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DoorDash si impenna al debutto a Wall Street. Ora vale 70 miliardi

Il leader delle consegne di pasti ottiene un pricing del titolo a $102, sopra le attese massime, e poi schizza negli scambi. Adesso tocca a Airbnb

di Marco Valsania

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(AFP)

Il leader delle consegne di pasti ottiene un pricing del titolo a $102, sopra le attese massime, e poi schizza negli scambi. Adesso tocca a Airbnb


3' di lettura

Sopra ogni attesa. DoorDash ha prima sfondato il tetto del pricing previsto per la sua Ipo: i titoli sono sbarcati a Wall Street a quota 102 dollari, il prezzo fissato martedì sera nel dopo mercato. Poi, al debutto degli scambi, si sono impennati fino a 182 dollari, abbastanza per una market cap da circa 70 miliardi che la mette quasi alla pari con il re dei corrieri Federal Express.

Il pricing è avvenuto ben oltre dunque la fascia di 90-95 dollari indicata e che era stata già alzata nei giorni scorsi significativamente rispetto all'originale forchetta tra 85 e 95 dollari. Al prezzo fissato la valutazione complessiva dell'azienda, leader nella consegna dei pasti dei ristoranti, sfiorava già i 39 miliardi, per l’esattezza era lievitato a 38,7 miliardi. I capitali rastrellati attraverso il collocamento iniziale sono stati pari a 3,4 miliardi rispetto ai 3,1 previsti. La prova del fuoco per solidità e prospettive, al di là dell’impennata attuale, sarà a questo punto la risposta del mercato ai titoli nell’arco delle prossime sedute sulla base delle contrattazioni, sotto il simbolo DASH.

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Clima caldo per gli Ipo

Il prezzo riflette il clima caldo attorno ai collocamenti azionari iniziali, che vedranno questa sera il pricing di Airbnb con giovedì i primi scambi dei suoi titoli. Anche il colosso dell'ospitalità alternativa ha alzato in corsa la sua valutazione per il debutto, portandola nei giorni scorsi fino a 42 miliardi (era caduta a 18 miliardi lo scorso aprile). Nel giro di questa settimana almeno sei aziende hanno in programma sbarchi a Wall Street, parte di una marcia record degli Ipo a dicembre e per tutto il 2020 nonostante le tensioni legate alla crisi da coronavirus. Spesso i debutti azionari riguardano oggi società hi-tech, premiate proprio dal boom del lavoro remoto e della tecnologia proprio a causa della pandemia. I nuovi collocamenti di fine anno sono in particolare di aziende di consumer technology. Al di là della settimana in corso, entro Natale sono in arrivo in Borsa marchi quali Affirm, Wish e Roblox con valutazioni tutte attorno o superiori ai dieci miliardi.

Business a prova di pandemia

DoorDash ha visto il suo business crescere in modo esponenziale con la ristorazione paralizzata dalla pandemia e dedita ai pranzi da asporto. Le sue entrate sono salite del 268% nel terzo trimestre a 879 milioni, dopo una crescita del 214% nel secondo. Gli ordini ricevuti nei primi nove mesi del 2020 sono triplicati a 16,5 miliardi. Il bilancio mostra tuttora perdite, pari a 149 milioni tra gennaio e settembre, ma ridimensionate dai 534 milioni di un anno prima.

Dominio del mercato

Se esistono dubbi sul futuro e sulla concorrenza, al momento la sua quota del mercato statunitense è dominante, pari al 50 per cento. Vale a dire nettamente superiore a rivali diretti quali Uber con Uber Eats e GrubHub. Il modello di business prevede una cara commissione ai ristoranti, pari anche al 30%, e un costo minore per i consumatori. Percentuali finite sotto accusa come esorbitanti e che però non hanno fermato la sua penetrazione. La sua piattaforma vanta adesso 390.000 aderenti, da grandi catene di fast food a singoli esercizi di lusso. DoorDash, fondata nel 2003 a Palo Alto in California, è guidata dal Ceo Tony Xu e ha tra i grandi soci SoftBank e Sequoia.

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