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Dopo 20 mesi riaprono le discoteche: capienza ridotta, ma si balla senza mascherina

Si entrerà solo con il green pass e la capienza al chiuso potrà essere al massimo del 35%, 50% all’aperto

di Marzio Bartoloni

Giorgetti: «Discoteche ancora chiuse sono sconfitta, spero in passi avanti nei prossimi giorni»

3' di lettura

Dopo 20 mesi di chiusura anche le discoteche e le sale da ballo sono pronte a riaprire. Nel decreto che rivedrà al rialzo le capienze di stadi, teatri e cinema atteso in consiglio dei ministri entrerà infatti anche il via libera alle discoteche, ma con paletti stringenti decisi dal Cts: si entrerà solo con il green pass e la capienza al chiuso potrà essere al massimo del 35% (50% all’aperto). La buona notizia è che si potrà togliere la mascherina per ballare, mentre la si dovrà indossare in tutti gli altri momenti.

Il via libera del Cts

La riapertura delle discoteche era stata una ipotesi concreta già l’estate scorsa quando il Comitato tecnico scientifico diede il suo primo parere, ma poi non se ne fece nulla. Ora il Cts si è riunito ancora una volta e ha sostanzialmente confermato il suo via libera con una differenza: il primo sì l’estate scorsa riguardava le sale da ballo all’aperto ora in pieno autunno con i locali al chiuso le raccomandazioni cambiano. E prevedono che le discoteche potranno riaprire in zona bianca con il 35% di capienza al chiuso (compreso il personale) e 50% all’aperto per tutti quei clienti che saranno muniti di green pass e dietro l’obbligo di registrazione per tutti gli accessi.

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A fronte di questi paletti molto stringenti la buona notizia per gli avventori è che la mascherina si potrà togliere mentre si balla (attività paragonata «alle attività fisiche al chiuso»), ma si dovrà indossare in tutti gli altri momenti.

Tra le altre raccomandazioni c’è anche l’obbligo di usare bicchieri mono uso, la presenza di «impianti di aereazione senza ricircolo d’aria» e la «possibilità di frequente igienizzazione delle mani oltre che la pulizia e la sanificazione dei locali».

Gestori contrari: così difficile riaprire

Per i gestori però questi paletti sono un colpo duro: «L'importante è riaprire ma così le condizioni non sono favorevoli, perché incideranno sui costi, mi auguro che in sede di Cdm si possano rivedere le percentuali sulla capienza. Altrimenti in queste condizioni per molti sarà difficile riaprire. È ridicolo. Se ho un locale da 1000 persone e ne posso mettere dentro solamente 350 compreso il personale come copro i costi? », ha avvertito Maurizio Pasca presidente del Silb, il sindacato dei gestori delle sale da ballo.

II sottosegretario alla Salute Andrea Costa che segue da mesi il dossier invita però a guardare il bicchiere mezzo pieno: «È un primo segnale importante, come sempre si punta sulla gradualità. Ma sono sicuro che già entro l’anno se i numeri dei vaccinati cresceranno e ei contagi resteranno sotto controllo si potranno ampliare queste percentuali in modo sostanzioso».

Le capienze negli altri settori

Sulla misura definitiva bisognerà comunque attendere il decreto che è alle ultime limature e approderà sul tavolo di Palazzo Chigi già domani. Con la Lega che anche su questo fronte potrebbe tornare all’attacco. Nel provvedimento si aumenterà il numero degli spettatori negli stadi e nelle arene che avranno capienze che saranno portate dal 50% al 75% mentre nei palazzetti al chiuso cresceranno dal 25 al 50%. Per cinema e teatri le capienze saliranno invece all’80% (al 100% all’aperto).

Il ministro dei Beni cuturali Dario Franceschini tenterà comunque un ultimo pressing in consiglio dei ministri per portare le capienze degli spettacoli (cinema e teatri) al 100%, ma non sarà facile convincere il ministro della Salute Roberto Speranza ad allontanarsi dalle raccomandazioni del Cts

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