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Dop, Igp, Stg: cosa sono e qual è l’iter per ottenere il riconoscimento

La procedura, anche se ha tempi lunghi, ha un effetto positivo sull’economia del territorio

di Luisanna Benfatto

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Parmiggiano Reggiano Dop

La procedura, anche se ha tempi lunghi, ha un effetto positivo sull’economia del territorio


4' di lettura

Il nostro Paese in Europa ha il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti. Dopo di noi ci sono Francia e Spagna.
In Italia, escludendo i vini, sono presenti 299 denominazioni tutelate dall’Ue, di cui 167 Dop, 130 Igp e 2 Stg.

Cosa significano le sigle
È Dop (Denominazione di origine protetta) un prodotto che cresce e viene confezionato in un determinato territorio secondo regole scritte in un disciplinare. Ad esempio, il Parmigiano reggiano è prodotto da latte raccolto da vacche allevate nell'area d’origine alimentate prevalentemente con foraggi originari della stessa zona.

È Igp (Indicazione geografica tipica) un prodotto che viene lavorato secondo regole tipiche di quel territorio ma le cui materie prime vengono anche da altre zone. Il caso di scuola è quello della Bresaola della Valtellina che è Igp perché riguarda un prodotto realizzato con una ricetta tipica ma le carni utilizzate (nella gran parte di casi) provengono dall’estero.

È Stg (Specialità tradizionale garantita) un prodotto la cui ricetta e lavorazione sono tipiche di uno specifico territorio da almeno 30 anni, ma possono essere prodotti anche altrove. In Italia sono state riconosciute Stg solo la mozzarella e la pizza napoletana.

I tempi di riconoscimento
L'iter per ottenere questo riconoscimento non è semplice ed è lungo (può durare anni) anche se l'effetto finale sul business è garantito, per aziende e territorio, soprattutto per le realtà e i consorzi più grandi (come il Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Prosciutto di Parma): gli ultimi dati stimano un valore di 14 miliardi, per un export triplicato in 10 anni.

La legge a cui fare riferimento, dopo l’abrogazione di quella della Comunità economica europea del 1992, è il regolamento dell’Unione Europea n. 1151 del 2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari.

L’iter e gli obiettivi
Il sistema normativo ha un duplice obiettivo: riconoscere e proteggere la denominazione di un prodotto agricolo o alimentare tipico del territorio sia per i produttori, sia per i consumatori ma, soprattutto, fissa le procedure per ottenere il marchio e mantenerlo nel tempo.
Il primo passo da fare è la squadra. Più grande è più se ne percepiscono gli effetti sul territorio. I produttori e/o trasformatori della tipicità che vogliono ottenere il marchio alimentare devono formare un’associazione giuridica, il “comitato promotore”, e presentare una domanda al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e alla regione del proprio territorio.

Nella richiesta vanno presentati diversi documenti:
1- atto costitutivo dell'associazione con delibera ssembleare;
2- il disciplinare di produzione (dove vanno indicati il nome, le caratteristiche, la zona geografica e i metodi di coltivazione e/o allevamento e di confezionamento del prodotto);
3-una relazione storica dove si comprova la produzione dura da almeno 25 anni anche se non continuativi;
4-una relazione socio-economica e tecnica con quantità prodotte e numero delle aziende coinvolte che evidenzia il legame con il territorio;
5- il marchio e il logo per l’etichettattura;
6- il nome delle autorità o dell'organismo che verifica e fa da garante del disciplinare di produzione.

Il via libera del ministero e della Ue dopo una finestra di 3 mesi
L’iter prevede l’invio della documentazione al Mipaaf dove viene valutata la richiesta. Segue un tavolo presso il ministero con le parti interessate per il “pubblico accertamento” -o via libera- che avviene dopo la pubblicazione del disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale. Se nessun soggetto si oppone in 30 giorni il fascicolo viene trasmesso alla Commissione europea. Qui ne viene ulteriormente valutata la conformità e pubblicata la richiesta sulla Gazzetta Ufficiale Ue. Se nei 3 mesi successivi non si accolgono eventuali opposizioni il prodotto ottiene il riconoscimento e viene iscritto nell'Albo comunitario.

I controlli e le tutele
Tutti i prodotti tutelati vengono poi vigilati e sottoposti a ispezioni e verifiche da parte degli organismi di controllo che sono principalmente l'Icqrf (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) il Cufaa( Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari carabinieri) e Rac (Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare). Controllo e certificazione vengono affidati anche a enti terzi indipendenti che possono essere pubblici (come ARSARP Agenzia Regionale per lo sviluppo agricolo, rurale e della pesca) o le Camere di commercio e privati (come CSQA, Certiquality) i cui elenchi sono pubblicati sul sito del ministero.

Poi c'è il ruolo dei consorzi di tutela che è regolato dalla legge 526/99. In Italia sono 150 circa e promuovono le nostre eccellenze attraverso numerose attività di valorizzazione, informazione e tutela anche con attività ispettiva e di controllo.

Perché è importante la tutela europea
Il regolamento 1151/2012 segna una svolta nella storia dei prodotti Dop e Igp europei. La Commissione Ue infatti nell’ambito del cosiddetto “Pacchetto Qualità” introdusse un fondamentale strumento noto come “tutela ex officio”. In sostanza in qualsiasi paese Ue nel quale venga rinvenuto un prodotto che si rifà in maniera evidente a un prodotto tutelato da un marchio Ue le autorità del Paese nel quale il falso è stato rinvenuto sono tenute a intervenire a tutela di una denominazione d’origine o indicazione geografica protetta.

Quindi se ad esempio in Germania viene individuata una forma di Parmesan, chiaramente lesiva del Parmigiano reggiano Dop, le autorità tedesche sono tenute a intervenire a tutela del marchio Ue tutelato.
Una vera e propria rivoluzione considerato che appena qualche anno prima (nel 2008), e proprio in Germania il Consorzio del Parmigiano reggiano Dop per ottenere protezione rispetto a un Parmesan locale dovette fare ricorso alla Corte di Giustizia Ue e riuscì a vedersi riconosciuta la tutela solo al termine di un lungo procedimento.


I siti di riferimento:
Il portale Dop e Igp del Mipaaf
Gazzetta Ufficiale Europea
Il portale europeo con tutti i prodotti Dop, Igp e Stg

Riproduzione riservata ©
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    Luisanna BenfattoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: francese, portoghese, inglese

    Argomenti: food, travel, lifestyle, startup, tecnologia, social media, digital e data jounalism

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