ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di più I fondi PER l’emergenza

Donazioni agli ospedali in crescita: in Lombardia raccolti 62,8 milioni

La Protezione civile ha raccolto 44 milioni in una settimana. Lo Spallanzani di Roma ha ottenuto dai donatori 8 milioni e il Sant’Orsola di Bologna è arrivato a 7,5 milioni

di Michela Finizio e Valentina Melis

Ecco il "Cura Italia", nuovo decreto contro il coronavirus

La Protezione civile ha raccolto 44 milioni in una settimana. Lo Spallanzani di Roma ha ottenuto dai donatori 8 milioni e il Sant’Orsola di Bologna è arrivato a 7,5 milioni


4' di lettura

Per la lotta al Coronavirus gli italiani hanno già donato agli ospedali della Lombardia 62,8 milioni di euro. Che si aggiungono ai 44 milioni raccolti dalla Protezione civile sul conto corrente ad hoc aperto il 18 marzo. Ma le raccolte fondi sono partite in tutta Italia, con l’Ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma che ha già ricevuto 8 milioni, e il Sant’Orsola di Bologna che ne ha avuti 7,5, per arrivare a strutture sanitarie meno esposte dal punto di vista mediatico: la Asl di Latina scrive sul proprio sito di aver ricevuto dai donatori 72.768 euro (fino al 25 marzo).

La spinta alla genorosità nel decreto «Cura Italia»
La generosità degli italiani è stata spinta anche dal decreto «Cura Italia», con due strumenti: bonus fiscali potenziati per i donatori, siano cittadini o imprese (articolo 66) e la possibilità per le aziende, le agenzie e gli enti del Servizio sanitario nazionale di usare, fino al 31 luglio, i proventi delle donazioni più rapidamente, cioè per comprare forniture e servizi utili con affidamenti diretti, senza gare e senza consultare due o più operatori economici, come invece è previsto in generale per le pubbliche amministrazioni (articolo 99).

I canali di raccolta e le priorità degli ospedali
I due canali principali di raccolta delle donazioni sono i conti correnti attivati da Regioni e ospedali e le piattaforme online che ospitano numerose campagne, promosse da privati cittadini, enti del terzo settore o talvolta da personaggi noti al grande pubblico. Ampliare i reparti di terapia intensiva e acquistare dispositivi di protezione per medici e infermieri (tute e mascherine) sembrano le priorità delle aziende sanitarie, che hanno già cominciato a spendere quanto ricevuto dalle donazioni.

Spesa immediata per i fondi dela Protezione civile
Anche la raccolta fondi della Protezione civile - fanno sapere dal Dipartimento - nell’immediato è destinata all’acquisto di respiratori e dispositivi di protezione individuale, da distribuire anche a polizia, carabinieri, autisti dei mezzi pubblici, operatori della nettezza urbana e delle poste. Vista l’emergenza, la Protezione civile non segue la procedura applicata per l’impiego delle raccolte fondi in passato, ad esempio per i 34 milioni donati dagli italiani in occasione del terremoto del Centro-Italia nel 2016. Di solito un comitato dei garanti, con rappresentanti del Dipartimento e delle Regioni, valuta i progetti e i fondi vengono quindi ripartiti. In questo caso, invece, le donazioni saranno immediatamente usate, e il commissario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri autorizza direttamente le procedure di acquisto dei materiali da distribuire alle Regioni.

Le esperienze degli ospedali sul territorio
Il Policlinico di Milano fa sapere che grazie ai quasi 6 milioni raccolti con le donazioni ha creato 300 posti letto dedicati all’emergenza Covid-19, dei quali 100 nuovi posti in terapia intensiva e sub-intensiva e un laboratorio per analizzare i tamponi. Sono stati poi avviati progetti di ricerca per sperimentare nuove terapie.

