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Donazioni di organi, la storia di Marta che ha portato Geraci al primato nazionale

I genitori della bimba morta di leucemia a 11 anni hanno firmato simbolicamente il modulo di consenso anche se la donazione non era possibile per via della patologia. Nel suo paese in un anno l’opposizione alla donazione scesa dal 58 al 4%

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3' di lettura

Il comune italiano con il miglior risultato in assoluto per donazione degli organi è un paesino del palermitano di 1.800 abitanti, Geraci Siculo: in un anno ha scalato la classifica grazie a una storia di donazione che ha coinvolto la comunità locale. Quella di Marta, una bambina di 11 anni morta a marzo del 2021 a causa di una leucemia fulminante. I genitori avevano subito chiesto la possibilità di donare gli organi della figlia ma il prelievo non è stato possibile per via della patologia che ne aveva causato la morte. Nonostante ciò, padre e madre hanno voluto comunque firmare simbolicamente il consenso al prelievo.

Un gesto di civiltà e altruismo che ha colpito profondamente i concittadini: mentre nel 2020 a Geraci l’opposizione alla donazione sfiorava il 58%, dopo la morte di Marta i contrari sono crollati al 4,6% e l’astensione al 10,7%. Il piccolo paese delle Madonie è riuscito così a risalire in 12 mesi di quasi 6mila posizioni nella classifica nazionale e a conquistarne la vetta con un punteggio di 91,84 su 100, il più alto d’Italia.

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Il rapporto

Il primato è stato registrato dall'ultima edizione dell’Indice del Dono, il rapporto realizzato dal Centro nazionale trapianti che mette in fila i numeri delle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2021 all’atto dell’emissione della carta d’identità nelle anagrafi dei 6.845 Comuni italiani in cui il servizio è attivo. L’Indice, diffuso in occasione della 25esima Giornata nazionale della donazione degli organi che si celebra domenica 24 aprile, è espresso in centesimi ed è elaborato tenendo conto di alcuni indicatori come la percentuale dei consensi, quella delle astensioni e il numero dei documenti emessi.

Nel 2021 primato dei sì alla donazione

A livello nazionale il 2021 è stato un anno molto positivo per la raccolta delle dichiarazioni di volontà alla donazione: i consensi sono saliti al 68,9%, ben tre punti in più rispetto allo scorso anno, con un indice del dono medio di 59,23/100 (rispetto al precedente 52,86): si tratta della percentuale di «sì» più alta mai raccolta in un anno da quando la registrazione avviene nelle anagrafi.

Il calo dei «no» è distribuito in modo abbastanza uniforme su tutto il territorio nazionale, e anche se i risultati migliori vengono raggiunti dalle regioni del Nord, i consensi alla donazione sono in crescita anche nel Meridione. Ad oggi le dichiarazioni di volontà depositate nel Sistema informativo trapianti del Cnt sono 12,7 milioni: 9,2 milioni di sì e 3,5 milioni di no. In questo momento sono circa 8.500 le persone in lista d’attesa: nel 2021 sono stati effettuati 3.778 trapianti grazie a 1.725 donatori di organi.

Tra le grandi città vince Trento

Tra i comuni con più di 100mila abitanti è Trento ad aver ottenuto l’indice più alto con un punteggio di 70,26/100. Complessivamente nell’ultimo anno sono stati 8.961 le trentine e i trentini maggiorenni che hanno registrato la loro volontà su un’eventuale donazione, e in 7.199 hanno detto sì, l’80,3%, mentre l’astensione si è fermata al 36,7%. L’anno scorso la città era al terzo posto generale. In seconda posizione fra i comuni maggiori c’è Verona (indice 69,11/100) che ha un tasso di consenso più elevato (85,7%) ma anche una percentuale di astensioni maggiore (il 50,1%). A completare il podio Livorno, poi a seguire nellaci sono Ferrara, Cagliari, Sassari (arrivata prima lo scorso anno), Padova, Vicenza, Perugia e Firenze. Milano è al 48esimo posto, Roma solo al 63esimo (sotto la media nazionale).

Il primato tra i centri medi

Oltre a Trento, le altre due “capitali” del dono degli organi sono Nuoro, prima tra i comuni medio-grandi (30-100mila abitanti) con un indice di 74,21/100 e un tasso di consenso alla donazione dell’84,1%. L’anno scorso la città sarda era arrivata seconda, posizione occupata quest’anno da Belluno, mentre Como è terza. Tra i comuni medio-piccoli (5-30mila abitanti), invece, vince per il secondo anno di fila Primiero San Martino di Castrozza, in provincia di Trento, con un indice di 84,42 e un tasso di consenso dell’88,9%.

Il caso Geraci, l’indice più alto grazie alla storia di Marta

Tra i piccoli comuni, dietro a Geraci Siculo un altro piccolo comune meridionale, Longano, in provincia di Isernia, e Cardedu, nel nuorese. L’Indice del dono è espresso in centesimi ed elaborato tenendo in considerazione tre parametri, a ciascuno dei quali è stato applicato un peso specifico: percentuale delle dichiarazioni su carte d’identità elettroniche emesse per popolazione maggiorenne; percentuale dei consensi su Cie emesse per popolazione maggiorenne e percentuale dei consensi sul totale delle dichiarazioni.

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