, ma sembrerebbe non rappresentare più lo “zoccolo duro” dei donatori. È infatti considerevole la percentuale di millennials (nati tra il 1981 e il 1997) che si è dichiarata donatrice. Un’ottima notizia per il settore, se venisse confermata nei mesi a venire anche al di fuori dell'effetto solidarietà generato dall'emergenza Covid-19, e che potrebbe rappresentare i primi frutti delle molteplici azioni intraprese negli ultimi anni per parlare alle nuove generazioni e costruire i donatori di domani».

Italiani attenti al dono

Nel corso dell’indagine l’86% dei partecipanti ha dichiarato di aver effettuato una donazione nell'ultimo anno. Migliora la propensione al dono anche per chi negli ultimi 12 mesi non ha effettuato alcuna donazione in denaro a favore di una causa sociale (14%). Tra questi infatti, il 38% non esclude di effettuare una donazione nei prossimi 12 mesi. L'emergenza Covid-19 ha confermato la solidarietà degli italiani: il 66% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di aver donato per l'emergenza Covid-19. Sei italiani su dieci svolge attività di volontariato e il 79% del campione ha donato beni materiali

La raccolta fondi si fa sempre più digitale

L'indagine italiana (1.356 partecipanti) ha confermato anche una sempre maggiore digitalizzazione dei processi di raccolta fondi trainata da un ruolo sempre più predominante dai social media. Un donatore su 4 ha donato tramite piattaforme ed eventi digitali come shop online, lotterie, aste virtuali. Facebook, Instagram e WhatsApp risultano essere i tre social media che più stimolano i cittadini a donare. Oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato di aver già usato gli strumenti di raccolta fondi sviluppati da Facebook e Instagram.

Per effettuare la donazione per gli italiani è ancora alta l'esigenza di affidarsi a strumenti percepiti come sicuri e che nel tempo hanno saputo conquistare la fiducia dei cittadini. È il caso, ad esempio, degli sms solidali, ai quali hanno fatto ricorso nel 2019 circa il 12% dei rispondenti per l’Italia, mentre negli altri continenti - escludendo l'Europa (9%) - la loro incidenza non supera il 3%.

Metodi di pagamento: tiene il bonifico

Alla domanda «Quale strumento di comunicazione di invita di più a donare», il 45% degli intervistati risponde i social media, il 41% l’email, il 35% i siti internet.In Italia le donazioni online ricoprono un peso pari al resto del mondo (58%) ma il bonifico bancario è ancora uno degli strumenti preferiti (39% contro il 12% nel resto del mondo). La scelta di PayPal raggiunge il 23% (nettamente superiore al dato mondiale che si ferma al 10%).

Il 56% dei partecipanti ha dichiarato di donare in media tra i 91 e i 900 euro l’anno. E comunque il 92% dei donatori italiani (contro il 66% mondo) dona meno di 900 euro l’anno. La maggioranza dei partecipanti si è dichiarata propensa all’utilizzo di applicazioni per il fundraising aventi un sistema di credito e punti spendibili (cashback).

I trend mondiali

Global Trends in Giving 2020 è ideata da Nonprofit Tech For Good e sponsorizzata da Funraise è giunta ques’anno alla sua terza edizione e ha coinvolto 133 paesi mettendo in evidenza i principali trend di tutti i continenti. Research partner del progetto è Italia non profit, che ha curato la versione italiana della ricerca, rimasta online dal 1° marzo al 31 maggio 2020 e alla quale hanno partecipato 1356 persone.

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