A Bologna la Fondazione Sant’Orsola, d’intesa con il Policlinico, sta impiegando i fondi anche per fornire servizi di welfare al personale medico: voucher per le baby sitter, alloggi gratuiti a Bologna per chi non vuole tornare a casa a fine turno e consegnata a domicilio della spesa. Quanto alle attrezzature e ai dispositivi di sicurezza, fanno sapere dall’Ospedale bolognese, «restano criticità negli approvvigionamenti, sia per le difficoltà del mercato ad assorbire la domanda, sia per la situazione legata ai trasporti e ai blocchi doganali».

Da Brescia il direttore amministrativo degli Spedali civili Anna Gerola fa sapere che le donazioni ricevute - raccolte tramite la Fondazione-Onlus - sono arrivate a un milione. Quanto alla spesa di queste somme, la via semplificata aperta alle strutture sanitarie dal Dl cura Italia è stata già percorsa: «Dove è stato possibile - spiega Gerola - abbiamo effettuato gli acquisti con i canali classici, come le gare Consip, ma per l’acquisto di tecnologia sanitaria urgente e di dispositivi di protezione individuale abbiamo fruito della deroga prevista dal Dl 18/2020».

Allo Spallanzani le somme sono arrivate tramite tre canali: bonifico bancario, account PayPal e campagne online. Il direttore generale dell’istituto Marta Branca spiega come vengono autorizzate le spese: «La direzione aziendale, dopo una preliminare analisi dei fabbisogni, effettua una valutazione clinica dei beni che si intendono acquisire, a meno che i donatori non abbiano già individuato una specifica destinazione di utilizzo delle liberalità».

Anche a Padova viene tutto registrato, tramite delibere pubblicate sull’Albo online dell’azienda ospedaliera. Qui tra i benefattori si incontrano molte imprese (tra cui Italgas, Kering Italia, Zetaesse e i supermercati Alì), ma anche piccole donazioni (dai 350 ai 50 euro) di privati cittadini.

Più difficili da valutare le donazioni di beni in natura
Da valutare, invece, le tante proposte che arrivano di beni in natura. L’elenco a Padova è lungo e non tutto è stato accettato: c’è chi ci ha offerto macchinari per pulire l’aria, una ditta locale ha proposto un box per fare i tamponi, come quelli utilizzati per le strade in Corea; un imprenditore anonimo ha donato uno stock di tamponi al dipartimento di microbiologia. «Purtroppo - fanno sapere dall’Azienda - a causa dei protocolli igienico-sanitari in alcuni casi dobbiamo anche declinare le offerte, ad esempio quelle di generi alimentari per i medici».

Anche all’ospedale di Careggi, a Firenze, sono arrivate «donazioni ingenti di beni come attrezzature e mascherine», fanno sapere. Agli ospedali di Lodi, Codogno, Casalpusterlengo e Sant’Angelo Lodigiano stanno arrivando, ad esempio, saturimetri, detergenti e anche uova di Pasqua.

Il monitoraggio di Italia non profit
La startup innovativa Italia non profit ha messo a punto una piattaforma per dare evidenza (anche in inglese) alle raccolte fondi promosse dagli ospedali: «Le emergenze mobilitano nuovi donatori rispetto a quelli abituali», nota il Ceo della società Giulia Frangione. «Da quando abbiamo avviato la piattaforma, il 15 marzo - aggiunge - il sito ha ricevuto 5mila visite al giorno, anche dagli Stati uniti, dal Canada e dal Sudafrica». In parallelo, la start up monitora anche tutte le altre iniziative di filantropia avviate da aziende, fondazioni e privati a supporto dell’emergenza: finora ne sono state mappate 309, che coinvolgono 76 enti non profit, per un totale di 425,6 milioni donati.

Per approfondire:
Boom di donazioni online, ma l’ospedale deve aderire alla raccolta fondi

Domande e risposte / Quali incentivi fiscali ci sono per chi dona?

I FONDI RACCOLTI PER L’EMERGENZA
Loading...
Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti