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Dopo la batosta Covid spiragli per le Pmi delle costruzioni

Sono coinvolte oltre 44mila imprese e 100mila addetti. Nelle tre regioni il 72% degli edifici ha più di 40 anni: in Veneto il bonus potrebbe mobilitare risorse per due miliardi

di Barbara Ganz

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In Veneto il mercato sostenuto dall'ecobonus ammonta, nel 2018 da fonte Enea, a 541 milioni di investimenti (pari al 16,3% dei 3.331 milioni a livello nazionale) e 42mila interventi

Sono coinvolte oltre 44mila imprese e 100mila addetti. Nelle tre regioni il 72% degli edifici ha più di 40 anni: in Veneto il bonus potrebbe mobilitare risorse per due miliardi


5' di lettura

Un contesto favorevole all’applicazione degli incentivi, che vede un patrimonio immobiliare triveneto caratterizzato da un’alta anzianità degli edifici residenziali: il 72% ha almeno 40 anni di età (report Intesa Sanpaolo).

Qui il bonus edilizio al 110% potrebbe mobilitare – secondo la stima di Confartigianato Veneto - fino al 2026 risorse per quasi 2 miliardi di euro (su 14 a livello nazionale) e contribuire a riqualificare almeno una parte delle 1.582.278 abitazioni “over 40” presenti solo in Veneto.

In ritardo
Proprio l’età elevata degli immobili di Veneto e Friuli Venezia Giulia spiega la bassa percentuale di edifici residenziali con elevate prestazione energetiche (certificati in classe A o B): si ferma al 16% in Veneto, al 18% in Friuli Venezia Giulia, 13% in Trentino il totale delle attestazioni energetiche presentate (il dato per l’Alto Adige non è confrontabile per l’adozione della certificazione CasaKlima). I dati del report Intesa Sanpaolo sul settore fotografano la situazione esistente.

In termini di valore delle abitazioni, nel 2016 il valore del patrimonio residenziale complessivo ammontava a 831 miliardi, pari al 13,8% del valore italiano. Il Trentino-Alto Adige presenta l’incidenza del patrimonio residenziale sul Pil più elevato (pari al 5%).

Il Trentino Alto Adige guida anche la classifica italiana per intensità di recupero edilizio e di riqualificazione energetica: nel periodo 2011-2018 ha mostrato un importo portato in detrazione per abitazione pari a 2.852 euro; sopra la media italiana (1.093) anche il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto (entrambi con 1.789 euro) .

Nel nuovo superbonus al 110% sarà possibile abbinare agli interventi di riqualificazione energetica considerati “trainanti” (isolamento termico di almeno il 25% delle superfici disperdenti, sostituzione di caldaie esistenti con impianti a condensazione o pompa di calore) anche la detrazione per gli impianti fotovoltaici e i sistemi di accumulo con il miglioramento di almeno due classi energetiche: secondo il report gli impianti fotovoltaici domestici - grazie ai sistemi di incentivazione - hanno registrato un balzo nel Triveneto aumentando di cinque volte tra il 2010 e il 2019. Restano ciononostante dei margini di intervento interessanti per gli impianti fotovoltaici nel settore domestico che toccano le 155.800 unità (pari al 21,6% del totale italiano) con una produzione lorda domestica pari a 711 GWh e una potenza installata pari a 731 MW che raggiunge il suo massimo valore per abitante in Friuli Venezia-Giulia, prima regione d’Italia con 118 Watt; buon posizionamento anche per la provincia di Trento (102 Watt per abitante) e il Veneto (100 Watt per abitante); segue con 80 Watt per abitante la provincia di Bolzano.

Un settore da rilanciare
Le misure in campo impattano come detto in primis sul settore edilizia, che negli ultimi dieci anni si è decisamente ridimensionato con un calo, in Veneto, superiore al dato nazionale.

Secondo l’indagine Confartigianato le costruzioni hanno notevolmente sofferto le conseguenze dell’emergenza coronavirus, particolarmente acuta proprio nei mesi primaverili, caratterizzati da una intensificazione dell’attività edilizia. A maggio 2020 in Italia la produzione delle imprese delle Costruzioni è scesa del 16,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un miglioramento rispetto al crollo del 68,9% di aprile e al calo del 35,5% di marzo. Le stime dell’Indagine sugli effetti del coronavirus sulle imprese del settore delle costruzioni in Veneto di fine luglio dicono che nel periodo marzo – giugno, il 37% delle piccole e medie imprese delle Costruzioni hanno registrato un calo tra il 21% e il 30% del giro d’affari, il 9,1% tra il 31% e il 40%.

Decreto rilancioIl Decreto Rilancio - varato il 13 maggio e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 19 maggio - rafforza gli incentivi pubblici per gli interventi di riqualificazione edilizia, introducendo un aumento della detrazione per le spese sostenute tra la seconda metà del 2020 e nel 2021 per il miglioramento dell’efficienza energetica e delle caratteristiche antisismiche degli edifici. Inoltre definisce nuove modalità di fruizione dell’agevolazione, estese anche alle altre spese di riqualificazione degli edifici (energetica, antisismica, di ristrutturazione, compreso il bonus facciate) sostenute nel biennio 2020-21 che non beneficiano dell’aumento della percentuale di detrazione.

Con quali effetti? L’Ufficio Studi Confartigianato stima (su dati Istat, Enea e Relazione Tecnica DL 34/2020), che il bonus del 110% potrebbe mobilitare in Veneto risorse per quasi 2 miliardi di euro (dei 14 a livello nazionale) fino al 2026, con una media annua (2021-2026) di 318 milioni (2,3 miliardi in Italia); un intervento rilevante rispetto al passato che andrà a sommarsi agli investimenti dati da sismabonus ed ecobonus che sono stati mantenuti.

I bonus del passato
Una riflessione va fatta anche su quanto hanno agito i bonus. In Veneto il mercato sostenuto dall’ecobonus ammonta, nel 2018 da fonte Enea, a 541 milioni di investimenti (pari al 16,3% dei 3.331 milioni a livello nazionale) e 42mila interventi. Nell’ultimo quinquennio queste cifre diventano oltre 2 miliardi di investimenti e 215mila interventi.

Se si guarda alla tipologia, il 31,4% è riferito ai serramenti, il 24% a pareti verticali, il 15,4% a pareti orizzontali, il 12,6% alle caldaie a condensazione, il 7,4% a pompe di calore, il 4% a schermature solari, l’1,1% al solare termico e lo 0,75% a impianti a biomassa.

Mediamente, per ciascun intervento incentivato dalle detrazioni fiscali per l’edilizia, sono spesi 16.800 euro (18.500 euro per intervento di recupero edilizio e 9.900 euro per risparmio energetico). L’importo più elevato si riferisce ai condomini con 116.400 euro per intervento, seguito da riqualificazione globale con 93.100 euro, coibentazione involucro con 35.700 euro, climatizzazione invernale con 9.800 euro, sostituzione serramenti con 7.700 euro, building automation con 7.400 euro, pannelli solari con 6.500 euro e schermature solari con 1.800 euro.

Un volàno per le imprese e per l’occupazione, che spiega la grande attesa fra edili, installatori di impianti e settore legno; al bonus del 110% e alle detrazioni fiscali per l’edilizia guardano 44.327 imprese artigiane del sistema della casa – di cui 26.331 nelle costruzioni, 12.236 nell'installazione di impianti, 2.472 nella fabbricazione prodotti in legno e 2.193 elementi di costruzioni in metallo (in particolare gli infissi) – con oltre 102mila addetti.

Considerando gli investimenti sostenuti da detrazioni in edilizia e il fatturato per addetto nelle imprese delle costruzioni, la stima e che i bonus abbiano sostenuto 243.500 occupati nelle costruzioni, e di questi in Veneto 24mila (il terzo valore più alto in Italia dopo Lombardia e Piemonte), dove il numero di edifici residenziali per fascia d’età emerge una notevole vetustà del patrimonio edificato: gli edifici costruiti tra il 1961 e il 1991 sono pari a oltre il 51% del totale. Si tratta di edifici e alloggi energivori, realizzati prima dell’avvento della Legge 10/1991, vera prima norma sull’efficienza energetica e in Veneto ci sono 133mila edifici sono in mediocre o pessimo stato di conservazione.

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